100 Km del Passatore 2015 Firenze – Faenza (uno spartano, anzi due alla 100 Km)

header231 maggio 2015, ore zerocinquantatrè piazza del popolo Faenza, arrivo della 100 Km del Passatore.
Le transenne mi separano dai corridori in arrivo e ancora una ventina di Km di asfalto mi separano dal mio amico Gianmarco, IronGMP, che oggi corona la preparazione di una stagione.IMG_4954

Cento chilometri, da piazza della Signoria Firenze a Piazza del Popolo Faenza, in mezzo l’Appennino e, sopratutto, centomila passi da percorrere sui tuoi pensieri, sulle tue gambe, galleggiando tra cuore e testa.

Gianmarco non e’ solo, Lorenzo lo assiste in bicicletta dalla partenza, Federico Ironfrankie e Carla lo hanno raggiunto sull’appennino mentre famiglia e Spartani seguono in diretta in chat gli aggiornamenti puntuali del suo stato…. Ma e’ inutile dirlo, uno Spartano non e’ mai solo, la sua forza viene anche dal guerriero al suo fianco.

Aspetto, vedo atleti arrivare e l’emozione sale, assieme al turbinio di sensazioni e pensieri si fa strada un piccolo tarlo tentatore…

Il tempo e’ passato, Gianmarco e’ in arrivo, lo attendiamo con ansia gioiosa….
Ecco la sua falcata apparire in fondo alla via, l’impunito ha il coraggio di arrivare leggero e sorridente.

Urlo filmo mi emoziono voglio abbracciarlo….

Video di Gianmarco all’arrivo

Grandissimo Gianmarco, grazie di tutte queste emozioni….

Non diventiamo uomini migliori una volta raggiunto l’obiettivo, ma durante il percorso. #spartans4passatore

WE ARE SPARTANS

100

Solo al mattino apprendo che anche Alessio era sulla lunga strada del Passatore; il sorriso all’arrivo e la maglietta la dicono lunga sull’intensità della sua impresa…

Team Spartans & Tom Tom : insieme verso Ironman Barcellona 2015

1780907_10152987850688892_3854763926591826026_n

Il migliore compagno di allenamento? Il Team Spartans sceglie #TomTomCardio per #correre verso nuovi traguardi! — con Pier Giorgio Spisni, Niccolo Gozzi, Federico Ironfrankie Franchini, e Marco Lodi

Ieri siamo apparsi in un post sulla pagina facebook di Tom Tom Italia. (Tom Tom è nostro sponsor tecnico nella preparazione dell’Ironman Barcellona 2015)

Pg felice doppio: perchè continuiamo a crescere e perchè il mio brutto muso è nella foto (Dozza Wine Trail 2015).

J: Pg allenare, non gongolare….
PG: Zitto Joda o ti tolgo la tv via cavo!

18 paia di gambe non bastano (RAAP 2015 Ride Across Appennino – coast to coast Viareggio Cesenatico 09 Maggio 2015 Team Spartans)

Questa volta l’ho fatta grossa,

questa volta mi ritiro,

vedrò la fine della traversata dietro il finestrino di un’auto di supporto che non celerà il mio disappunto, il mio imbarazzo ed il mio fallimento… Questa volta ho esagerato…

Ma adoro sbagliarmi….

Tutto inizio’ una sera di febbraio a cena dietro una porzione imbarazzante della “carbonara ignorante di PG” (tutto ebbe inizio qua) , Gianmarco lanciò l’idea di un evento di team, una traversata in giornata da Viareggio a Cesenatico, 250 chilometri con festa finale in spiaggia. Vuoi l’iperlipidemia della cena, vuoi le scarse quantità di sangue che tentavano a fatica di farsi strada nel flusso alcolico, ma mi parve una idea fantastica, un qualcosa di cui andare fieri…

Maggio sembrava lontano allora, ma maggio arriva sempre quando meno te lo aspetti.

Gianmarco partì ad organizzare tutto con la stessa inarrestabile energia con cui affronta le salite più dure in bicicletta, apparentemente instancabile, leggero e quasi caparbio nella sua determinatezza e, dannatamente efficace.

