La paura (non lasciare che il grigio vinca)

Guccini canta che “la morte è la grande consolatrice” ma, su questa falsariga  la paura come potremo definirla?
La paura ci blocca, ci spaventa, evidenzia i nostri limiti ed amplifica i nostri difetti.

La paura è l’antitesi del coraggio, ma non nell’accezione tanto cara ai film di guerra in cui spesso il coraggio e la follia sono talmente sfumati l’uno nell’altra da risultare indistinguibili; la paura ci toglie la forza nell’affrontare il  domani, del preferire l’incerto al certo e ci spinge verso facili discese che spesso celano scuri abissi.

Abbiamo capacità di miglioramento e propensione alla felicità che sono straordinarie, nel quotidiano, sul lavoro, nello sport e negli affetti ma…quante volte i
“non me la sono sentita” ;
“quell’idea imprenditoriale che sognavo era troppo rischiosa”;
“quello sport (gara o impresa) non era alla mia portata”;
“non mi meritavo quell’amore che tanto mi scuoteva l’animo”….

Così sposiamo il grigio gettando i colori al vento di un polverulento rugginoso treno merci in transito su un binario di periferia e, cosa ancora più grave, tramutiamo le nostre paure in alibi e questi alibi in motivazioni. Ci autoconvinciamo così bene che arriviamo a crederci e il grigio un poco alla volta ci entra dentro.

La paura è umana, la paura è talvolta sana e spesso ci tutela da scelte avventate…
Ma é  come una ciliegia candita: gustosa voluttuosa e quasi trasgressiva quando mordi la prima; zuccherosa stomachevole ed indigesta se esageri…
E con la paura, così come per le radiottivamente finte ciliegie rosse, il disgusto arriva in fretta ma li non ci sono le contrazioni gastroesofagee (il vomito nda) a salvarci.
E come fare a vincere la paura?
Ho una cattiva notizia: non e’ facile!
Bisogna scavare dentro,  afferrare quegli oscuri e grondanti nodi gordiani che ti avviluppano le viscere e tirare… Sudare…ansimare…patire ma continuare a tirare…
Non è facile e non è semplice, ma come per tutte le cose che contano… La gioia non è gratis!

Cosi’ come i buoni regalo che ognuno di noi, nei frustanti anni pregustanti fortunali ormonali da adolescente, ha provato ad incassare…. per poi scoprire che nulla nella vita adulta è gratis, e che niente arriva per niente… Tranne la paura ovviamente… Anzi nemmeno lei…lei fagocita sogni e desideri e ingrassa mentre noi dimagriamo…anzi ingrigiamo ogni secondo di più.

Quindi? insistere e lottare e riprendersi i nostri sogni; troppo spesso viene venduta la convinzione che la vita adulta ed i sogni non siano compatibili.
Troppo spesso la seduzione del grigio prende il sopravvento….
E, la definizione della paura qual’è?
La paura è il più grande attore porno del mondo… perchè la paura ti fotte alla grande… non ti seduce e non ti abbandona….
E non bisogna lasciare vincere la grande stupratrice di sogni.

Il mio (primo) Ironman: Barcellona 2015 (volevo la mia gara e, per i miei peccati, me ne assegnarono una)

Sabato mattina: la spiaggia12144930_10207436865021309_4201270270728463591_n

La sabbia è a grana grossa, umida e fredda, lontana anni luce dalla carezza calda e vellutata delle nostre spiagge; il vento è tiepido e sferzante… poi c’è questo rombo che sembra parta da dentro, accumula energia al largo e la scarica con continue onde che si frangono con la risacca, un suono sordo profondo e rotolante come di innumerevoli tamburi Taiko, annulla il battito i pensieri e scuote la volontà. Domani dovremo nuotare li dentro.

Poi capita, come sempre quando le condizioni sono avverse mi calmo, il respiro si placa e le spalle si alzano in un gesto di annoiato diniego, domani nuoterò li dentro, sia quel che sia.

Il mare, il giorno prima

Sabato pomeriggio: la zona cambio

Musica rock di sottofondo, i miei passi che frusciano sulla sinteticamente finta erba di un campo da calcio di plastica, le ruote della bici ticchettano, lo zaino con le sacche per la gara pesa sulle spalle.
Migliaia di bici parcheggiate e coperte da teli di plastica blu attendono la notte ed il giorno dopo… Attorno me tanti altri me stesso, diversi ma così uguali, occhi sgranati, pensieri tumultuosi respiri affrettati, sorrisi, quei sorrisi che solo i bambini la mattina di natale possono allargare sui loro visi.

Provo a filmarmi dicendo qualcosa, sono felice ma ho un groppo in gola, guardo l’obiettivo dell’Iphone, sorrido, taccio, non so cosa dire, vorrei dire tanto penso a tutto e poi taccio perchè a volte, semplicemente, le parole mancano.

Sabato sera: la notte

ricordo poco della notte, sono salito in stanza; senza la bici, senza le borse e tutti i materiali per la gara, rimangono solo l’attesa e i pensieri che si alternano. Trovando una serenità inattesa mi siedo sul terrazzo della mia stanza, mangio una banana e lascio correre lo sguardo tra alberghi, macchine e persone, mare e cielo. E’ ora di dormire…e dormo, di un sonno anomalo, privo di sogni e risvegli, un teletrasporto che mi porta al mattino del “mio giorno”.

Domenica mattina presto : la colazione

Scendo in sala da pranzo, incontro gli amici e altri come noi, nel buffet infinito non so cosa mangiare, cerco spunti nei piatti degli altri, un inglese mangia salsicce e pancetta, altri cereali e gelatina… alla fine rimango sul classico, voglio andare sulla spiaggia!!!

Domenica Mattina: la spiaggia

Ci siamo, ci sono finalmente, di nuovo odore di neoprene nell’aria, attorno a me migliaia di corpi inguainati, qualche occhio sgranato, un drone volteggia sopra di noi, il mare è li che attende famelico… Abbraccio gli amici e mi metto in coda per la partenza, partono i Pro, sono eccitato e tranquillo, penso alla strada percorsa e penso a quanto ho desiderato quei granelli di spiaggia spagnola tra le dita dei piedi, una sirena latra il suo richiamo ed è la nostra… piano piano il serpentone si snoda, sabbia poi acqua pochi passi e mi tuffo tra le onde di risacca che si avventato su di noi… è iniziata.

