Il mattino ha l’oro in bocca (sunrise running)

All 10 Km sunrise running per Piergiorgiospisni in Garmin Connect – Dettagli.

Gli allenamenti difficili è meglio farli in compagnia… anche un 10 Km mattutino fatto con calma…

Se non fosse stato per l’appuntamento con Riccardo, mai e poi mai avrei abbandonato il mio caldo e soffice lettone questa mattina alle 5.30…

Mission accomplished, ora inizia la parte difficile della giornata…. che affronterò surfando, col sottofondo delle note dei Beach Boys, sulle dolci onde lunghe delle endorfine…

Inutile… se non puoi capire non posso farci nulla… (la fatica e la ricerca della felicità)

https://www.youtube.com/watch?v=j6O0BiILC-0

Riassumo il contenuto del filmato, Ironman Barcellona 2014, un concorrente crolla a pochi metri dalla linea di arrivo, barcolla, si aggrappa alle transenne, cade…
Arrivano egli addetti ad aiutarlo, pare che rifiuti e quindi, a gattoni passa il traguardo, gli ultimi istanti lo ritraggono mentre alza le braccia al cielo.

Già vi vedo inarcare i vostri sopraccigli grassocci, alzare i vostri ‘diti’ da inquisitori e, con voce rotta dal livore e dallo sdegno esclamare “Questo non è sport, non ci si può ridurre così, questo è troppo, bisogna fermarvi….”.

Bene. prendete i vosti sopraccigli, i vostri ‘diti’ e il vostro sdegno e andate a farvi fottere…. io non posso fare nulla per voi.

Voi, eroici sprofondatori di divani, esperti nello scatto alla porta del freezer, sportivi della partita a tennis col capo o della corsetta con la tuta griffata. Voi, ciclisti della bici da tour de france che non vi fermate quando uno buca, voi motociclisti della Raticosa alla domenica solo quando fa caldo…
Pigri trasportatori di cervelli avvizziti…. se non potete capire almeno abbiate la decenza di tacere.

Perché chi fa sport di endurance, chi decide di dedicare ore ed ore alla propria passione, di rubare tempo al sonno, alle cene, di sacrificarsi per se stesso è e sarà sempre avanti a voi.

Non siamo fighi o migliori perché nuotiamo, corriamo, pedaliamo per più di dieci ore, lo siamo perché cerchiamo dentro noi stessi le nostre debolezze, perché ci sfidiamo di continuo e di continuo proviamo a migliorarci.

Non siamo nemmeno masochisti, non ci piace soffrire, cerchiamo semplicemente di stare meglio.

Non ci capite? bof, lo aggiungerò alla lista di cose di cui non me ne frega un cazzo….

E sapete il buffo? credo che nella vita conti solo quello che ti appaga e ti rende felice, sia partecipare ad un Ironman, collezionare francobolli o mettersi le dita nel naso guardando la domenica sportiva…

Chiudo, citando Guccini:

“per la mia rabbia enorme mi servono giganti”
“tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali”

Lasciateci dunque i nostri giganti e tenetevi i vostri commenti non richiesti e le vostre piccole invidie.

Noi abbiamo dei mulini a vento da sconfiggere.

Don Chisciotte 1

Una e bina (finalmente a casa)

Dormo, dormiamo, dormo…

Non so mai se parlare di me/noi al singolare o al plurale, siamo due, identiche e speculari senza bisogno di un vetro alluminato, identiche e accoppiate senza pero’ essere unite se non a condividere il medesimo giaciglio/rifugio.
Usero’ il singolare poi si vedra’… Noi sappiamo chi siamo.

Dormo, ormai da un mese, buio caldo, a volte scossoni ci turbano, una volta abbiamo intravisto uno spiraglio e una voce “ah no, e’ il numero sbagliato”..

Sbagliato? Siamo in due, posto per una terza non c’e’ e da sola (solitudine, vuoto sgomento) lo spazio sarebbe troppo…

Dormo, di nuovo la voce… “11… 12…. 12,5 eccole!”
Un terremoto ci scuote, no e’ un maremoto, marosi grandi come palazzi (cosa sara’ poi un palazzo?) ci provocano, nell’alternanza di creste e valli, vertigini angosciose.

Luce, troppa luce, dolore…. Lo shock e’ tale da sfumare il cessare delle onde.

