Acido!!! (galeotta fu la pizzetta…)

E capita che alle 20.30 hai l’allenamento di nuoto,
capita anche che durante il giorno sei stato ‘bravino’ mangiando una bella mela, una mozzarella e 200 g di carote tagliate fini…

poi capita che alle 1930 ti trovi a passare davanti ad una famosa pizzeria al taglio tanto cara ai bolognesi…

e calcoli….

mumble mumble, sono le 1930, entrerò in vasca alle 20,30 cosa vuoi che mi faccia una pizzetta?

Così ne ordini due…. che mandi giù in tre morsi, forse convinto di essere un ruminante e di poterle digerire con calma a posteriori.

Poi scendi in acqua, e coach Thomas si sente ispirato,,,, solo la parte di riscaldamento avrebbe fatto impallidire Sisifo, poi arrivano i 15′ di allenamento gambe, con tavoletta e pinnette, alternando 3 minuti di nuoto normale a 2′ di nuoto fortissimo….

ed inizi a chiederti perchè l’acqua piu’ che di cloro sappia di acido…..

poi ti accorgi che l’acido sta risalendo l’esofago, non scendendo…..

a quel punto hai una visione “LE PIZZZETTEEEEEEE….”

e vorresti piangere… ma è inutile, la coglionaggine non perdona.

Così arranchi fino alla fine dell’allenamento, tra le urla gioiose del coach “Fortissimo!!! respirate pocoooo… la bracciata….” ed il tuo piccolo alien che cerca di farsi largo a unghiate su per la tua gola….

Siete fortunati, potete imparare dai miei errori: non si mangia prima dell’allenamento di nuoto!!!

…me misero me tapino…. 😉

Buonanotte

 

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Questo non è un paese per sportivi (a meno che, ovviamente, non giochiate a calcio)

E’ di pochi giorni fa la triste notizia che la gara di triathlon “PhisioMan 2014”, prevista a Tirrenia (PI) il 26 aprile è stata annullata a causa della mancata e ritardata autorizzazione da parte del comune di Pisa a svolgere la competizione (qua potete trovare l’annuncio ufficiale: http://www.phisioman.com/annullamento-gara-phisioman/ ).

Prima di questo ci sono staiti due cambi di data, sempre imposti dalle autorità locali, per il Challenge di RImini (primo spostamento esecondo spostamento di data).

Abbiamo quindi due gare importanti, con partecipanti internazionali e tanti atleti che hanno programmato una intera stagione per  partecipare a questi eventi che hanno subito spostamenti di data e cancellazioni.

Nel mio piccolo gesto di indignazione non penso però ai professionisti del triathlon, ossia quelle poche decine di persone che campano gareggiando… loro hanno i pettorali e le trasferte pagate ( e parliamo di svariate centinaia di euro) e spostare una data o una location, in fondo, non gli costa poi molto.

Le persone di cui parlo sono quegli “sfigati” come me che incastrano allenamenti e gare con impegni lavorativi e famigliari, che devono programmare mesi prima le ferie, che risparmiano per pagarsi la trasferta… Persone che, in ultima analisi, reggono l’intero tendone del circo del triathlon.

Pensate che una gara di ironman, mediamente, prevede 2500 iscritti, che pagano cifre attorno ai 600 euro solo per il pettorale; aggiungetevi la trasferta, l’albergo (per loro e per i famigliari), il soggiorno e i gadget che inevitavilmente andranno a regalarsi per coronare l’evento… ecco fate un po’ di conti e capirete i volumi di denaro che girano…. e i sacrifici che ci stanno dietro.

Potremo sicuramente accusare gli organizzatori di essere stati poco lungimiranti nella scelta delle data o negli accordi organizzativi ma, quando un comune si permette di annullare una gara a dieci giorni dalla partenza c’è da chiedersi di chi sia la vera responsabilità… Leggendo poi nei forum dedicati, si trovano le testimonianze di tanti organizzatori che, sistematcamente, arrivano alla vigilia delle varie gare senza aver avuto conferma di autorizzazione, nonostante mesi e mesi di anticipo nella presentazioen delle domande relative.

Il quadro che ne viene fuori è triste, soliti scenari italioti (invero però non conosco la situazione negli altri paesi) in cui pagano gli incolpevoli.
Ci perde lo sport, ci perdono gli albergatori che si vedranno cancellate migliaia di prenotazioni, ci perdono gli organizzatori che avranno già pronte tonnellate di materiale (medaglie, pacchi gara, maglie e zaini…) sostanzialmente inutilizzabili e che non so come potranno rifondere i partecipanti.