Viene creato l’evento (facebook), se ne parla con il team che reagisce con il solito folle e sanissimo entusiasmo con cui gli spartans affrontano qualsiasi impresa. Rimangono epiche risposte tipo “io ci sono, devo solo comprare la bicicletta” che la dicono lunga sul nostro grado di insanità mentale…

I giorni passano,arrivano gli sponsor a supporto: “La farmacia del Dr Piazza” di Faenza, Biovita e Powerbar; l’entusiasmo cresce e in breve riempiamo tutti i posti disponibili.

In un barlume di lungimiranza partecipo alle mie tre prime grandfondo per mettere nelle gambe almeno una frazione dei chilometri che mi serviranno a maggio;

  • 29 Marzo 2015: Granfondo Città di Riccione  120 Km:un casino galattico, sottovaluto l’evento, sbaglio completamente l’alimentazione (ergo non mangio) e mi spengo come un moccolo di candela al novantesimo chilometro, solo grazie ad Angelo non salirò sul carro scopa portando a casa 110 Km e un bello smacco
  • 26 Aprile 2015: Granfondo le cime di Romagna (Faenza) 140 Km: questa volta va molto meglio, e riuscirò ad arrivare in fondo, assieme a Massimo,  complici l’organizzazione, il calore dei volontari ed i ristori pantagruelici.
  • 1 Maggio 2015:  Granfondo Dieci Colli (Bologna Unipol Arena): mediofondo 85.1 Km, partiti in griglia VIP grazie ai pettorali offerti dallo sponsor Assicoop Bologna, nonostante i timori riesco a finirla senza cadere, sputando pezzi di frattaglie sulle durissime salite e con un sorridente arrivo in parata assieme a Giacomo.

Centoquaranta chilometri nelle gambe contro i duecentocinquanta che dovrò affrontare il 9 Maggio… non ce la farò mai…

Finalmente (finalmente sto par di ciufoli… avrei voluto altri due mesi di preparazione almeno!!!) arriva il fatitidco fine settimana dell’evento, parto in auto con Federico Ironfrankie a raggiungere a Rioveggio il resto del team.

Diciotto biciclette, due macchine e un (fantastico) team di supporto di tre persone per una traversata in giornata (qua trovate le foto dell’evento).

11205163_815871108495037_2392470118384670065_n

Il Support Crew: da sinistra Maretta, Federico Ironfrankie e Annalisa.

Arriviamo a Viareggio, nubi e vento teso ci accolgono; hotel strategico sul litorale, giusto il tempo di prendere possesso delle stanze, sistemare le biciclette e andare a vedere il Mar Tirreno.

Per noi Emiliani, abituati a coste sabbiose, ed orizzonti interrotti solo dal profilo degli alberghi è piacevole vedere un tramonto sul mare e le montagne a fare da corolla alle spalle della spiaggia.

Prima di cena è il momento di una cerimonia simbolica, il prelievo di un po’ di sabbia tirrenica che alla sera verrà ‘liberata’ sul litorale adriatico, a suggellare l’unione tra le due coste, unita da un nastro di gomma ed asfalto (il prellievo dei ‘sacri’ granelli). Poco dopo a cena sembravamo più una comitiva scolastica che un gruppo di atleti (e diversamente tali) alla vigilia di una impresa sportiva… ma questo clima sempre leggero, questo saper ridere e scherzare delle nostre debolezze e delle nostre paure ormai è parte indelebile del nostro DNA, ‘giochiamo allo sport’, prendiamo con estrema serietà gli allenamenti e le gare ma non perdiamo mai il sorriso o quella scintilla scanzonata in fondo allo sguardo che, ammettiamolo, ci rende unici.

Notte, preparazione del materiale per il giorno dopo, divisa bici (con la bellissima tenuta dell’evento), barrette, gel, crema solare… E’ ora di dormire…. e

…subito suona la sveglia. E’ “il giorno”; ci si prepara, colazione e in men che non si dica siamo in strada per la foto di rito.