Ombre di titani ci sovrastano vengo separate, veniamo separata…

Luce, mi trovo su un pavimento affianco all’altra me… No e’ diversa seppur simile, non speculare, altri colori, una parodia di quello di me che gia’ mi manca.
I titani parlano, maratona, passo, ironman, dislivello, parole sconosciute eppur familiari si alternano in un vortice …

Presa strapazzata
-bello il colore, flash ma davvero bello-

E di nuovo, mentre sono torta (sono non siamo dove è, sove siamooo) rigirata soppesata…

-è piu’ leggera, la suola è stata allargata-
-si ma la protezione è stata mantenuta-
-la provo-

Provare? Cosa vuole dire provare io sono perfetta, no lo sarei… Riuniteci!!! Urlo inascoltata…

Di nuovo sul pavimento, mi fanno qualcosa che non capisco poi di improvviso mi trovo oppressa, riempita da qualcosa di enorme (e nemmeno troppo profumato) mi sento come… Si ecco “calzata”….
Peso schiacciamento movimento…

Su, sollievo
Avanti
Giu’ peso schiacciamento

E il ciclo ricomincia, prima lento poi veloce e stranamente non avverto la nausea della tempesta di prima, questo pendolare ritmico e’ quasi ipnotico, mi rilasso, il peso non mi da piu’ fastidio… Non so perche’ ma sento che sia la cosa giusta, mi sento come appagata…

Se solo non fossimo sola, se solo non fossi sole…

– mi piace le prendo –

“Le prendo”? Noi? Io? Di nuovo una e insieme?

Nella scatola di nuovo una di nuovo insieme.

I titani parlano, parlano di noi di come siamo di come siamo fatte… Come osano, stupidi bestioni… Noi siamo… Io sono…. Perfetta!

Movimento, pendolo, urto… Fa freddo… Passano ore il freddo aumenta e pure il buio.

Mi sveglio, di nuovo la luce, di nuovo fuori dalla scatola ma sono.. Insieme…

Il titano ci guarda, ha occhi nocciola e voce mite…IMG_4306

Ci racconta di se, ci parla di una vita e di un sogno, di una gara talmente dura da risultare folle, talmente lunga da non potersi concepire nell’intero…

Ci dice tante cose e ci chiede aiuto, dovremo accompagnarlo per un lungo periodo e attraverso tanti passi e tante gare fino a un posto, remoto nel tempo e nello spazio, che chiama “la finish line dell’Ironman Barcellona 2015”.

Per qualche momento sono stata sola, ora non siamo piu’ solo noi, c’e’ anche lui e tante cose da fare assieme…

E’ finito il sonno, e’ finito il buio, sono a casa, siamo a casa…

Ps: voialtri titani ci chiamate Brooks Glycerin 12. Noi siamo bellissime… Sappiatelo!

 

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Buona la prima (debutti e ritorni)

