Deliri di una notte di inizio inverno (l’uomo, il cellulare e le lacrime nella pioggia)

roy-batty1Così una sera tardi decidi che è ora di aggiornare il tuo smartphone alla nuova versione del sistema operativo. Sono mesi che resisti, ormai è vecchiotto e temi che i nuovi aggiornamenti lo rallentino fino a renderlo praticamente inutilizzabile e ti serve per lavorare…

Comprarne uno nuovo? Bella domanda, entrare o non entrare alla corsa dell’icoso 5; 5qualcosa, sei, sei qualcosa, sei qualcosa più grande (size matter!!)… per poi trovarsi dopo sei mesi ad averlo di nuovo ‘vecchio’…

Certo, il cellulare nuovo invoglia, come resistere alla fotocamera più potente, al processore col 10% in più di potenza, alla possibilità di ascoltare musica con la vibrazione a tempo, mentre contemporaneamente scorri l’album fotografico, chatti e usi il navigatore che ti avverte degli autovelox?

Ovvio, tutte queste fantastiche opzioni ti saranno utilissime durante la lungo degenza necessaria a ricomporre il tuo bacino fratturato dopo che, ascoltando “Run to the Hell” mentre ti facevi un selfie, ti sei infilato sotto il pianale del settantasette barrato che giungeva ignaro in senso contrario…

Così dopo proclami “oggi vado e lo compro” dello stesso spessore degli annunci di fine della crisi economica, decidi di aspettare ed utilizzarlo fino a quando non sarà il momento di rimandarlo la, al suo creatore, a Cupertino California USA.

Quindi avvii la lunga procedura di aggiornamento e te ne vai a letto lasciandolo lavorare sereno come uno di quei folletti che mai vengono a risistemarmi la cucina mentre dormo…

Alle sette dei vagiti informatici ti svegliano… raggiungi barcollante il pc, sperando di non entrare sulla linea di mira di un qualche cacciatore di zombie, e vedi lampeggiare rossa, maligna urled ammiccante una scritta sul monitor “errore codice qualcosa, impossibile aggiornare”….. Sul cellulare la barra di avanzamento è al 99,9 % di avanzamento… Così dopo aver lanciato un po’ di osannah a divinità sparse riavvii il tutto, osservi la tempesta di neve oltre il vetro e te ne torni a letto sereno.

Ore novezerozero: ormai avrà finito!! Ti alzi e saltelli allegro come un bianconiglio fino alla tastiera; il paradiso dell’aioessesettepuntoqualcosa ti attende! Sbarri gli occhi ed inizi ad urlare come Serse dopo aver scoperto che quel cattivone di Leonida aveva disegnato i baffi al suo poster della tournee in Grecia…

Rassegnato entri in quell’antro oscuro noto come “supporto online” e, dopo qualche tentativo riavvi il tutto.

E intanto guardi il cellulare, questo oggettino che racchiude la tua finestra sul mondo, il tuo barattolo di latta collegato ad uno spago che si perde nella rete globale giù giù fino ad altri telefoni collegati agli orecchi delle persone che ti sono care. E realizzi…

Non hai telefono fisso, gli altri cellulari sono inutilizzabili, con schede sim ormai scadute… potrebbero aver bisogno i tuoi genitori, esserci necessità al lavoro, potrebbe aver bisogno un amico…

…..NON LEGGI LE CHAT SU WHATSUP…… O__O

Ti manca il fiato per un attimo ma stavolta non è l’asma, un po’ di panico da sconnessione informatica ti attanaglia i bronchi e non c’è nessuno a farti scegliere tra pillole rosse o blu per rientrare in rete…

Ci pensi un secondo, ti attacchi al pc e mandi una mail a chi potrebbe cercarti spiegando il problema…. Ecco fatto; hai sanato le emergenze globali… non scrivi ad Obama tanto lo saprà già che sei scollegato, e se ha bisogno che chiami pure la Merkel una volta tanto…

Poi, mentre torni a letto a leggere un libro, inizi a riflettere su quante cose diamo ormai arrogantemente per scontate:

che la rete non ci abbandoni; che la salute non se ne vada; che il nostro sistema di vita sia, oltre che il migliore, intoccabile ed inarrestabile; che i matrimoni e le relazioni non finiscano; che le persone amate non muoiano mai…

E ti osservi da una prospettiva diversa con uno sguardo un po’ affettuoso, un po’ paterno e pensi a quanto sei stupido.