Domenica: l’acqua e le boe

tremilaottocentometri di nuoto in mare, e chi li ha mai fatti? pensieri inutili alterno a bracciate, le onde del mediterraneo si alternano in un sinusoide infinito dove navigo tra valli e cime, dirupi e declivi, arranco su salite di spuma e scivolo su prati d’acqua.

La boa è un miraggio lontano, enorme eppure piccola quando la guardi dall’acqua, gialla, come le gialle cuffie dei duemilacinquecento partenti, chi ha assegnato i colori deve essere uno stramaledetto genio, perchè mentre la cerchi con lo sguardo quando sei sul colmo dell’onda vedi centinaia di calotte gialle e la ricerca del fottuto ago nel proverbiale pagliaio assume dimensioni domestiche e quasi banali.

Arrivo alla prima boa e la passo, mi fa male la spalla ma come sempre dopo un po’ si calmerà, cerco di allungarmi e rilassarmi, la spiaggia alla mia destra è un riferimento amichevole e procedo prendendo e dando qualche colpo ma senza grandi problemi… Una lente degli occhialini prende acqua, passerò la nuotata a schiacciarmela sul viso per tenere fuori l’acqua salata dal mio occhio arrossato…

Ogni cinquecento metri una boa riporta la distanza e questo riferimento mi tranquillizza e mi aiuta a frammentare in obiettivi più semplici l’intera infinita retta che compone i duecentoventisei chilometri che dovrò percorrere oggi.

arrivo alla fine del primo rettilineo, si torna indietro… ora comprendo perchè nuotavo bene era la corrente che ora, ghignando, si riprende con gli interessi quanto ha donato.

Altre boe si alternano, resisto alla tentazione di guardare il tempo sul gps, e stranamente ci riesco…

millecinque, duemila…. la spalla fa male adesso, poi  sorge un dolorino al polpaccio sinistro, batto la gamba e passa, anzi no si accuccia in un angolo come un gatto che aspetta il momento buono, forse si assopisce.. duemilacinque, sono ben oltre la metà, tremila….

cazzo!!! esplode una fitta orig-IBCA2273di dolore in quel gomitolo di fibre muscolari contratte che poco fa era il mio polpaccio… il mio primo crampo in mare che arriva durante la mia prima gara Ironman full… Respiro, batto le gambe, lo ignoro, non è un mio problema, non è un mio problema, non è un mio problema, N O N E’ U N M I O P R O B L E M A…. il mantra funziona (grazie Aldo Rock!) ed il dolore cala, si va avanti, oggi non si molla un centimetro…

Tremilacinquecento, vorrei baciare la boa, la sfioro passando e finalmente svolto verso la riva con le onde di schiena, quelli che a logica dovevano essere i metri più semplici si rivelano i più lunghi, l’arco gonfiabile dell’uscita stanta ad ingrandirsi e le onde sempre più brevi e rabbiose mi strapazzano per bene, non so come e non so quando ma vedo altri nuotatori alzarsi, li imito e sorrido…anzi no vengo strapato indietro dalla risacca perdendo alcuni metri, di nuovo avanzo tra acqua e schiuma, delle mani si tendono e mi afferrano, volontari che a mollo ci aiutano ad uscire…riguadagno la sabbia e corro (sic) verso la zona cambio; è fatta la frazione nuoto è passata….

Domenica metà mattina : la bici

Corro in zona cambio sfilo la muta, bevo un integratore, poi una bottiglietta d’acqua, mi vesto e corro verso la bici, trotterello allegro verso l’uscita e metto il culo sulla sella che mi farà da divano per un fim lungo centottanta chiorig-IBCJ2014lometri.

L’uscita da Calella è per stradine strette e piene di dissuasori, timoroso di cadute la percorro a ritmo blando fino all’attacco della litoranea che fa da campo di gara; una bellissima strada con asfalto perfetto, ondulata e protetta dal vento…

Inizio il primo dei tre giri pedalando troppo forte tanto mi sento bene, dopo una decina di chilometri mi ravvedo e cerco di trovare un ritmo che mi faccia stare bene senza stancarmi troppo, mi stendo sulle appendici  e mi assesto a cavallo dei 30 Km/h, forse un po’ troppo ma forse anche no… e pedalo…

Pedalo….

pedalo tra paesini costieri,
pedalo tra i saluti dei volontari agli incroci,orig-IBCT2664
pedalo tra il tifo degli spagnoli e dei turisti “animo, animo animo…”
pedalo tra fichi d’india sugosi e maturi rotolati giù dalle rupi ad imporporare l’asfalto, pedalo assieme a Pawlev, assieme ad Irina, George, Dalisay ed a tanti altri,
pedalo spingendo, pedalo cantando, pedalo felice di queste bellissime ore mie e mie solo..

Ogni 20 Km trovo un ristoro con volontari fantastici che ti porgono ogni ben di dio, dopo un po’ svuoto le due borracce posteriori essendo di fatto un inutile peso; verso l’ottantesimo chilometro mi ricongiungo con Giacomo ed assieme arriveremo fino in fondo, superandoci a vicenorig-IBCK8090da per scambiare due parole rispettando il divieto di scia e, dal centosessantesimo chilometro, il momento in cui bisognava alleggerire il rapporto e preparare le gambe alla maratona, come due bambini molesti che felici e sudati si bevono una granita in un giorno di sole estivo, iniziamo una sfida insana, ci passiamo e ripassiamo, accelerando ghignando e sberleffandoci in un tecnologico remake della sfida di bici tra Fernandel e Gino Cervi.

L’ultimo giro termina ed assieme rientriamo in zona cambio.

Metto la bici nella rastrelliera e la bacio grato, gel, acqua, scarpe visiera, ed entro nell’arena…. ora si corre.