Otto febbraio duemilaequindici una gelida alba mi da il suo buongiorno; non so che temperatura faccia esattamente fuori, il sito del meteo dice meno tre, il pinguino di passaggio che indossa una stola di umano dice che sono almeno meno sette…. il buon Lupo Alberto chiuderebbe la discussione definendolo in via definitiva “un freddo che spacca il becco agli uccellini”… e così sia! Ma torniamo indietro di un paio di giorni; venerdì sera ore 19.45; rientro finalmente a casa dopo la giornata della neve, chiusa con infiltrazioni di acqua nel controsoffitto in ufficio; mi butto sul divano ed apro la chat degli spartans, domenica otto febbraio ci sarà la competitiva a Granarolo, 10 Km da correre tutti al massimo. Lo scorso anno dovetti saltare questo appuntamento (https://spostarelalinea.wordpress.com/2014/02/09/oggi-no/) e mi era rimasto un sassolino nella scarpa da rimuovere…. Ma non sto correndo, sono ingrassato, mi alleno solo durante il fine settimana per un cavolo di crisi pigromotivazionale e quindi l’idea di correre dieci chilometri soffrendo e sbuffando come un vecchio treno a vapore un po’ mi blocca… (lo so che sono venti post che mi lamento del fatto che mi sto allenando poco!!! criticoni! se potete ascoltare -e vuria mai credere- a politici che da dieci anni dichiarano l’imminente fine della crisi allora potete ascoltare me che mi frigno un po’ addosso no? ) Ma torniamo a venerdì sera… D’impeto corro ad iscrivermi sul web ma, con orrore scopro che il termine tassativo delle iscrizioni erano le 18.00… Vabbè, mica siamo in Germania no, c’era la neve oggi, c’erano frotte di umarell che non potendo fissare le buche dei cantieri perchè coperte dal manto bianco hanno inforcato le loro simca mille andando a derapare in ogni dove e schiantandosi allegramente contro un fittone (vuoi mettere poi osservare per ore il fermento di un pronto soccorso? roba che neanche il cialis che ti ha prescritto il medico della mutua…). Così scrivo all’organizzazione che, in un impeto di amorevole et italica flessibilità mi accetta…. SI gareggia!!! 🙂 Ma torniamo a stamane (non ci capite più un ciufolo con tutti questi salti temporali vero? beh, se potete guardare un film di Tarantino e dichiararlo un genio -per inciso io adoro i film di Quentin – allora potete leggere anche me…criticoni! ;-P  ), uscito di casa mi sono avviato dubbioso verso Granarolo, il freddo era davvero intenso; arrivato a Granarolo però, complice un bel sole ed una palestra riscaldata dove prepararsi, mi sono rincuorato. IMG_4278Un saluto e qualche battuta con gli amici della Podistica Ozzanese poi il ritiro del pettorale e del microchip per le rilevazioni cronometriche (fino allo scorso anno, ero tesserato con loro come agonista per la corsa, quest’ anno ho deciso di passare in toto agli Spartans. Sono rimasto e rimarrò comunque tesserato come “non competitivo” con l’Ozzanese perchè è stata la mia prima squadra e rimarrà sempre la ‘mia’ squadra, quella che mi accolse e che mi insegnò a correre!). Ci troviamo con gli altri Spartans presenti, Luigi e Luca che oggi esordiranno nella loro prima corsa competitiva, Marco, Carla e Federico  invece correranno i 13 Km della manifestazione non competitiva. Poi ci sono David e Fabio, triathleti Spartans tesserati con la Podistica Ozzanese come agonisti Fidal (corsa). Ottoequarantacinque, è ora di scaldarsi un po’, il ritmo sarà elevato e bisogna preparare un po’ le gambe ed il respiro allo sforzo. Corro, mi allungo, scambio saluti, espleto il rito della minzione pre partenza (ho pisciato dietro un bidone del rusco n.d.a.) e finalmente mi intruppo con gli altri. Un paio di scambi di consigli i e via, si parte; classico serpentone che però si snoda abbastanza in fretta. Oggi l’obiettivo è finire non devastato, con un tempo previsto attorno ai 54′ (il mio tempo migliore sulla distanza è di 48′, ma allora ero preparato). Corro assieme a Luca e ci stabilizziamo su un buon ritmo. inizialmente fatico un po’ a rompere il fiato e mi lascio trascinare degli altri, poi verso il terzo chilometro qualcosa si libera dentro e mi sento improvvisamente più leggero. La giornata è stupenda, freddo e sole, un poco di vento ma non troppo fastidioso, il tragitto è veloce e scorrevole, sto bene e sono contento! Incrociamo la testa della corsa, alieni in attesa di invaderci, David è tra loro che tiene come al solito il ritmo dei primissimi (arriverà nono); continuiamo a correre, si vedono altri amici; stupenda l’immagine dell’ultimo della corsa, un signore direi sulla settantina che correva imperterrito, seguito da presso dalla bicicletta della fine corsa. L’ho detto più volte e lo ribadisco di nuovo, sono più bravi quelli che arrivano per ultimi, quelli che partono sapendo di non sentire passi dietro di loro, quelli che riceveranno solo sorpassi in gara…. E’ più forte chi parte sapendo di finire ultimo di quelli che calpesteranno il podio! Secondo dei due giri previsti, il passaggio intermedio sotto l’arco dell’arrivo con la musica mi spara le emozioni (e la frequenza cardiaca) a mille; seconda metà corri PG corri… Continuiamo a girare abbastanza regolari, Luca tiene bene il ritmo e stranamente non sto perdendo terreno come avevo previsto. Continuiamo, ultimi Km; non credo avrò energia per un allungo nel finale, fa nulla tra poco è finita, respiro col naso, allargo le spalle e alzo la testa, i passi si alternano….IMG_4279 Un corridore mi si avvicina e mi sopravanza, decido che lui sarà il treno che mi porterà alla fine, lo lascio passare, lo affianco, aumento il ritmo leggermente sapendo che la pagherò, non regge, ansima e cede; proverà alcune volte a rifarsi sotto ma ogni volta mi darà abbastanza carica da non farlo passare. Questi giochetti mi hanno fatto accelerare e distaccare leggermente Luca; ormai mancano due chilometri all’arrivo, vedo avvicinarsi quelli davanti a me, cerco di tenere il ritmo, e piano pian mi regalo il gusto di qualche sorpasso; sento per l’ultima volta l’ansito del mio treno farsi sotto; vedo in lontananza il segnale degli ultimi mille metri, me ne frego e aumento la falcata, mi godo la mia piccola vittoria e il nuovo ritmo; ultimo chilometro, la foto, altri sorpassi, so che sto per scoppiare ma insisto, ultima curva, in lontananza l’arco di trionfo gonfiabile dell’arrivo… trovo nuove energie ed accelero ancora, il cuore impazza i polmoni arrancano, le gambe mi portano, ultimi cento cinquanta dieci l’arrivo!!!!!!! Spengo il cronometro sul 50.08 non ci credo nemmeno io … Luigi è sull’arrivo ad attenderci, Luca subito dietro di me; hanno esordito e sono stati bravissimi, sono contento di essere stato con loro. Ci raggiunge Marco, foto di rito, stanchi ma soddisfatti. Palasport, caldo, the, sorrisi… Ci cambiamo sulle gradinate ridendo e scherzando, arrivano gli altri, foto di rito. Tutti contenti e felici… Porca pupazza mi piace quella foto!

