Oggi no

Granarolo dell’Emilia, 10 Km competitiva: mi sono iscritto ma non ho partecipato.

e arriva quel giorno che ti svegli con il mal di gola e il rafreddore,

e nello stesso giorno hai un cliente con un problema che dovrai incontrare assolutamente verso le 11,

e quindi inizi a realizzare che, correresti col patema d’animo dell’appuntamento imminente, che non faresti in tempo ad asciugarti i capelli dopo la gara (sic!), che perderesti il gusto della mattinata e, soprattutto che rischieresti inutilmente di ammalarti.

A quel punto decidi di non alzarti, sposti la sveglia, ti giri nel letto e ti riaddormenti sereno…

domani è un altro giorno (cit. R. O’Hara)

 

 

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Repetita iuvant (tenera è la notte)

Ripetute…. vi diranno che servono per accelerare, per abituare il fisico ai cambiamenti di ritmo e per migliorare quindi le vostre prestazioni….. non credeteci!!! vi troverete prima a cercare di programmare il gps coi vari intervalli, meditando sul fatto che se aveste inciso la tabella su una tavoletta di creta con uno stilo di ossidiana ci avreste messo molto meno tempo….
poi vi troverete a correre e sbuffare, anelando la fine della serie veloce ed imprecando al beep del termine della fase di recupero….

Però alla fine sarete felici, posterete orgogliosi l’allenamento su facebook o nella bacheca condominiale, districandovi tra annunci di massaggiatrici orientali, dictat degli umarell di servizio e inutili vademecum sui fantomatici graffiti della locale comunità di topi di appartamento,  per poi rimarrete in attesa dei “mi piace” del collega obeso o dell’impiegata carina dell’ufficio legale. Probabilmente  sarete comunque felici del vostro impegno.

Ieri sono tornato tardi dal lavoro, ero stanco e tentato dal divano e da mille altri alibi. Non so voi, per me la fatica maggiore è quella di infilarmi le scarpe da corsa, il tragitto che va dalla porta di casa alla camera da letto è lungo ed irto di insidie…. in cui talvolta incappo.

Ieri non è stato così, mi sono bardato come un albero di natale, dato che corro in strade deserte ma completamente buie e sono uscito.  Fuori dal portone di casa ad attendermi una notte stellata da sgomento, con Orione e le altre costellazioni invernali a svettare nel buio. Amo correre di notte, ho la fortuna di abitare vicino a campi e colline e quindi ho percorsi da utilizzare in qualsiasi condizione meteo. Mi piace il silenzio notturno, correre solo mentre attorno sfrecciano via immagini fugaci di famiglie raccolte per la cena, sentire lontano il passaggio di un treno o, in estate, il richiamo degli animali notturni.

L’allenamento è andato bene, non era particolarmente gravoso, tre ripetute da 2000 m a ritmo “elevato ma non troppo” (io nel dubbio ho tenuto una velocità da mezza maratona, ossia circa 5’/Km) e recuperi da 500 metri. Alla fine 13 Km di corsa totale, la fatica della giornata sparita e una fame atavica da placare con un bel piatto di pasta col ragù (quello buono della mamma).

Immagine

Oggi ho imparato a virare (sembra strano ma vero).

Ebbene si, parafrasando la canzone di Eugenio Finardi, oggi (che poi era ieri) sono finalmente riuscito a fare delle virate che non ricordassero un morsicato da cobra reale che tenta di assumere la famosa posa del Kamasutra “il sessantanove a dondolo”.
Come sia accaduto non lo so, semplicemente provando e riprovando e seguendo i consigli di coach Thomas, quello che prima era innaturale non lo e’ più stato.
Al primo tentativo riuscito ho dato la colpa al caso, ma alla terza ripetizione positiva mi sono fermato pensando “accidentolina (pare che non si possa scrivere “cazzo” in un blog) ci sono riuscito!!“.
Mi sembra davvero incredibile, Se penso che solo due anni fa non riuscivo a mettere la faccia sotto il pelo dell’acqua senza farmi prendere dal panico!
Bene, prima o poi imparerò anche a nuotare in maniera minimamente decente….. Ma questa e’ un’altra storia.