Domenica pomeriggio: la maratona

come in una scena del Gladiatore esco dall’ombra protettiva del tendone della zona cambio per sprofondare in un calderone di luce urla musica e risate, a fare da metronomo i passi di migliaia di scarpe da running…

Spaesato e col timore di aver sbagliato strada inizio a correre, ali di persone ai lati che incitano e applaudono, qualcuno urla il mio  nome, mi giro non riconoscendo la voce, poi un altro ancora… e capisco è scritto sul pettorale e sconosciuti ci omaggiano uno ad uno… Poi vedo il nostro support team che come sempre fa un tifo indiavolato e ci aggiorna sull’andamento degli altri, prima durante la bici ed ora in corsa…essere qua da solo sarebbe stato bello, così ci si sente abbracciati dall’inizio alla fine… inutile: “We are Spartans WE ARE FAMILY” ma solo ora ne comprendo appieno il significato profondo.

Parto troppo forte, poi attacco il cervello e inizio a correre al mio solito ritmo maratona, camminando ai numerosi ristori (ogni 2,2 Km) in modo da nutrirmi ed idratarmi correttamente.

La maratona è divisa in quattro giri da 10 Km, si snoda sul lungomare partendo da quello che ho battezzato  “the gold mile” , in prossimità dell’expo, tra la zona cambio e l’arrivo, per poi allontanarsi verso  le spiagge a nord di Calella in un progressivo rarefarsi di bar e persone.

Ad ogni giro sento la frase dello speaker all’arrivo celebrare qualcuno, rosico un poco ma proseguo, non è ancora il mio momento… Sul percorso ogni chilometro è segnato, all’inizio mi frustra leggere vicini numeri tipo “Km 2…Km 12… Km 22… Km 32” poi mi passa, ad ogni cartello che guadagno eseguo un personale conto alla rovescia e recito un mantra:

“mancano 40 Km, 40 è un bel numero”
“mancano 39 Km, 39 è un bel numero”…..

Durante il primo giro vedo il cartello del trentacinquesimo, il cartello del ‘muro’, tanto temuto da tutti… li decido che quello sarà il mio “momento felice” e così ogni giro lo guardo con attesa e desiderio.

“Pier Animo”, “Dai Giorgio”, “go go go go”, è fantastico il tifo, ti senti una star, un fottuto campione del mondo e pesti un altro passo ed un altro ancora.

Una ragazza con una birra che urla ridendo; una signora sul marciapiede che applaude, rimarrà li tutta la sera e l’ultimo giro mi fermerò a ringraziarla, anziani che, masticando tabacco andaluso, ci guardano dietro enigmatici occhi, un gruppo di ballerini che al ritmo di tamburi balla la zumba…

è un vorticare di immagini ed emozioni, un caleidoscopio che anestetizza il polpaccio indurito, la spalla che ad ogni passo e ad ogni oscillazione mi fa quasi urlare dal male…

La strada scorre sotto le mie scarpe e piano piano i numeri diventano ancora più belliorig-IBCL2273

“mancano 28 Km, 28 è un bel numero”
“mancano 27 Km, 27 è un bel numero”

Incrocio amiche ed amici ed è bello vedersi e sorridersi, scambiarsi un high five al volo e vedere quanto ci brillano gli occhi…
Un solo rammarico mi rovina la giornata, non vedo Giorgio, chiedo notizie ma non si sa nulla, sapevo che temeva il nuoto ma l’ho incrociato in bici mentre concludevo il secondo giro e avevo dato per scontato che ce la potesse fare… invece gli è stata chiuso l’accesso alla zona cambio al termine dei 180 Km di bici, ha sforato il cancello per 10 fottutissimi minuti… So quanto si sia allenato e quanta strada abbia fatto quest’anno…

Purtroppo l’ironman è anche questo.

Ma so anche che Giorgio è tosto e tenace e infatti si è già iscritto al Challenge full di Venezia 2016!!

Domenica sera: la maratona continua

verso il termine del terzo giro il sole tramonta, cala la sera spagnola di questa giornata; piano piano il percorso si svuota di pubblico nella parte più remota del tracciato ed un vento freddo si alza.
Io continuo col mio programma, corro tra un ristoro e l’altro, cammino quella decina di metri modulando l’alimentazione… sto progressivamente rallentando ma non guardo più di tanto il gps, non so che ora sia, so di avere tanto tempo prima della mezzanotte e mezza che sancirà la fine dei giochi e so che anche dovessi camminare sempre arriverò in fondo…. Camminare? no, forse non ci siamo capiti… io anche strisciando coi gomiti arriverò su quel tappeto rosso…

“mancano 11 Km, 11 è un bel numero”
“mancano 10 Km, 10 è un bel numero”

e improvvisamente

“mancano 9 Km, 9 è un fottutamente bellissimo numero.. ciauz ciauz doppia cifra”!!

E’ buio e fa fresco, al giro di boa del punto più lontano il vento ti schiaffeggia gelandoti, temo di prendere un colpo di freddo alla pancia e stare male, alzo la cintura portapettorale a sfruttare quel fazzoletto di carta come patetica protezione;
sfrutto la scia di altri triathleti per ripararmi, ora è più difficile per quanto manchi davvero poco la giornata inizia a pesare sulle spalle.

Ai ristori la banana mi calma la fame e mi da l’idea di scacciare i crampi, i gel mi danno carboidrati e spinta, la coca mi aiuta a buttare giù i gel, l’acqua lava via il sapore dolciastro della coca… sembra una ballata di Branduardi ma funziona,

si funziona bene perchè…

eccolo la: il trentacinquesimo chilometro, il mio momento felice!

E’ buio ed ho freddo, passando rallento e lo sfioro accarezzando il telaio metallico ed il pannello di masonite…

Sono all’ultimo giro, ultimo giro di boa all’estremo nord del percorso, guardo ogni particolare sapendo che è l’ultima volta che vedrò la giostra metallica, il cartello “due guinness cinque euro” , la passerella di legno e la signora che è li dall’inizio, ora ha due bambini piccoli con lei, probabilmente ha qualcuno di caro in gara, mi fermo e la ringrazio e lei ringrazia me… un sorriso e riparto, ultimo ristoro…sono un po’ stanchino come direbbe Forrest Gump…

Dopo il ristoro non ricomincio a correre, sono al trentottesimo chilometro, sto bene (cioè non sto male) ma sono un po’ stufo… così cammino per una decina di minuti e il calore degli spagnoli, usciti col cane o a godersi la serata a guardare quei “locos” che corrono si fa sentire, sorridono, ti toccano ti urlano “animo animo”… Ricomincio a correre e in lontananza vedo le luci dell’arrivo e la musica che cresce.