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WE ARE SPARTANS (fun fun fun!!!)

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50.08 per 10100 metri, quindi meno di 50′ per il 10000!! 🙂

Un’altra ordinaria domenica di corsa è passata, raggiungo casa dei miei genitori cantando a più non posso sulle note di “sono un ribelle e basta” di J-ax…. Tanto la colpa è delle endorfine 😉

Maratona di Ferrara 2014 “χαίρετε, νικῷμεν” -siate felici, abbiamo vinto!- (perchè ogni maratoneta vince!) -parte seconda

Visto che mi sono iscritto anche per quest’anno alla Maratona di Ferrara, ho pensato di rispolverare i due articoli che scrissi nel 2014.

Spostare la linea - Triathlon per Jedi metropolitani

La Maratona, dopo aver fatto un po’ di teoria, vorrei condividere cosa è una maratona vista da dentro due scarpette da corsa (che poi le mie “scarpette” sono un 46,5….. ma sono dettagli).

Ferrara 2014, la mia terza maratona, la seconda da runner. La prima non la corsi, ma la marciai; correva il 1989, avevo 21 anni ed ero Allievo Ufficiale presso la SMALP (scuola militare Alpina) di Aosta e partecipai alla Prenimega, nella categoria squadre militari. La maratona la facemmo indossando scarponcini da montagna, mimetica, cappello Alpino e zaino, inquadrati per plotone e marciando ad una media di 8 Km/h. Arrivammo primi battendo numerose squadre sia italiane che estere ed è uno di quei ricordi che non vedrò mai svanire.

Poi nel 2011 Firenze, chiusa in 4h11′ dopo un piano allenamento seguito scrupolosamente; purtroppo un problema al mio ginocchio debole mi rallentò attorno al 39 Km. Comunque fu una…

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Maratona di Ferrara 2014 “χαίρετε, νικῷμεν” -siate felici, abbiamo vinto!- (perchè ogni maratoneta vince!) -parte prima

Visto che mi sono iscritto anche per quest’anno alla Maratona di Ferrara, ho pensato di rispolverare i due articoli che scrissi nel 2014.

Spostare la linea - Triathlon per Jedi metropolitani

“χαίρετε, νικῷμεν” le leggendarie parole che il mito vuole che Filippide pronunciò esausto appena arrivato ad Atene, per annunciare la sconfitta dei persiani nella battaglia di Maratona, per poi crollare esausto e spirare appena assolto il suo compito.

Vittoria e tragedia, storia e mitologia paiono abbeverarsi di questo tragico binomio ma, per fortuna, non è necessario emulare appieno le gesta dell’eroico ma sfortunato oplita ateniese.

Perchè ogni maratoneta vince?

Perchè ad ognuno viena data una medaglia che bacerà con tenero trasporto ed esporrà tra i ricordi più belli?

Perchè sembrano (sono) più felici all’arrivo i maratoneti che arrivano dopo quattro, cinque , sei ore dallo start, quando i professionisti che di ore ce ne mettono due e spiccioli oramai saranno già docciati, premiati massaggiati e probabilmente staranno falciando il prato di casa?