A quante cose dai per scontate senza riconoscerle il loro valore unico ed effimero e a quante energie sprechi in cazzate…

Piano piano, pieno di pensieri positivi e buone intenzioni ti riaddormenti scivolando verso un paradiso di pecore elettriche… da qualche parte Fiorello sta urlando che ti regala “aggratis” un altro giga in più al mese…

Ridatemi i miei due barattoli e il mio filo di spago.

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Fai un regalo a un triatleta (definitiva e semiseria guida ai regali di natale per partner disperati)

Spostare la linea - Triathlon per Jedi metropolitani

Ammettiamolo, fare un regalo a un triatleta è un’impresa epica (ma anche ad un runner, un nuotatore, un ciclista e, suppongo pure ad un giocatore di ruzzola).mdot-ornament

Gli compri un fantastico maglione di cachemire con cui sembra proprio Robert Redford (o Jean Reno) e lui ti ringrazierà guardandoti con lo sguardo di un suricato appena uscito da una fumeria d’oppio di Shangai esclamando…. “Carino, grazie…… Ma hai visto che bello il nuovo misuratore endocranico wifi di endorfine? Pare che tutti i triatleti professionisti lo usino!!1197905635_f

E così mentre i tuoi pensieri vagano dal come nascondere il cadavere di un maschio adulto decerebrato, a visioni erotiche di te e l’apprendista dell’idraulico, timido ed educato ma con un corpo da eroe ellenico, mentre testate la nuova lavatrice con centrifuga a diecimila giri (che lui non installa perché deve fare l’allenamento combinato) e ti chiedi perché meriti tanto male…

Ovviamente lo…

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La Vanda sbaglia il ripieno dei tortellini (una gara vista dall’altra parte)

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ma quanto sono felice di non poter correre?

Oggi non posso correre, avrei dovuto fare da pacer a Luca nella sua prima mezza, avrei voluto ricorrere sul percorso che in anno fa mi vide fare il mio record sulla distanza, avrei voluto…

Ma oggi mi tocca stare fermo, la testa gira ancora e i medici mi hanno ordinato di stare fermo…
Così oggi sono lo stesso a Castel Maggiore voglio stare con la squadra, oggi ci saranno tanti Spartani a pestare l’asfalto del percorso e così rimango a presidiare la tenda nera.
E scopro un mondo nuovo, mentre mastico un po’ di malinconia per non poter condividere i riti della gara, la borsa, il riscaldamento, il chip e il pettorale… Dicevo che scopro un mondo diverso, quello che spesso si da per scontato, quello di chi sta alle tende, di chi organizza e vigila sulle nostre prestazioni e, scopro che e’ piu’ dura stare fermi al freddo che arrivare cambiarsi scaldarsi correre arrivare cambiarsi e tornare a casa.

Passa un gruppo di signore, ‘sdore’ come si dice a Bologna, camminano sul percorso, nemmeno troppo veloci, infagottate nelle giacche imbottite della loro società, sicuramente ‘diversamente snelle’…
Un brano della loro conversazione mi raggiunge:
‘ma lo sapete che la Vanda nel pieno dei tortellini ci mette il gran biraghi invece del parmigiano!”
Silenzio
Sgomento
Disapprovazione
“Al saviva me!” (Lo sapevo io)
“Ah ma lei e’ poi di Cento…”
“Ahhhh allora…”

Passano e mi perdo gli altri peccati capitali della povera Vanda.

Corsa e’ anche questo, non solo agonisti ma, e sopratutto, tante persone che socializzano e regalano un po’ di sano movimento ad un’esistenza altrimenti sedentaria.

Mi sono chinato per accovacciarmi, troppo veloce, gira tutto, ritorna la nausea…poi passa.