Salto l’ultimo ristoro e inizio ad emozionarmi… sto attraversando per l’ultima volta il gold mile, tra poco invece di iniziare un nuovo giro volterò a destra verso quel tappeto rosso che nemmeno volevo sognare da quanto lo attendevo…

In un atto di ignoranza mediatica modulo la corsa in modo da avere spazio libero davanti, accelero e scendo la passerella…

svolto a sinistra e il cuore mi esplode, è tutto come lo avevo immaginato…anzi è di più e tutto mio, lo speaker mi fa i complimenti, e recita la ambita frase: Pier Giorgio YOU ARE AN IRONMAN!!  (video gara)

orig-IBCF4123orig-IBCF4124   orig-IBCN3456    orig-IBCD5896 orig-IBCD5898

Ironman Barcellona 2015 (Pier Giorgio, YOU ARE AN IRONMAN!)

(Scritto sul volo di ritorno Barcellona Bologna)

Ho nuotato per 3,8 Km, pedalato per 180 Km e corso per 42,2 km:  Ora sono un ironman…

Cosa cambia rispetto a due giorni fa?
Nulla all’atto pratico, stesse bollette, stessi problemi, stessi amici, stesso lavoro e via discorrendo…
Ma (perche’ c’e’ sempre un ma) qualcosa e’ cambiato, e’ stato assolto una specie di rito di passaggio, simile ad una di quelle cerimonie che in molte societa’ primitive sancivano l’accesso all’eta’ adulta.
Ora, adulto (almeno anagraficamente) lo sono da un pezzo, quindi perche’ la necessita’ di mesi di pre12140607_10207446447780872_7901428202011698341_nparazione, costi, fatiche, privazioni?
Chiedelo a cento ironman finisher e, probabilmente, riceverete un centinaio di risposte diverse; la mia è abbastanza articolata e ancora non l’ho razionalizzata appieno: necessita’ di fare qualcosa che fosse solo ed unicamente per me stesso, la voglia di una sfida che pochi osano fare, un po’ di vecchio senso di rivalsa nei confronti di qualcuno che non credeva potessi farlo ma, sopratutto perche’ nel farlo provo piacere.
Mi piace allenarmi all’alba o al tramonto, mi piace condividere questi momenti con amici e con la squadra, mi piace farlo da solo ed ogni volta scoprire che posso fare qualcosa di piu’…
Anche perche’ quando esci un sabato di luglio, con 33 gradi all’alba, con la previsione di nove ore di allenamento, o ti piace, o sei un masochista…cosa che sono certo di non essere.
Poi, siamo onesti, mi piace alimentare il mio ego postando sui social le mie esperienze, un po’ per rendere partecipi gli amici di qualcosa che per me e’ importante ma anche perche’ ne sono fottutamente orgoglioso.
Io, che fino a quattro anni fa ero un campione di zapping ed un virtuoso del divaning ora sono fiero di appartenere ad una elite di sportivi e godro’ come un criceto in calore mostrando agli incliti ed al volgo la mia maglia da finisher ed il tatuaggio che tra qua a breve marchierà le mie carni  a imperituro memento.
Domani sara’ il tempo del racconto della fantastica esperienza vissuta e dei 30 secondi piú belli ed intensi della mia vita,  ora e’ il momento di abbiocarmi lieto nel mio angusto posto 29f del volo che da Barcellona mi riporta a casa.

I’M AN IRONMAN….

Ironman Barcellona -6 (la paura dell’aspirante Ironman)

E’ li, la senti che ti veleggia attorno, fugace come il profumo di una bella donna in mezzo ad una folla di corpi unti e sudati ma, purtroppo, non è bellezza ma la sua nemesi.

Hai paura di bloccarti sulla riva del mare Mediterraneo e non riuscire a scendere in acqua assieme ad altri duemilacinquecento partenti;

hai paura di non riuscire a nuotare i tremilaottocento metri prendendo calci e pugni, respirando acqua salata e bestemmie;

hai paura di non riuscire a pedalare per centottanta chilometri,

hai paura di forare,

hai paura di rompere la catena, il cavo del cambio, un raggio, un pignone o di cadere, scivolare volare in un fosso e di li -magari- non uscire;

hai paura di non saper correre quarantadue chilometri, di stare male, di non riuscire più ad andare avanti o nemmeno  camminare.

Sogni quella fottuta finish line, guardi uno dei tanti filmati motivazonali a tema, ascolti i racconti dei fratelli che l’hanno appena varcata e ti esalti.

Però hai paura.

E’ arrivata stamane, ero in macchina andando al lavoro e ho iniziato a pensare alle cose da preparare per il viaggio; lo zaino per la zona cambio, il valigione per la bici, il trolley per il resto. Oddio il resto, e dove lo metto il casco, e i gel, e le barrete… cosa scorderò a casa?

E i vetri della macchina si appannano di nebbia e un motore smarmittato romba sulla tua corsia assordandoti le orecchie ed i pensieri… ma non sei in un racconto di Stephen King, sono solo il tuo ansimare improvvisamente esploso ed il tuo cuore impazzito. E’ solo dolce e fottuta paura.

Ma… (c’è sempre un ma);

Sono mesi che ti alleni, hai corso sotto il sole e con la pioggia, con la mancanza di voglia e quando avresti avuto altro di meglio da fare… Ti sei allenato da solo e con altri allegri cazzoni come te, hai riso, imprecato e masticato un po’ di amaro… ma ti sei divertito come un matto felice nel farlo…

Sai che sei in forma, (so che lo sono), non sei mai stato così in forma e non ti sei mai sentito così bene.

La bici è pronta, appena manutenuta e lubrificata,migliaia di chilometri ti hanno portato a trovare la posizione giusta e le ‘gomme giuste’…

La testa è pronta, più pronta del tuo cuore e della tua pancia…. La testa, si proprio lei perchè quando ti alleni o gareggi per otto, nove, quindici ore il 40 percento lo fanno i muscoli ma il sessanta percento è tutto “di testa”.

Quindi…..

quindi niente, sei un coglione umano con un po’ di ansia da prestazione… fa parte del gioco.

Ora smetti di frignare e vivi le ore che ti separano da quella spiaggia spagnola.

Barcellona is coming…..