Sono le domande che spesso mi sento porre da chi non è un corridore, da chi pensa che…

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Cronaca di un iperlipidico CD Spartans (La carbonara, i carbonari e il gusto)

Strani gli acronimi… CD, compact disk, Circular dichroism– dicroismo circolare (questo l’ho pure studiato), Club Dogo, Corpo Diplomatico.  Cooperativa Deficenti, Connessione De Mente ma anche, ultimo ma non ultimo Consiglio Direttivo… Consiglio Direttivo, questo binomio così pesante che fa tanto Wall Street e Gordon Gekko, che riporta alla mente sinestesie di lontani luoghi comuni: consunte ma comode poltrone di cuoio, cenere di Montecristo sparse su antichi kilim, vapori di Remy Martin Louis XIII, e come sottofondo ad unire ed amalgamare il tutto il buon vecchio e caro sudore di cavallo….. Ah, direbbe il buon Luigio Guastardo della Radica, “ambienti di un certo livello”… Invece siamo solo sette amici che una manciata di mesi fa hanno provato a mettersi a giocare al Team di Triathlon per poter continuare a fare quello che amiamo, allenarci, faticare, gareggiare, ridere e stare bene. Poi capita che i sette diventino in meno di un anno quasi il doppio di sette volte sette, capita che si perda qualcuno per strada e che qualcun’altro salga a bordo; capita che scopri che quello che era il tuo modo di intendere lo sport piaccia e capita che così come una storia d’amore, che ti fulmina quando meno te lo aspetti, ti trovi attorno e dentro tante persone a cui piace la tua visione. E arrivano le scartoffie… i documenti, i conti e le cose da organizzare, gli impegni da prendere e le aspettative da non deludere… e così quello che prima lo sistemavi con una telefonata o con un giro di messaggi sullo smartphone richiede un po’ più di impegno… c’è da discutere della stagione di gare, organizzare le trasferte, smussare qualche spigolo che tra di noi è entrato in collisione… C’è da parlare di sponsor e pianificare un incontro importante per un progetto che fa un po’ impressione e che la scaramanzia richiede sfumarlo in campo lungo… Però… (c’è sempre un però) credete forse che ci riuniremo attorno a un tavolo, con l’austero Ironfrankie a battere un martelletto di legno invocando articoli e comma? Estiqatsi come diceva il famoso capo indiano…. Noi le cose le facciamo a modo nostro!! l’unico che conosciamo e quello che, stupendoci ogni giorno, funziona. Così domenica sera ci siamo trovati a casa mia e siamo riusciti, tra una parca cena e qualche bevuta centellinata a produrre un sacco, divertendoci e stando bene. Ma veniamo alla serata…. ho preparato una torta salata per antipasto, oltre a stuzzichini assortiti.

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Torta salata…. veloce e di grande resa 🙂

Federico e Niccolò arrivano per primi; Frankie non ha ancora detto ciao che già sta facendo a pezzi il concentrato di peppa pig che il mio salumiere chiama salame….

Riusciamo a fargli togliere la giacca prima di avventarsi sulla torta salata. Stappo un paio di Birre del Porco in attesa degli altri che iniziano ad arrivare alla spicciolata….  Angelo, Gian Marco, Jacopo e Matteo…

Dopo poco ci siamo tutti, faccio volare un tappo di spumante nel giardino del vicino e mentre facciamo più casino di un gruppo di Suore che giocano a palla avvelenata la serata prende ritmo.

Inizio a scaldare l’acqua e a preparare il sobrio piatto unico della serata….

La “carbonara ignorante di PG”…..

alcuni degli ingredienti…. dieci uova… un Kg di pancetta (metà dolce e metà affumicata); un Kg di spaghetti grossi, pecorino grattugiato, grana padano ed alcune spezie… se non chè…..

Se non che quando invitate qualcuno a cena assicuratevi che non sia fan di Master Chef o della Parodi…

Gianmarco mentre scolo la pasta, anzi appena ho finito, alza un sopracciglio e col fare sornione di un micio che ha appena appioppato una zampata a un passerotto sussurra “Hai tenuto un bichiere dell’acqua di bollitura, vero….”;

Federico, a cui qualcuno a Natale deve aver regalato il libro della Parodi “Sii un putto tra i fornelli” non perde l’occasione per alzare il dito presidenziale e proclamare….. “per la carbonara ci vuole il guanciale!!!  e subito alza l’ifone sei plas presidenziale, di un colore tanto dorato e pacchiano da fare arrossire un tenutario di postribolo di Cancun, pronto ad aprire un sito illuminatore….