11206079_815870745161740_100975104773631790_n

lo Spartans Dream Team (in ordine approssimativamente alfabetico): Alan, Bruno, Enrico, Fabio, Giacomo, Gian Marco, Giorgio, Lorenzo, Luca, Luigi, Marco, Matteo, Niccolò, Pier Giorgio, Riccardo, Ruggero, Saul, Ubaldo.

Iniziamo a pedalare, Viareggio Lucca, Montecatini, Pistoia, Firenze, non ho mai pedalatato in gruppo così a lungo e la nostra (quasi) ordinata fila per due è molto efficace, riusciamo a mantenere medie superiori ai 30 Km/h in pianura senza faticare troppo (e Gianmarco e Matteo che conducono quasi sempre il gruppo hanno dato una bella mano!).

Purtroppo perdiamo tempo nell’attraversare le città, tra sensi unici in disaccordo col nostro navigatore GPS (che forse è il contrario ma poi chi se ne frega), picchi di traffico, strettoie e semafori.

L’asfalto… è bello vedere che Emilia Romagna e Toscana sono unite dallo stesso nastro strappato di idrocarburi aromatici policiclici a catena lunga…. buche, fessure, crepe, tombini a volte incastonati a volte sporgenti, alto o bassorilievi ad esaltare la decadenza dell’italica pubblica amministrazione. Per fortuna chi sta davanti segnala gli ostacoli permettendoci quasi sempre di evitarli anche se, in certi momenti, iniziamo a segnalare i tratti di asfalto liscio dato che sono così rari…11209726_10205312207078539_2250357089161867665_n

Poi le scene anomale, il vecchietto contromano in rotonda, con la testa incassata tra le spalle, una ferrea determinazione nello sguardo miope da Mr Magoo mentre ascoltando allegre marcette nell’autoradio onora la Regina Elisabetta marciando imperterrito in senso orario;

poi i ragazzini che ci sfottono, qualche ciclista che ci affianca chiedendo se davvero stiamo facendo la traversata in un giorno solo, la ragazza che ci riempie di improperi con una prontezza di riflessi e linguaggio degna di una matrona da lupanare… uno spasso insomma.

Regolarmente le auto a supporto ci aspettano a bordo strada per fotografarci o fornirci supporto, quello che si pensava fosse solo un ausilio in caso di guasti diventa una presenza amichevole e costante, con Annalisa Maretta e Federico sempre pronti a passarci una barretta, fotografarci od incitarci.

Passiamo Firenze semi intossicati da traffico e smog e la pianura inizia a cedere il posto a un falsopiano a salire fino a Dicomano, San Godenzo e su per 20 lunghi chilometri di salita fino al Passo del Muraglione.

Già, il muraglione, il regno delle due ruote a motore, curve su curve che si alternano a salire senza lasciare mai respirare; una salita non impossibile in verità, se non fosse che stai pedalando da 140 Km quando l’affronti.

Ho faticato come una bestia, spingendo fin troppo presto il cambio al rapporto minore e cercando sovente di scalare ancora laddove pignoni e corone non ve n’erano più e, nel delirio affannoso viene fuori l’allegoria “La bici è come la vita, prima o poi i rapporti finiscono!”

deliri da ciclisti improbabili.

Rimango indietro, se vogliamo parliamo del fatto che peso 92 Kg x 190 cm e proprio il fisico da scalatore non ce l’ho; possiamo invocare l’intenso periodo lavorativo, la fatica della giornata e mille altre scuse del cavolo… la amara realtà è che sono una pippa fotonica in bicicletta…. 🙂

Così spingo, rallento e vedo la velocità calare, mi rendo conto che a piedi andrei più forte, fatico all’inverosimile e per la prima volta penso di non farcela. L’immagine seducente di un passaggio in cima su una delle auto mi balena davanti…basterebbe dire che non ce la faccio e sarebbe fatta; pochi minuti e sarei in cima, nessuno direbbe nulla e molti capirebbero ma non io. Non avrei il gusto del dire ce l’ho fatta, non potrei scrivere questo post, non potrei indossare con orgoglio la tenuta che commemora l’evento, non mi godrei la festa a Cesenatico e soprattutto NON CE L’AVREI FATTA.