E tutto questo è un po’ triste….

Pier Giorgio

ps: mi scusino gli amici calciatori, che prendo sempre ad esempio ‘non positivo’…. non ce l’ho con loro…. ma con il sistema che sembra essere affetto di miopia selettiva

La pazienza del triathleta (la diversa compresibilità dell’altra metà del cielo)

Premetto che seguire o comunque avere a che fare con un triatleta non è facile… se non corre pedala, quando non pedala nuota, nelle pause si lamenta che si allena troppo o troppo poco, che il coach non lo capisce e che i suoi materiali andrebbero sostituiti….

 

Poi ci tuffiamo a nuotare e ci scordiamo di dire che staremo via oltre 30’….. ci giriamo a guardare altre ragazze… (oh ma solo se sono su una nuova bici da crono eh!! ;-P  )

Però…… -c’è sempre un però – spesso veniamo messi a dura prova; immaginate:

 

Ti viene chiesta una foto al ‘B side’ per vedere la resa 2014 al bikini (peraltro perfetta); vista la foto la reazione è “sgomento orrore e raccapriccio….ho la cellulite!!!”

Ti armi della pazienza di intere legioni di santi e fai notare che e’ un’ombra… ovviamente non vieni creduto…. prima di rispondere ripassi a memoria i quadrati dei primi centi numeri primi….

Viene rifatta la foto, dopo un tempo di analisi della stessa stimabile in ere geologiche il verdetto è:  “ah, si va bene non ne ho ma…. Hai visto che brutti gomiti?“….

E’ a quel punto che, pur di non commettere spropositi, ti rituffi in mare!

Inizia la stagione in mare!!!

Da un po’ di tempo ho iniziato a vedere qualche timido miglioramento in piscina; coach Masi invece di urlare solo “PIGGI’ CAZZO LE GAAAAMBEEEEE” mi ha finalmente dato qualche feedback positivo (sant’uomo, si meriterebbe il Bologna in UEFA solo per il sopportarmi in vasca!), così da qualche tempo mi è salita la voglia di riprovare a nuotare in mare.

Viste le previsioni meteo favorevoli stamane assieme a Diana siamo arrivati a Lido Adriano e, reindossata la muta, senza pensarci troppo mi sono buttato in acqua…
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Chock assoluto …. se addosso e nei piedi la temperatura era sopportabile, in faccia mi sembrava che ci fosse Coach Ironfrankie a prendermi a sberle da quanto era fredda l’acqua!!! Per cinque minuti ho dovuto nuotare con la testa fuori e poi, complice la morte neurale di migliaia di termorecettori, mi sono abituato e poco a poco ho smesso di patire.

 

Freddo a parte, dopo i primi 50 metri mi è venuto il solito caro attacco di panico…. già la tuta comprime il torace, in aggiunta lo sforzo e la mia proverbiale paura dell’acqua ed ecco il solito momento di fifa blu…. Ormai lo conosco, lo attendo come un caro vecchio amico e come un conoscente di quelli pedanti e noiosi ho imparato a schivarlo e lasciarmelo alle spalle.. potenza del triathlon, della forza di volontà  e di un po’ di incoscienza di quella sana.

Superati gli scogli ho preso come riferimento alcune boe in lontananza ed ho cercato di fare un po’ di esercizi di orientamento: nuotare in mare aperto e tenere una direzione definita senza punti di riferimento non è semplice, in genere ci si trova a deviare anche di 30° in poche decine di metri e, sopratutto in gara, si rischia di allungare il percorso anche di svariate centinaia di metri…. che non è mai bello.

Così sono riuscito a trovare un buon compromesso, quando mi trovavo sul culmine dell’onda lunga davo un’occhiata in avanti identificando le boe e riuscendo così, dopo alcuni tentativi a trovare un buon compromesso tra la tenuta di direzione e il ritmo di bracciata.

Arrivato alle boe ho preso coscienza di cosa stavo facendo, all’inizio di aprile ero in mare a qualche centinaio di metri dalla costa da solo…e stavo bene come un pasciuto verme in una sugosissima mela!