PS: paura, abbiamo un messaggio ‘motivazionale’ per te: “E’ meglio se prendi nota…”

100 Km del Passatore 2015 Firenze – Faenza (uno spartano, anzi due alla 100 Km)

header231 maggio 2015, ore zerocinquantatrè piazza del popolo Faenza, arrivo della 100 Km del Passatore.
Le transenne mi separano dai corridori in arrivo e ancora una ventina di Km di asfalto mi separano dal mio amico Gianmarco, IronGMP, che oggi corona la preparazione di una stagione.IMG_4954

Cento chilometri, da piazza della Signoria Firenze a Piazza del Popolo Faenza, in mezzo l’Appennino e, sopratutto, centomila passi da percorrere sui tuoi pensieri, sulle tue gambe, galleggiando tra cuore e testa.

Gianmarco non e’ solo, Lorenzo lo assiste in bicicletta dalla partenza, Federico Ironfrankie e Carla lo hanno raggiunto sull’appennino mentre famiglia e Spartani seguono in diretta in chat gli aggiornamenti puntuali del suo stato…. Ma e’ inutile dirlo, uno Spartano non e’ mai solo, la sua forza viene anche dal guerriero al suo fianco.

Aspetto, vedo atleti arrivare e l’emozione sale, assieme al turbinio di sensazioni e pensieri si fa strada un piccolo tarlo tentatore…

Il tempo e’ passato, Gianmarco e’ in arrivo, lo attendiamo con ansia gioiosa….
Ecco la sua falcata apparire in fondo alla via, l’impunito ha il coraggio di arrivare leggero e sorridente.

Urlo filmo mi emoziono voglio abbracciarlo….

Video di Gianmarco all’arrivo

Grandissimo Gianmarco, grazie di tutte queste emozioni….

Non diventiamo uomini migliori una volta raggiunto l’obiettivo, ma durante il percorso. #spartans4passatore

WE ARE SPARTANS

100

Solo al mattino apprendo che anche Alessio era sulla lunga strada del Passatore; il sorriso all’arrivo e la maglietta la dicono lunga sull’intensità della sua impresa…

Il runner ed i cani mordaci (i cani maschi si chiaman Birillo mentre le femmine sono Polpetta)

Chi di noi non è mai stato inseguito da un cane?

sia esso un molosso che dietro una rete attende placidamente bastardo per latrarvi un cavernoso UOF al vostro passaggio o un cazzillo tutto salti uggiulati e denti schioccanti…
Chi non è stato inseguito da un demone scaccia postini in un vialetto al tramonto o atterrato da un cucciolone da ottanta Kg felice e giocoso, una autentica macchina produttrice di bava che vi alita addosso la sua giocosità canina…. per poi sentire sullo sfondo la solita inutile raccomandazione della proprietaria.. “non si preoccupi tanto è castrato”… e voi avete un bel da dire  non siete preoccupati per le vostre virtù ma per i vostri polpacci….

Domenica durante la gara un pittbul dietro una rete si è messo ad abbaiarci addosso… io l’ho guardato rispondendo con un “ciao Birillo” che ha lasciato il cane per un secondo stupito… Un mio amico, più stupito del cane mi ha chiesto se lo conoscessi e li ho pronunciato le immortali parole “Mai visto prima: I cani maschi si chiaman ‘Birillo’ mentre le femmine sono ‘Polpetta’!!”…

Qual’è il comportamento giusto da tenere se un cane vi approccia mentre correte (o fate qualsiasi altro cavolaccio vostro)?

1) Scappare lanciando piagnuccolii incoerenti…. Bravi, siete carne morta… mediamente un cane che insegue un runner sta assecondando la sua natura giocosa e cacciatrice, condendola con un po’ di sana stronzaggine canina (aevo scritto bastardaggine… ma gli unici bastardi che conosco sono bipedi implumi…): è molto più divertente inseguire qualcuno che ha paura e scappa nella sera agitando le braccia a mulinello e correndo a zig zag…pessima scelta….

2) avete visto una puntata del talk show della Barbara D’urso che aveva invitato un etologo così, ricordando che i cani non attaccano i cuccioli, vi sdraiate per terra uggiolando e mostrando il tenero ventre mentre, con un colpo di genio teatrale degno di una soap opera, vi urinate volutamente addosso… Bravi…. vi meritate di finire ospiti in una trasmissione della Barbara d’urso (che vi guarda dicendo, ma ci dica cosa ha provato mentre il pastore dei pirenei faceva di voi il suo giocattolo sessuale?)… I cani non sono mica scemi… probabilmente vi urineranno addosso a loro volta per spregio, prima di darvi un morsicotto solo per dimostrarvi che recitate con la stessa credibilità di un politico corrotto che proclama la propria immacolatezza.

3) Memori del fatto che i veri addestratori usano il tedesco per dare i comandi ai cani (mai fidarsi delle affermazioni sentite al bar….) tirate fuori il vostro tedesco da bagnino romagnolo e, invece di dire al cane di stare fermo a cuccia gli chiedete se vuole appartarsi con voi dietro le reti da pescatore stese ad asciugare…. E il cane che ancora una volta dimosta più intelletto di voialtri stupidi umani vi porterà via una manciata di polpaccio solo per poi sputarla schifato….

4) e potrei andare avanti per ore ma, vi assicuro, ne le duecento puntate del “commissario Rex” che avete visto prendendo appunti, o il poster di rintintin che tenete gelosamente occultato nel’anta del’armadio, celato dietro l’ultimo calendario di Max vi salveranno…. siete prede e il vostro scopo è fare divertire gli ellegri cuccioloni!

Quindi?

posto che non mi assumo responsabilihqdefaulttà se tenterete quanto sto per dire entrando nel recinto di Ivan il terribile XXXII (cit. il secondo tragico Fantozzi), io in genere mi comporto così: mi giro verso il cane, con voce non troppo alta ma decisa dico qualcosa tipo “Fermo” o “vai via”… nel frattempo però cerco di capire che intenzioni ha il cane…. se vuole giocare è probabile che si fermi, se è aggressivo…. sono volatili per diabetici :-)))

Ah, sfatiamo un mito: “I LUPI”… ebbene i lupi non attaccano l’uomo! in Italia non sono noti attacchi, nemmeno falliti, di lupi all’uomo. Il lupo è un superpredatore che ha nella sopravvivenza la sua prioprità assoluta. L’uomo è pericoloso e lo evitano, quindi evitiamo di sparare cavolate sui lupi cattivi…. (poi certo, non mi farei trovare in una notte invernale, sul tragitto di un branco a caccia,  bloccato sotto un albero caduto ed una ferita aperta…. ma queste cose accadono solo nei libri di Jack London).

