Diario di allenamento (road to Ironman Barcellona 2015)

La strada per Ironman Barcellona 2015 continua….

Spostare la linea - Triathlon per Jedi metropolitani

Eccolo, dopo mesi di allenamenti seguendo il rigido schema “ad mentula canis” ho iniziato (ed era ora) a seguire un piano di allenamento strutturato, basandomi sulle tabelle  “ironman 2015” preparate da Matteo per il team e sfruttando l’aiuto e l’esperienza di Jacopo nella scelta degli allenamenti.

Sara’ dura…. impegni di lavoro in aumento costante e tempo che sembra sempre calare…. ma se essere triathleti fosse facile allora lo sarebbero tutti no? 😉

Quindi qua, semplicemente, terrò traccia del lavoro fatto.

03/08/2015 h 20.00 Nuoto : un po’ stanchino dopo il combinato di ieri ho portato avanti con calma olimpica il programma della serata per poi fare una corsetta di scarico da 3,5 Km

02/08/2015 h 06.00 Combinato 140 Km bici14 corsa : doveva essere 100/120 + 14 poi l’occasione di inanellare i passi della Futa e della Raticosa mi ha tentato. Bici in compagnia DI Barbara, ROberto e…

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La corsa e lo scarico dello stress (le endorfine quando non le aspetti)

Arrivi a casa dal lavoro alle 20,20, ti senti un po’ cattivo, sudato e stanco (cit. Gunny), hai in previsione un progressivo da 10 Km,

ti vesti, esci e mentre guardi le colline, i campi e il sole che lento cala capisci che ti serve altro…

Stringi la cintura portaborraccia che non userai, infili meglio nella tasca del body il gel che non aprirai, chiudi bene nella taschina il cellulare spento e guardando le colline cominci a corrergli incontro in cerca di un abbraccio.

E il progressivo diviene un collinare da 13 Km sul tuo percorso preferito… e fai partire il gps sapendo che non lo guarderai, e te ne freghi del riscaldamento, della progressione e della tenuta del ritmo e inizi a spingere…

Dopo il primo chilometro si sale, leggermente poi a strappi, ti senti leggero e non rallenti.

Inizia la salita, non rallenti, fa caldo, incroci passeggiatori e runner che saluti (aumentando ogni volta il passo.. perchè facciamo tutti così!) e continui.

Prima di Varignana la strada si impenna, la prima volta che provai in bici dovetti fermarmi, ma tengo il ritmo… stasera c’è qualcosa di strano nell’aria calda che ancora non cede alle brezze serali.

Sudi e spingi e non ti senti in affanno poi, improvviso come un sasso sul parabrezza efoto(2)d altrettanto inatteso la senti…

Si attiva una chimica strana, un distillato alchemico che converte la stanchezza e lo stress in adrenalina, che scuote dendridi e risveglia neuroni sopiti

…e intanto corri e continui…

e le tossine si disgregano stillando col sudore e il cuore pompa allegro e il cervello ringrazia dell’ora di libertà che gli concedi…

e pensi all’asma, all’odiosa sensazione di mancanza d’aria, e pensi alla manciata di pillole che ingolli ogni sera e che vi separa.. e te ne freghi,  oggi si corre!

Salite, poi discese, finalmente la brezza serale ti arpiona con un brivido…stringi le spalle instintivamente ma poi ricordi il caldo della giornata e te lo godi tutto questo benvenuto fresco e, mentre ti chiedi perchè non ti stanchi e non rallenti, il sole è tramontato e i primi uccelli notturni lanciano i loro richiami…

…tu continui a correre…

ed arriva….  potente e calda, col suo euforico abbraccio la senti… una marea di endorfine ti avvolge e stupisce e ti lascia beare stupito e smetti di farti domande tu che te ne fai sempre troppe e continui a correre.

E ridiscendi verso la Via Emilia e le sue case, e fa buio, e non ti interessa.