Quando penso che fino a due anni fa rimanevo appena a galla che, complice la mia simpatica asma, ogni volta che mi manca il fiato mi viene il panico, che un anno fa non riuscivo a mettere la testa sotto per espirare…. beh, lasciatemelo dire ma lo sto proprio facendo “like a boss” :-))

Terminato l’attimo dell’ego, ho realizzato di aver fatto una piccionata…. preso dalla fretta non avevo detto a Diana quanto avevo intenzione di nuotare e temevo che si preoccupasse…. Per fortuna ha più giudizio di me (e non è che ci voglia poi tanto… ma lei ne ha da vendere) e conoscendomi non si è preoccupata…. anzi ha fatto un filmato da 30′ con l’iphone… 2giga di suoi commenti ‘fuori onda’ da sbellicarsi….  (prima o poi riuscirò a scaricarli!).

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Durante il rientro, dopo aver preso le misure con la corrente che mi portava parecchio fuori traettoria, sono riuscito a rigudagnare la riva senza problemi, Al termine 30′ di allenamento utile e divertente!! 🙂

 

Tra una settimana c’è la prima gara della stagione, il medio a Lido di Volano (1.9 Km nuoto; 90 Km bici; 21 Km corsa) ma, purtroppo, non so ancora se riuscirò a pertecipare: non mi è ancora passata la contrattura sottoscapole presa alla maratona di Ferrara e appena inizio a correre torna a tormentarmi…
In settimana riproverò a correre cambiando scarpe e prendendola con moolta calma per poi decidere all’ultimo momento.

Dopo l'allenamento alla domanda "era fredda l'acqua?" così risposi!

Bene è ora di nanna….

 

 

a presto…

(e non vedo l’ora di essere di nuovo in mare!!!)

Maratona di Ferrara 2014 “χαίρετε, νικῷμεν” -siate felici, abbiamo vinto!- (perchè ogni maratoneta vince!) -parte seconda

La Maratona, dopo aver fatto un po’ di teoria, vorrei condividere cosa è una maratona vista da dentro due scarpette da corsa (che poi le mie “scarpette” sono un 46,5….. ma sono dettagli).

Ferrara 2014, la mia terza maratona, la seconda da runner. La prima non la corsi, ma la marciai; correva il 1989, avevo 21 anni ed ero Allievo Ufficiale presso la SMALP (scuola militare Alpina) di Aosta e partecipai alla Prenimega, nella categoria squadre militari. La maratona la facemmo indossando scarponcini da montagna, mimetica, cappello Alpino e zaino, inquadrati per plotone e marciando ad una media di 8 Km/h. Arrivammo primi battendo numerose squadre sia italiane che estere ed è uno di quei ricordi che non vedrò mai svanire.

Poi nel 2011 Firenze, chiusa in 4h11′ dopo un piano allenamento seguito scrupolosamente; purtroppo un problema al mio ginocchio debole mi rallentò attorno al 39 Km. Comunque fu una bellissima esperienza.

Ferrara 2014: quest’anno mi sto allenando poco, causa impegni lavorativi corro di meno e in maniera non troppo organica (con buona pace di coach Frankie) così, avendo mediamente 21 Km nelle gambe ed un unico lungo da 31 Km alla Valli e Pinete ho preso l’insana decisione di correre 42 Km (ecco, non fate come me!!).

Perché ho corso non essendo pronto? perchè volevo farlo, perchè c’è una gara Ironman riposta in un cassetto (3,8 Km di nuoto in acque libere; 180 Km in bici e per finire appunto 42 Km di corsa) che purtroppo dovrà aspettare il 2015 e perché avevo il disperato bisogno di sfidarmi in fretta in qualcosa di impegnativo.

Aver scoperto poi che Giorgio, spartano ciclista avrebbe corso anche lui a Ferrara con un obiettivo simile al mio mi ha rincuorato molto; ma veniamo alla corsa.

Il meteo: perfetto, una mattinata con 9°C alla partenza, poco vento e sole velato; io amo correre col freddo e quando la temperatura sale in doppia cifra divento progressivamente meno felice 🙂

Con Giorgio avevamo concordato di provare a partire tenendo una media attorno ai 5’30″/Km per poi calare leggermente sul finale chiudendo in 4 ore circa (non ho mai capito perché, ma le velocità nella corsa non si esprimono in KM/ora bensì con il tempo necessario per percorrere un chilometro… all’inizio è tutto complicato ma poi ci si abitua!!).