Altro paio di maniche sono i cani rinselvatichiti…  quelli non hanno paura dell’uomo e possono essere pericolosi… Se correte in zone a rischio magari procuratevi uno spray al peperoncino….

In genere se c’è un cane aggressivo la colpa è di un umano stupido…. abbandonate questi ultimi in autostrada e il mondo sarà indubbiamente migliore!

L’opinionista, il maratoneta e lo scimpanzè (Mughini e l’egoismo che seppellirà l’italiota medio)

Giampiero Mughini,
-per chi (come me) non lo conoscesse cito Wikipedia “scrittore, opinionista, giornalista e attore italiano”
dicevo: il sig. Mughini ha pubblicato di recente un articolo in cui esprime tutta la sua disapprovazione nei confronti di manifestazioni quali la Maratona di Roma (non sperate che vi metta il link al suo articolo, ve lo cercate da soli se proprio ci tenete….).

Insomma pare che sia rimasto bloccato dal traffico mentre “era uscito non per andare a mignotte per guadagnare qualche euro di che pagare le bollette,” e così ha guadagnato il diritto di spalare un po’ di melma verso la “farsa di far trotterellare in pantaloncini corti e cappellino qualche giovanotto e qualche italiano stagionato che non vuole arrendersi”.

Ecco, non so a voi ma a me si è materializzata l’immagine di certi poveri primati che, reclusi dietro sbarre dalla stupidità della razza umana, esprimono il loro dissenso tirando i propri escrementi a chi passa. Beh, almeno loro un motivo per essere incazzati ce l’hanno… Certe bestie di esseri umani invece spargono letame non per incazzatura ma per cercare disperatamente di attrarre attenzioni su di loro.

Poi ammettiamolo, una manifestazione sportiva rompe i coglioni (sto sempre citando il sig. Mughini) a chi è di passaggio…
Ma diciamo anche che le manifestazioni sportive sono annunciate alla popolazione con largo anticipo, con tanto di avvisi stradali e annunci sui media… Quindi se rimani bloccato dal traffico la colpa forse non è di chi corre ma di chi non si è informato?

Poi sempre il sig. Mughini se la prende con l’organizzazione, che taccia di voler scimmiottare la maratona di new York, e con un sacco di altra gente… tutto un branco di stronzi collusi che gli ha impedito di andare a mig.. pardon, di andare a pagare le bollette…

Allora, ho già espresso il mio parere riguardo a chi critica i praticanti di sport di endurance (Voi non potete capire), e quindi non ritornerò sugli stessi argomenti; vorrei invece parlare del problema che c’è alla base:

perché se oggi abbiamo un “giornalista, opinionista” che spara contro i maratoneti, domani sarà un ragioniere che se la prende con i ciclisti, o un dentista che ce l’ha in uggia con quegli stronzi che giocano a briscola, una massaia che odia quegli 2f67c2044629063fe0c5c8d022a9171dsfigati che fanno lavori stradali impedendole di essere alle zerosettezerozero davanti alla porta del suo fornaio preferito (neanche ci fossero Diego Abatantuono a distribuire sfilatini o Andrea Roncato a dispensare colpi di spatola) e avanti così in una spirale di tizio non sopporta caio…

Perché il problema non è il disagio (innegabile) che un evento provoca ma l’incapacità innata dell’italiota medio di accettare e comprendere l’altrui diritto a esistere e perseguire i propri interessi…

Oggi corriamo lungo una strada chiusa al traffico e domani ci arrabbiamo per la scolaresca che attraversa sulle strisce…

E siamo così ipocriti da nasconderci dietro scuse mascherate da motivazioni sublimi e demagogiche…

L’egoismo ci sta fottendo e non ce ne accorgiamo nemmeno… Siamo incapaci di gioire per la felicità altrui, ci nutriamo di rancore e invidia e non ce ne rendiamo nemmeno conto…

Caro sig. Mughini, non so lei ma io voglio essere felice, e per farlo sono lieto di tollerare i disagi che la altrui ricerca di svago mi provoca…. fossero anche tifosi juventini come Lei che vanno a vedere una partita di pallone bloccando il traffico.

E il fatto che uno “scrittore, opinionista, giornalista e attore italiano”  non riesca a vedere il guadagno, economico, di immagine, sociale e anche politico che c’è dietro ad un evento di respiro internazionale come la bellissima Maratona di Roma mi fa desiderare di essere un Bonobo, libero di fare sesso senza frustrazioni e, se rinchiuso in gabbia, di tirare a ragione veduta i miei escrementi a chi mi guarda senza capire da dietro le sue sbarre…

Maratona di Ferrara 2015 (l’alba, il vento, gli amici…)

E arriva il giorno della quarta maratona; Ferrara di nuovo, scelta perchè quest’anno non riesco a prendermi un fine settimana per andare a Roma, scelta perchè comoda ed organizzata bene, scelta perchè lo scorso anno soffrii troppo per una contrattura negli ultimi 8 Km e volevo cancellare quel doloroso ricordo, scelta perchè tanti della squadra sarebbero stati presenti, scelta per correrla assieme ad un’amico.

foto-1

Oggi è un buon giorno per correre….