Sono ancora nel labirinto ma voglio uscirne presto.
Ecco Frankie, tra poco inizieranno a rientrare gli altri, ho freddo e voglio un the caldo.
La mia domenica alla tenda sta finendo…
Un grazie a chi ci sta sempre…

Ora anche mobile (nomen omen)

Dato che non posso allenarmi e, per estensione nemmeno fare le pulizie di casa (no piacere no dovere!), ho deciso di Testare un’applicazione per poter scrivere sul blog anche dal cellulare…

Sembra funzioni, essenziale, leggera….

Il problema semmai e’ nel nome: Si chiama “Sola”; per un italiano e’ come guardare dentro un secchio pieno di certezze!!!

Buffe le traduzioni, mi viene in mente che la Fiat dovette cambiare nome alla ‘Ritmo’ in ‘Strada’ prima di commercializzarla nei paesi anglosassoni perche’ nell’idioma locale ‘Ritmo’ e’ il termine usato per definire il ciclo mestruale (sic!).
Quasi quasi dispiace che se ne siano accorti!
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Ecco, ho appena scoperto che se passi ad un’altra applicazione senza salvare perdi le modifiche apportate….

Straciufolo!!!! Avevano ragione i latini:

Nomen omen

Una notizia buona, una cattiva (il pollosauro e il labirinto)

Avete presente le vertigini da indigestione dovute alla leggera cena di lunedì? (vertigini) Bene, ci sono ancora… dopo tre giorni a brodini e arance (che ci stavano tutti) mi si è fatto largo un pensiero…. e se non fosse indigestione?

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Ne sono certo, disse il Pollosauro, non ho esagerato a cena….

Così, dopo essermi preso un sacco di lazzi, ho deciso di andare dal mio medico. Domande, visita, pressione e vengo spedito di urgenza da un otorino. Ora, spesso si parla male del nostro servizio sanitario ma, pur andando a Borgo Tossignano, ho avuto la visita specialistica ad un’ora di distanza! La dottoressa mi ha preso, frullato per bene la testa a destra e a manca facendomi sentire in una centrifuga per astronauti da quanto tutto girava… poi il verdetto:

Vertigine posturale parossistica benigna!!

Detta anche labirintite… In pratica dei piccoli sassolini (otoliti) invece di starsene buoni al posto loro hanno deciso di esplorare il mondo e se ne vanno liberi come hippie nella California anni ’70 per i canali semicircolari del mio orecchio stimolando le ciglia sensoriali ivi presenti; questa gang bang auricolare origina le mie simpatiche vertigini…

labirinto

Terapia, una pillolina per calmare la nausea e ginnastica vestibolare per un mese e quindici giorni di riposo (dagli allenamenti, non dal lavoro!!)

Le cause? da un trauma, a un problema alla tiroide, a una rara malattia tropicale (“ma dottoressa io non sono stato ai tropici… appunto per questo è rara!!)”.

La ginnastica aiuta, il riposo ci sta anche dopo la maratona, ora che so quale è il problema sono più rilassato. Ma sopratutto il mio apparato digerente non ha colpe!!! (e nemmeno la maratona appena corsa…).

Ora vado… ho una strana voglia di miglio..

PG: memento mori…

Il maratoneta (e il) pollo (memento mori)

Memento Mori (Ricordati che devi morire) la locuzione latina utilizzata da molti ordini monastici per ricordarsi la fugacità della umana presenza terrena. In alcuni conventi è usanza, nel bel mezzo delle notte, che il Frate Guardiano passi di cella in cella bussando e dicendo queste parole. L’ho sempre giudicata una inutile crudeltà (se non si capisse…amo molto dormire) ma oggi la sto rivalutando…. vado a spiegare:

succede che corri una maratona la domenica,
capita che inaspettatamente la corri bene,
sei in intossicazione da endorfine,
vai un giro che sembri un hovercraft dato che non tocchi terra.

D’accordo nulla di male se non che: il tuo bel gingillo GPS da polso ti dice che hai bruciato ben 4000 calorie…..