Ovvio, eccovi di nuovo li ad alzare i vostri ‘diti’, la vita non si basa su queste cose; lo sport è un gioco, non vincerò mai nulla e le solite banalità messe in fila come pezzi di carne su uno spiedino.

Ma è il mio gioco e lasciatemelo giocare, lasciatemi stabilire le mie regole di questo nascondino e lasciatemi decidere di continuare col mantra “spingi tira” che si sussuege una pedalata dopo l’altra su per la bella salita al passo.

Qualche volta mi fermo, mangio, bevo e riparto e su a salire, in un gioco di chimere dove le pendici alberate cedono spazio al cielo e all’illusione della fine della salita per poi beffarti curva dopo curva con altre ghignanti salite…

Quando ormai mi sentivo 11218571_816286381786843_1448265267584720867_oun po’ come Sisifo, possibilmente più stanco, ecco che improvvisamente sento i pedali alleggerirsi… alzo la testa…spiana…. stupito aumento il rapporto, poi ancora e ancora; prendo velocità e dopo poco eccolo, affogato tra mille adesivi, quasi illeggibile e probabilmente insperato il cartello indicatore del passo: 907 metri!

Da qui in poi tanta discesa e mi ritornano in mente le parole di Gianmarco (Piazza): “il ciclismo è sofferenza” e ancora “la discesa te la devi guadagnare“… eccomi, ho sofferto ma non ho mollato, ho stretto i denti e sono arrivato in cima… ora ho fame!

Un panino e una coca per poi ripartire, mi soffermo a cazzeggiare e perdo la foto di gruppo davanti al mitico muraglione; mi copro e inizio a scendere… mancano ancora settanta Km ma inizio a solleticare l’idea di poter arrivare in fondo.

La discesa è fredda, ventosa, inebriante nella velocità e nell’alternarsi delle curve, laggiù da qualche parte all’orizzonte c’è la fine di questa giornata e ci sto arrivando.

Pausa in fondo alla discesa, il sellino allentato viene prontamente sistemato grazie all’aiuto di Lorenzo (che due sere prima mi ha sistemato la posizione in sella… tanta roba e tanta fatica in meno!!!).

Arriva presto Forlì e finisce fin troppo presto la discesa, non ci sono più salite ma un bel drittone controvento fino alla sabbia del mare.

Gli ultimi Km li faccio con Giorgio, assaporando la fine della giornata, smetto di mangiare barrette perchè il sorriso da squalo tigre che non mi cavo più dalla faccia mi fa mangiare migliaia di gustosi e proteici moscerini….

Ecco il grattacielo di Cesenatico, ultima fatica il cavalcavia sull’adriatica, passerella in centro e, finalmente il Bagno Milano.

Ad attenderci amici e famiglie, e la bellissima maglia di “RAAP finisher” ed il rito della sabbia . Entro in doccia e sotto l’acqua canto, rido, piango e ricomincio, L’acqua calda mi scorre addosso e il pensiero torna ai 260 Km percorsi, alle risate, alla fatica, alla bellezza di averli condivisi coi miei amici;

culo fan direbbe Joda, oggi la forza scorre forte in noi….

Gli amici del bagno Milano hanno preso alla lettera le indicazioni “birra come se piovesse” e finalmente ci si siede a cena, il giusto epilogo di una giornata perfetta.

260 Km percorsi con 18 biciclette, nessuna foratura, nessun incidente, nessuno si è fatto male tutti ci siamo divertiti.

Quella che tre mesi prima era un’idea buttata su un piatto fumante di pasta è diventata la nostra piccola impresa…

Diciotto paia di gambe non bastano, servono diciotto cuori, un po’ di sana follia, tanta passione, le famiglie, gli amici e la voglia di osare ancora una volta, sapendo che non sarai solo, sapendo che arriverai sorridendo.

Alan, Bruno, Enrico, Fabio, Giacomo, Gian Marco, Giorgio, Lorenzo, Luca, Luigi, Marco, Matteo, Niccolò, Pier Giorgio, Riccardo, Ruggero, Saul, Ubaldo, Annalisa, Maretta, Federico: WE ARE SPARTANS!

10406890_815890465159768_5184035812878984496_n

la linea è stata spostata, ed è stato fatto, non provato.