Però… – c’è sempre un però, anzi questa volta ce ne sono parecchi…. ho il desiderio di scendere sotto le quattro ore ma sapevo che non sarebbe stato oggi, ho corso troppo poco ultimamente; ho avuto problemi di feeling iniziale con le nuove scarpe, soffrendo oltremisura di dolori alle gambe durante e dopo i 30 Km della Valli e Pinete, ho così optato per l’azzardo: mungere gli ultimi Km disponibili alle Glycerin vecchie sperando che non si aprissero in gara… Insomma alla partenza non ero in forma e con più di qualche dubbio sui materiali. Ma il mattino arriva sempre troppo presto nei giorni topici e con esso una bell’alba primaverile. Ritrovo con Angelo ed Alan e via fino a Ferrara; parcheggio supertattico a 300 m dalla partenza e ritrovo con la squadra per la distribuzione dei pettorali ritirati preventivamente da Gianmarco (grassie!!), caffè e foto di rito. Preparazione, saluti e consegna delle borse, in men che non si dica ci si trova inglobati dai riti della partenza… saluti, richiami, odore di canfora (canfora?) e olii vari per massaggi, qualcuno scherza, c’è chi si aggira con l’aria spaesata di un pulcino alla fiera del paese, una fantastica amazzone ti incrocia regalandoti un superiore sguardo sdegnato… Sembriamo nel backstage della settimana della moda: pantaloni lunghi o corti? li mettete i manicotti? l’antivento va quest’anno o è meglio lo spolverino? che dite mi viene ancora bene la Magnum….

IMG_4536

Spartani belli, belli in modo assurdo, pronti alla partenza

Eccoci pronti, finalmente la foto e via si sciama per la partenza. Con Angelo decidiamo di partire dal fondo, non c’è molta ressa e vogliamo impostare un ritmo tranquillo che ci permetta di arrivare in fondo senza patire troppo. Altri saluti, altri amici. il tempo è bello ma c’è un vento impetuoso che si insinua tra le antiche mura della cità strappandoci un brivido; temo per quando saremo negli spazi aperti verso le golene del Po… Partenza… è iniziata.. la mia quarta maratona… Ci assestiamo su un ritmo che ci permetterebbe di finire in quattro ore circa, tenendo comunque del margine; Angelo ha corso davvero poco ultimamente e non è in piena salute… Il piano è di andare avanti assieme poi valutare in corso di gara. Sorpassi, vialoni, vigili sorridenti (sic!) che bloccano il traffico, il gps mi ricorda lo scandire dei chilometri, abbandoniamo il centro, poi la periferia e quindi ci buttiamo in bocca al vento, che sarà nostro sgradito compagno di tutta la corsa. Come sempre, con Angelo iniziamo presto a parlare di tutto, la famiglia, il lavoro, lo sport, la squadra, lo (scarso) stato fisico in cui versiamo, le gare e i progetti per la stagione… Correre assieme allenta la tensione mentale e una mente libera allenta il peso sulle gambe… Quando corri la noia può diventare un’antipatica compagna di letto… che ti fotte alla stragrande (forse ‘stragrande’ è una parola un po’ forte…scusatemi n.d.a.) quindi ogni possibilità di evasione è un po’ di autonomia in più, un po’ di stanchezza in meno e tanti passi macinati. Il mondo è piccolo quanto un fottuto minuscolo fazzoletto (ecco, l’ho rifatto ‘fazzoletto’…. sono più sboccato di Sgarbi a volte… tanto per rimanere a Ferrara) e spesso la vita ti regala coincidenze inaspettate… Infatti correva il decimo chilometro quando sento una voce “Ciao, sono anch’io in squadra con voi sapete?” ci si affianca un corridore, con la maglia gialla del gruppo podistico di Minerbio, da poco iscritto con noi per il triathlon; qualche battuta e CARRAMBA!!!!! dopo venticique anni non vado ad incontrare un amico di infanzia? Massimiliano, oggi in corsa per la mezza maratona… un po’ di ricordi e giusto il tempo di tramutare lo stupore in gioia, che spettacolo!! Al diciasettesimo Km il bivio per la mezza, ora siamo in meno e ci avviamo decisi verso il temuto argine del Po, vento vento vento e ancora vento se possibile… Continuano le chiacchere, io mi sento bene le gambe girano e la testa rimane sul pezzo. Ad ogni ristoro rallentiamo per bere e mangiare qualcosa (banane per me, arance per Angelo); nella seconda metà del percorso rallentiamo leggermente il ritmo per pagare pegno ai 5 Km sul famigeratao argine; quando si corre per tanti Km il fondo stradale si fa sentire e il sentiero di terra battuta e brecciolino non ci riempie certo di gioa… Affianchiamo, veniamo passati e passiamo altri runner, spesso si scambia una battuta o un saluto, Passa l’argine e con esso il trentesimo Km, Angelo accusa un pelo di stanchezza ma procediamo. Piano piano un po’ di stanchezza sale, ma il progressivo calare della strada rimanente è un gran bel viatico…

IMG_4534

“la vera forza di uno spartano è il guerriero al suo fianco”

Si rientra in Ferrara, di nuovo sulla ghiaia di un sentiero in un parco poi di una pista ai piedi delle mura; improvvisamente Angelo, dopo una sosta a un ristoro, viene bloccato da fitte a un ginocchio; cerco di minimizzare ma vedo che soffre… rallentiamo, prova a fare qualche allungamento e piano piano il dolore passa; possiamo ripartire. 38 -39- 40 entriamo dentro le mura, ormai è fatta; l’ultimo chilometro sembra un pelo più lungo ma intanto Ferrara ci accoglie ed avvolge, ultimo rettilineo; ormai è fatta… guardo con l’occhio di un amante bramoso le seducenti forme del cartello che indica lo scoccare del quarantaduesimo Km, svoltiamo, gente che applaude, l’arco dell’arrivo, il tappeto rosso finale, passiamo il traguardo assieme, quattro gambe che saltano e quattro braccia che cercano il cielo… è fatta! unnamed Telo, medaglia, sorrisi… quella che temevo una gara dura è passata meglio del previsto, non ero solo e questo paga… mi viene in mente una citazione dal film 300 che mi pare calzi a pennello “la vera forza di uno spartano è il guerriero al suo fianco“. Ora, so bene che il nostro è solo un gioco di piumati elmi dorati, ma… lasciateci giocare 😉 Doccia, pasta party e rientro… mi sembrano solo pochi istanti fa che mi stavo preparando a partire e tutto è già finito… la solita -forse un poco masochista- nostalgia post gara mi viene a fare visita… ma poi passa in fretta, le endorfine salgono e non smetto più di sorridere. Non credo di poter chiedere altro a questo paio di scarpe…

IMG_4535

PG MEDAGLIA!!!!!

