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Ecco un altro blog sul triathlon;
e vi immagino,  starete già roteando gli occhi di 360 gradi, emettendo schiuma vermiglia e cercando di fare lo sgambetto a vostra suocera che passa in prossimità con una teglia fumante di melanzane alla parmigiana (che peraltro prepara malissimo)….
Ma vediamo cosa troverete e cosa non troverete qua dentro;
Non troverete: tabelle, schemi sul lattato e sulla capacità polmonare, dissertazioni su Vmax o sul tanto acclamato ciclo turcico dell’adosinato.
Troverete: racconti di gioie e frustazioni di allenamenti e di qualche gara; le quotidiane battaglie con l’alimentazione (vince sempre la nutella); la difficoltà dell’incastrare la vita con lo sport; storie di amicizia; un po’ di sana autoironia e, spero, tanta passione.

Ma, chi cosa sono io?

Ho iniziato a correre a 42 anni, dopo una vita passata assaggiando palestre e piscine per poi sputarle schifato dal sapore stantio della frustazione.
Con la corsa però cambiò qualcosa; iniziata per scaricare la rabbia di una relazione finita -c’è spesso una donna di mezzo- e divenuta presto una inattesa passione che mi portò dopo cinque mesi a correre la mia prima mezza maratona e un anno dopo la maratona di Firenze.

A 44 anni fu la volta del triathlon,  mi iscrissi ad uno sprint avendo nuotato solo per due volte la distanza prevista per il nuoto e raggiunsi entrambi gli obiettivi che mi ero posto: non arrivai ultimo (certo ero giù basso in classifica…) e mi divertii come Rocco Siffredi alla sagra della patata selenella!

Alla ricerca di una squadra di triathlon, uno dei pochissimi che mi rispose immediatamente fu Federico Ironfrankie Franchini che, allora allenatore della squadra di triathlon della Polisportiva Porta Saragozza, seppur in giro per il mondo per partecipare ad un ironman, mi diede subito delle informazioni e la promessa di incontrarci al suo rientro.

Fu l’inizio della fine…. io che avevo programmato di gareggiare in un paio di sprint e, magari, in un olimpico, tre mesi dopo partecipai al primo 70.3 (Volano) e poi al challenge di Rimini  (e, di fatto, mancai la partecipazione ad un ironman solo per problemi lavorativi).

Ora Federico non è più il mio allenatore, è un mio amico (e so da fonti certe che ogni volta che ci pensa lo trovano a piangere in posizione fetale in fondo ad un armadio) ed il  presidente di una nostra squadra di triathlon, gli Spartans (http://www.teamspartans.org/), ma questa è un’altra storia!!

Benvenuti!!

 

 

 

 

 

 

 

 

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