Allora chiami un amico e all’urlo “andiamo a festeggiare la maratona” esci a cena e  decidi di optare per un posto dove cuociono un fantastico pollo arrosto.
Io e Federico tendiamo sempre a farci prendere dall’entusiasmo quando ordiniamo la cena… così optiamo per un pollo a testa, doppia porzione di patatine e birra.
Purtroppo per il pollo speziato e pepato mancano 40′ e quindi optiamo -manco a dirlo- per quello grigliato e fritto….

Pochi minuti ed arrivano i taglieri, un trionfo di succulenza… Io, come al solito, sono affetto da fame atavica, con l’aggravante della maratona del giorno prima e così spazzolo via la mia porzione e pure un quarto di quella di Federico che ha avuto più giudizio del sottoscritto.

La cena passa in allegria, altre due chiacchiere e poi a letto, con in bocca il sapore del giusto e retrogusto di strutto…

Ora cinque zero zero, la tempesta perfetta! onde di un mare forza sei scuotono il mio letto, mi sveglia un fortissimo giramento di testa accompagnato da una pessima sensazione di smarrimento. Anche solo accendere la luce è un problema… Sono così ‘stranito’ da non avere nemmeno la forza di alzarmi, mi acciambello tra i brividi e attendo in dormiveglia il mattino. Il suono della sveglia mi trova ancora disorientato e vorticante, ho freddo e caldo coi brividi e sono stanchissimo.

Mi alzo, raggiungo il computer, attivo l’home banking e pago un paio di F24 in attesa che il mare si calmi…

Niente da fare, una telefonata ad un’amica -che con grande serietà trattiene le risate- mi conferma che non sono affetto da ebola e neppure da qualche stana tossinfezione: ho  mangiato troppissimo e sono andato a letto a stomaco pieno. :-((

Bagno, auto, lavoro…. la giornata prosegue con qualche beccheggio sporadico.

Salta l’allenamento di nuoto e ora sono qua ancora una volta a celebrare la mia stoltezza pestando sulla tastiera.

Ho corso 42 chilometri e centonovantacinque metri ma mi sono fatto arrestare da un pollo… un chiarissimo caso di antropofagia.

..memento mori…

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Birra Poretti; un pollo intero speziato, grigliato e fritto, paatine fritte , salse assortite….

Fai un regalo a un triatleta (definitiva e semiseria guida ai regali di natale per partner disperati)

Ammettiamolo, fare un regalo a un triatleta è un’impresa epica (ma anche ad un runner, un nuotatore, un ciclista e, suppongo pure ad un giocatore di ruzzola).mdot-ornament

Gli compri un fantastico maglione di cachemire con cui sembra proprio Robert Redford (o Jean Reno) e lui ti ringrazierà guardandoti con lo sguardo di un suricato appena uscito da una fumeria d’oppio di Shangai esclamando…. “Carino, grazie…… Ma hai visto che bello il nuovo misuratore endocranico wifi di endorfine? Pare che tutti i triatleti professionisti lo usino!!1197905635_f

E così mentre i tuoi pensieri vagano dal come nascondere il cadavere di un maschio adulto decerebrato, a visioni erotiche di te e l’apprendista dell’idraulico, timido ed educato ma con un corpo da eroe ellenico, mentre testate la nuova lavatrice con centrifuga a diecimila giri (che lui non installa perché deve fare l’allenamento combinato) e ti chiedi perché meriti tanto male…

Ovviamente lo stesso discorso vale anche se il triatleta è una donna… ma nel caso il partner sia un maschio i suoi pensieri saranno diversi… nel senso che i pensieri degli uomini, è noto ed assodato, si devono fare strada tra visioni erotiche di provocanti shampiste o di severe ma prosperose istruttrici di pianoforte con la passione per le punizioni corporali quando sbagli una scala…

Questi deprecabili individui acquistano qualsiasi diavoleria esca sul mercato per il loro sport, alle gare ricevono in regalo capi tecnici, la loro squadra gli fornisce spesso i capi per l’allenamento, nel dubbio si comprano comunque tutto doppio “perché serve“…

Ebbene, fare un regalo ad uno sportivo amatore è un delirio, ma cerchiamo di trovare una via per uscirne vivi senza commettere reati:

  1. Il buono regalo per il loro store di sport preferito.
    Odio quando mi regalano soldi o buoni, penso che il bello del dono sia fare lo sforzo di immaginare un oggetto che il destinatario vorrebbe per se. Lo sforzo di immedesimarsi e trovare un’idea originale e gradita è un viaggio nel rapporto tra due persone che salva una azione spesso meramente consumistica. Regalare un buono è una fuga vigliacca dallo sforzo di dover pensare. Però, fare un regalo tecnico ad uno sportivo ha dei problemi pratici praticamente irrisolvibili: la marca, la mistura, il modello… sono dettagli troppo personali. Ecco che un buono regalo può venire in soccorso ma consiglio di abbinarvi un regalo ‘materiale’, il classico ‘pensiero’ che però permetta di intraprendere quella ricerca di cui accennavo sopra.
  2. Un lettore MP3.
    Ormai tutti ne abbiamo uno ma alla fine sono sempre scarichi, nel cassetto sbagliato, in macchina o nel buco nero dove vanno i calzini spaiati. Ne esistono di tutti i tipi e per tutte le tasche, a seconda della passione del destinatario consiglierei uno piccolo ma impermeabile per le lunghe sedute di corsa o magari uno adatto alla piscina per poter nuotare a ritmo di musica (se poi entra in acqua un triatleta e ne esce la reincarnazione di Esther Williams, non venite a reclamare!).mp3
  3. Un buff ed un capo intimo sexy per voi.
    Lo so che siete perplessi… Va bene il versatile tubo di stoffa elasticizzata che può fare da scaldacollo, cuffia, passamontagna e via dicendo ma, perché il resto? Pensavo di avere lettori più svegli sapete: avete fatto un regalo gradito ad ogni sportivo poi aggiungete qualcosa per voi ma che farà piacere anche a lui/lei e a quel punto non vi resta che indossare rispettivamente solo il buff e l’intimo ed andare in camera a festeggiare!!!! (se ancora qualcuno non ci dovesse arrivare mi scriva in privato… vi manderò un utile ed impermeabile schema esplicativo!!). buff
  4. Un portamedaglie da appendere al muro.
    Diciamo la verità, tutte quelle medaglie sono sempre in mezzo… non si possono toccare, le lascia ovunque ma le vigila con più attenzione di quella riservata al diamante Cullinan. A volte avete il sospetto che accarezzi più loro di voi (dove sarà il numero dell’idraulico…). Allora perché non ricorrere ad un trucco machiavellico regalandogli un portamedaglie da appendere al muro dove riporle tutte ordinatamente? (No, non nello sgabuzzino assieme al calendario di Anna Falchi sarebbe tirare troppo la corda!!). Ne esistono di veri tipi, e si possono anche personalizzare come potete vedere nella foto sottostante.

    portamedaglie1

    Questa impressionante sfilza di medaglie appartiene a Federico Ironfrankie Franchini che ha l’apocalittica sfortuna di essermi amico. 🙂 http://ironfrankie.blogspot.it/

  5. Il libro “il mio ex faceva l’Ironman”.
    Per ultimo un divertente libro a tema, scritto da Nicola Ancarani che si definisce “un triatleta pentito ma ancora praticante” e che lo dedica “a tutte le ex“. Una scelta strana penserete, no un modo per fargli capire che ‘sapete’, che accettate il suo gioco e le sue folli compulsioni sportive. Vi suggerisco anche la dedica: “Con amore, nella speranza che io non debba mai leggerlo“. Se non è stupido/a capirà che lo sport è bello, talvolta basilare ma che non c’è solo quello nella vita!!!

    9788865378199

    Buoni Regali a tutti!!!!

Ultimo allenamento pre Maratona (forse sopravviverò)

Fatta! appuntamento con Luca e via, ho avuto la spinta per incastrare un ultimo allenamento prima di Reggio Emilia. Bello come sempre correre verso l’alba, impagabile correre in compagnia…. Reggio Emilia e la sua maratona sono vicinissime… non correrò per fare un tempone ma sono certo che mi divertirò!!! Ora colazione da campioni e via….