Inutile… se non puoi capire non posso farci nulla… (la fatica e la ricerca della felicità)

https://www.youtube.com/watch?v=j6O0BiILC-0

Riassumo il contenuto del filmato, Ironman Barcellona 2014, un concorrente crolla a pochi metri dalla linea di arrivo, barcolla, si aggrappa alle transenne, cade…
Arrivano egli addetti ad aiutarlo, pare che rifiuti e quindi, a gattoni passa il traguardo, gli ultimi istanti lo ritraggono mentre alza le braccia al cielo.

Già vi vedo inarcare i vostri sopraccigli grassocci, alzare i vostri ‘diti’ da inquisitori e, con voce rotta dal livore e dallo sdegno esclamare “Questo non è sport, non ci si può ridurre così, questo è troppo, bisogna fermarvi….”.

Bene. prendete i vosti sopraccigli, i vostri ‘diti’ e il vostro sdegno e andate a farvi fottere…. io non posso fare nulla per voi.

Voi, eroici sprofondatori di divani, esperti nello scatto alla porta del freezer, sportivi della partita a tennis col capo o della corsetta con la tuta griffata. Voi, ciclisti della bici da tour de france che non vi fermate quando uno buca, voi motociclisti della Raticosa alla domenica solo quando fa caldo…
Pigri trasportatori di cervelli avvizziti…. se non potete capire almeno abbiate la decenza di tacere.

Perché chi fa sport di endurance, chi decide di dedicare ore ed ore alla propria passione, di rubare tempo al sonno, alle cene, di sacrificarsi per se stesso è e sarà sempre avanti a voi.

Non siamo fighi o migliori perché nuotiamo, corriamo, pedaliamo per più di dieci ore, lo siamo perché cerchiamo dentro noi stessi le nostre debolezze, perché ci sfidiamo di continuo e di continuo proviamo a migliorarci.

Non siamo nemmeno masochisti, non ci piace soffrire, cerchiamo semplicemente di stare meglio.

Non ci capite? bof, lo aggiungerò alla lista di cose di cui non me ne frega un cazzo….

E sapete il buffo? credo che nella vita conti solo quello che ti appaga e ti rende felice, sia partecipare ad un Ironman, collezionare francobolli o mettersi le dita nel naso guardando la domenica sportiva…

Chiudo, citando Guccini:

“per la mia rabbia enorme mi servono giganti”
“tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali”

Lasciateci dunque i nostri giganti e tenetevi i vostri commenti non richiesti e le vostre piccole invidie.

Noi abbiamo dei mulini a vento da sconfiggere.

Don Chisciotte 1

Una e bina (finalmente a casa)

Dormo, dormiamo, dormo…

Non so mai se parlare di me/noi al singolare o al plurale, siamo due, identiche e speculari senza bisogno di un vetro alluminato, identiche e accoppiate senza pero’ essere unite se non a condividere il medesimo giaciglio/rifugio.
Usero’ il singolare poi si vedra’… Noi sappiamo chi siamo.

Dormo, ormai da un mese, buio caldo, a volte scossoni ci turbano, una volta abbiamo intravisto uno spiraglio e una voce “ah no, e’ il numero sbagliato”..

Sbagliato? Siamo in due, posto per una terza non c’e’ e da sola (solitudine, vuoto sgomento) lo spazio sarebbe troppo…

Dormo, di nuovo la voce… “11… 12…. 12,5 eccole!”
Un terremoto ci scuote, no e’ un maremoto, marosi grandi come palazzi (cosa sara’ poi un palazzo?) ci provocano, nell’alternanza di creste e valli, vertigini angosciose.

Luce, troppa luce, dolore…. Lo shock e’ tale da sfumare il cessare delle onde.

Ombre di titani ci sovrastano vengo separate, veniamo separata…

Luce, mi trovo su un pavimento affianco all’altra me… No e’ diversa seppur simile, non speculare, altri colori, una parodia di quello di me che gia’ mi manca.
I titani parlano, maratona, passo, ironman, dislivello, parole sconosciute eppur familiari si alternano in un vortice …

Presa strapazzata
-bello il colore, flash ma davvero bello-

E di nuovo, mentre sono torta (sono non siamo dove è, sove siamooo) rigirata soppesata…

-è piu’ leggera, la suola è stata allargata-
-si ma la protezione è stata mantenuta-
-la provo-

Provare? Cosa vuole dire provare io sono perfetta, no lo sarei… Riuniteci!!! Urlo inascoltata…

Di nuovo sul pavimento, mi fanno qualcosa che non capisco poi di improvviso mi trovo oppressa, riempita da qualcosa di enorme (e nemmeno troppo profumato) mi sento come… Si ecco “calzata”….
Peso schiacciamento movimento…

Su, sollievo
Avanti
Giu’ peso schiacciamento

E il ciclo ricomincia, prima lento poi veloce e stranamente non avverto la nausea della tempesta di prima, questo pendolare ritmico e’ quasi ipnotico, mi rilasso, il peso non mi da piu’ fastidio… Non so perche’ ma sento che sia la cosa giusta, mi sento come appagata…

Se solo non fossimo sola, se solo non fossi sole…

– mi piace le prendo –

“Le prendo”? Noi? Io? Di nuovo una e insieme?

Nella scatola di nuovo una di nuovo insieme.

I titani parlano, parlano di noi di come siamo di come siamo fatte… Come osano, stupidi bestioni… Noi siamo… Io sono…. Perfetta!

Movimento, pendolo, urto… Fa freddo… Passano ore il freddo aumenta e pure il buio.

Mi sveglio, di nuovo la luce, di nuovo fuori dalla scatola ma sono.. Insieme…

Il titano ci guarda, ha occhi nocciola e voce mite…IMG_4306

Ci racconta di se, ci parla di una vita e di un sogno, di una gara talmente dura da risultare folle, talmente lunga da non potersi concepire nell’intero…

Ci dice tante cose e ci chiede aiuto, dovremo accompagnarlo per un lungo periodo e attraverso tanti passi e tante gare fino a un posto, remoto nel tempo e nello spazio, che chiama “la finish line dell’Ironman Barcellona 2015”.

Per qualche momento sono stata sola, ora non siamo piu’ solo noi, c’e’ anche lui e tante cose da fare assieme…

E’ finito il sonno, e’ finito il buio, sono a casa, siamo a casa…

Ps: voialtri titani ci chiamate Brooks Glycerin 12. Noi siamo bellissime… Sappiatelo!

 

IMG_4302