Io (pettorale 81)e Giorgio (pettorale 316) nelle prime fasi di gara

Correre gare lunghe in compagnia è un toccasana, si vince la noia, ci si stimola a vicenda e nel momento in cui si perde un po’ il passo, avere qualcuno di fianco che lentamente ti sopravanza di serve a mantenere il ritmo e non mollare; la prima parte di gara è andata via bene, tanti corridori e il clima festoso tipico di queste manifestazioni dove si scambia due parole con chi ti affianca, si scherza si macinano passi su passi.

Il percorso è abbastanza veloce (con una pecca sul finale) e atipico per le maratone cittadine dove, normalmente, si toccano le parti più caratteristiche delle città prima di spostarsi verso l’esterno dell’area urbana; a Ferrara dopo un paio di chilometri si è in campagna e si rientra in città solo nell’ultimissimo tratto del percorso dove però, un paio di passaggi troppo irregolari dentro un parco cittadino con fondo ghiaioso non hanno certo trovato il favore dei concorrenti….

Io stavo bene, solo un leggero fastidio all’adduttore destro che ultimamente mi fa un po’ patire (trattasi di un cavolo di muscoletto vicino all’inguine); per il resto tutto bene e la gara è andata via liscia fin verso il trentesimo chilometro dove si percorre un lungo, noioso tratto sull’argine del Po;  li abbiamo calato leggermente il ritmo continuando comunque ad andare via abbastanza sciolti.

A un certo punto abbiamo scambiato due chiacchere con Gianni Morandi che, in preparazione per Boston, stava facendo un lungo da 30 Km.
Mi sarebbe piaciuto andare a Boston, nell’anniversario dell’attentato della scorsa edizione; avrei voluto sentire migliaia e migliaia di scarpette colorate urlare con il loro cadenzato mormorio contro la follia umana…

Il trentacinquesimo chilometro e il fantomatico muro si avvicinava sempre più, e stranamente mi sentivo piuttosto bene, avevo preso regolarmene i quattro gel che avevo preparato e addentato qualche pezzo di banana ai ristori… Confesso che ho iniziato a sperare di chiudere in meno di quattro ore….

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Poco dopo, avendo rallentato un poco,  siamo stati raggiunti dal gruppo dei pacer delle 4h (sono corridori, identificabili da palloncini colorati, che dovrebbero tenere un ritmo di gara costante per fare da punto di riferimento); Giorgio che si era iniziato ad affaticare mi ha invitato ad unirmi al gruppo, lasciandomi andare avanti.

Tutto girava bene, non ero stanco (cioè, non ero troppo stanco, stavo comunque correndo da più di tre ore!!), non avevo dolori significativi e il mio dito medio si ergeva orgoglio verso il muro del trentesimo chilometro… ormai alle spalle ma…

…c’è sempre un ma….

e la realtà ci riporta spesso coi piedi per terra.

All’improvviso comparve un dolorino sotto la scapola destra che, nel giro di pochi minuti divenne un dolore delle dimensioni di Godzilla, ma molto più arrabbiato!

In quel momento, girandomi indietro vidi per un istante il muro che avevo da poco sbeffeggiato rispondermi allegramente per le rime 😦

Non riuscivo più a correre, ogni volta che mettevo il piede sinistro a terra il dolore esplodeva, purtroppo nemmeno ripetere il famoso mantra di Aldo Rock “Uomo il dolore non è un tuo problema” servii a molto.

Al quarantesimo chilometro pronunciai un solenne giuramento: “”

Alla fine, alternando corsa e camminata veloce sono riuscito a gestire gli ultimi chilometri di gara… tranne l’ultimo…. lì me ne sono fregato, sentivo la musica dell’arrivo, vedevo in lontananza le torri merlate del castello estense e ho corso…..

ultimo chilometro, fa male ma sta per finire…

ultimi cinquecento metri, fa male ma sono solo pochi minuti…

ultimi trecento metri, la musica sale, l’ultima svolta è poco oltre… posso farcela

ultima curva, il tappeto rosso , le transenne piene di gente che ti incita… il cuore che esplode

ultimo allungo, lo speaker che urla il mio nome io che rido e accelero ma vorrei che quella passerella non finisse mai che quelle emozioni si potessero imbustare e consumare al bisogno

arrivato! fermo il cronometro indosso la mia medaglia e ricordo il mio solenne giuramento…..

ecco sì, il giuramento…..

“fanculo PG voglio farne un’altra il prima possibile!!!”

Un’altra ordinaria giornata di corsa è passata…. e quanto è bello contraddirsi ogni tanto 🙂

 arrivi ridendo al traguardo? lo stai facendo nel modo giusto!!

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