Io intanto inspiro, espiro.. penso al mio armadio blindato e mi chiedo se sa meglio il rapido cal.9, il sempre in voga .357 magnum o il definitivo .45 acp…. ma visto che sono un uomo mite decido che se non la smettono opterò per il calibro 12 e per le cartucce a pelletts in plastica (evoluzione moderna della cartucia a sale…).

Riscaldo il sobrio chilogrammo di pancetta che ho sgrassato e preparato in anticipo e rigiro e la miscela di uova, pecorino, grana e spezie….foto 2

Un Kg di spaghetti non li ho mai preparati, so che sarà un problema saltare assieme tanta pasta con gli ingredienti e che la scelta di una pasta corta sarebbe stato meglio… ma me ne frego e decido di dividere in due la pasta e saltarla in due tegami diversi… Intanto i miei pazienti affetti da uno dei peggiori casi di verme solitario rumoreggiano… La pasta è pronta, Niccolò mi affianca ai fornelli, assaggio, scolo, il timer dell’iphone squilla con qualche secondo di ritardo… Giamarco azzarda “io la pasta di uno che conta il tempo di cottura col timer non la mangio!!!” (è deciso, con lui userò il coltello…..) Separo la pasta, la miscela formauovosa e iniziamo a saltare…. prima la pancetta poi la fiamma…. il formaggio non deve essere liquido ma nemmeno frittata…. il polso è più veloce dell’occhio e grumi di pasta e pancetta finiscono sul piano…. nessuno guarda e con un gesto che perfino Chef Rubio  mi invidierebbe raccolgo e ributto in pentola il seminato. Si impiatta e finalmente si mangia… saltano vari tappi, un’altra birra artigianale, dell’ottimo sangiovese…. inizio a sentirmi in pace con l’universo intero… La carbonara termina, iniziamo a lavorare e tra un bicchiere ed un cazzeggio portiamo a casa un sacco di decisioni per la nuova stagione.

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Succulento e griffato…. Grazie Annalisa!!!!

Le “pastarelle” entrano in scena, quindi il gelato e il sontuoso tiramisù griffato preparato da Annalisa…. Cantucci, passito, si rifiniscono le decisioni e ci si sfotte come se non esistesse un domani… Tiro fuori il copo di coda, il limoncello fatto da me… Gianmarco beve, rotea gli occhi, cerca affannoso una boccata d’aria ed esclama” Piggì… ci hai dato dentro con l’alcool!! Io sogghigno gustandomi il momento…. (sfiora i 35° il mio limoncello… mi piace farlo così con corpo e carattere)… per questa sera non dovrò usare il Tanto… foto 5La serata termina, recupero il cellulare per un selfie di rito (dimenticavo, serata smartphone free, accesi per le emergenze ma a riposo sul frigo… niente cazzigli elettronici in mezzo alle uallere stasera)  e ci salutiamo. Una cosa è certa, lo stiamo facendo nel modo giusto.

Grazie ragazzi

ps: dite che dimentico il gusto? volete sapere “il gusto di cosa”…. siete davvero diversamente svegli sapete…. il semplice, banale  e mai sazio gusto di stare assieme…what else?

ps2: http://www.teamspartans.org

Allenamento domenicale (i pensieri e il volo dell’airone)

Così ci sono quei giorni in cui sei turbato, in cui la vita che scorre,le scelte che prendi ed ogni respiro che esali sembrano raschiarti dentrio come carta vetrata.

Il cibo sa un po’ di meno, il sonno è quasi un onere più che un sollievo e ti senti un po’ più in affanno di quanto l’asma e l’impollinazione invernale dei cipressi (fottuti cipressi) giustifichino.

Allora un barlune di razionalità si fa strada, ti organizzi con un amico ed esci a correre; l’aria sa di neve, così pure le colline dietro casa.
Un airone cinerino ti ignora, uno bianco spicca un pigro volo ad evitarti con sdegno; la frequenza cardiaca si placa e i pensieri piano piano sono ipnotizzati dal panorama e ti lasciano in pace per un poco.

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Pesti prima del fango poi la neve,odi in lontananza nella vallatta grida giocose di bimbi allegri ed adulti bambini che scoprono la neve.

Certi giorni sono più pesanti di altri, aggrappatevi a ciò che vi fa stare bene e ricominciate prima a galleggiare poi a pensare.

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