E svalichi un crinale tra due vallette correndo una cavedagna

di fronte a te Venere e Giove che luccicano nella sera

Ritorni sull’asfalto e ridiscendi, il cronometro ti dice cose strane ma te ne freghi, allunghi sulla ghiaia e vedi casa, tredicesimo chilometro…

è buio e decisamente fresco, sembra piovere ma è solo sudore che gronda dalla visiera mentre ti chini,

è l’ora del recupero, dell’acqua, degli allungamenti e del cronometro che ti dice che hai corso 20″/Km più veloce del solito…

..oggi era un buon giorno per correre!

Barcellona is coming…

Diario di allenamento (road to Ironman Barcellona 2015)

Eccolo, dopo mesi di allenamenti seguendo il rigido schema “ad mentula canis” ho iniziato (ed era ora) a seguire un piano di allenamento strutturato, basandomi sulle tabelle  “ironman 2015” preparate da Matteo per il team e sfruttando l’aiuto e l’esperienza di Jacopo nella scelta degli allenamenti.

Sara’ dura…. impegni di lavoro in aumento costante e tempo che sembra sempre calare…. ma se essere triathleti fosse facile allora lo sarebbero tutti no? 😉

Quindi qua, semplicemente, terrò traccia del lavoro fatto.

19/09/2015 h 13.20 Triathlon Olimpico di Peschiera del Garda: nuotobici corsa Ultima fatica, con grandi soddisfazioni; ho nuotato bene, pedalato magnificamente e corso abbastanza bene sul percorso non facile della gara.

13/09/2015 h 09.00 Mezza maratona Run Tune Up  Della serie “don’t try this  at home” dopo i 150 Km bici e 30 Km corsa de l sabato mi sono presentato (prendendomi non pochi nomi dagli altri spartani) alla partenza della mezza maratona di casa. Avevo il pettorale e volevo onorarl’, l’idea era alternare corsa e cammino riservandomi di fermarmi al primo dolore; poi ho trovato Laura e abbioamo corso assieme, ho tenuto un ritmo decoroso, sopratutto senza patire alcun dolore, grande stupore e grande soddisfazione relativa al mio stato di forma.

12/09/2015 h 07.00 Combinato (50 bici + 10 corsa)*3 : 1° frazione bici; 1° frazione corsa ; 2° frazione bici; 2° frazione corsa; 3° frazione bici; 3° frazione corsa Eccolo il super combinato!! è andata molto bene, anche grazie a SAul che mi ha accopmpagnato nelle ultime 2 frazioni. Se guardo la corsa sono passato dai 5.22’/Km ai  5.33’/Km per poi terminare l’ultimo giro ai 5.35’/Km davvero non male! 🙂

10/09/2015 19.50 : corsa 7Km (in relax)

06/09/2015 h 08.00 Test Triathlon Olimpico di Cesenatico : nuoto ero in modalità ‘motivatore’ non ho nuotoato di fatto; bici ho trovato un buon gruppo e ho tenuto una ottima media…almeno fino a quando non ho perso il portaborraccia 😦  ; corsa ho corso davvero bene.. (sono stato 40″ sopra il mio PB sulla distanza secca!!)

05/09/2015 h 07.00 Bici 50 Km doveva essere il (50+10) * 3 ma è stato interrotto da una urgenza di lavoro 😦

03/09/2015 h 2015 : nuoto in piscina (1234)

01/09/2015 h 06.00  bici 60 Km

31/08/2015 h 19.30 Corsa 8 Km

29/08/2015 h 06.00 Combinato 140 Km bici + 26 Km corsa

24/08/2015 h 20.00 Nuoto in piscina

23/08/2015 h 06.15 bici 90 Km d+ 1700

22/08/2015 h 08.30 Bici 55 Km

20/08/2015 h 19.30 Bici

19/08/2015 h 20.00 Nuoto in piscina

15/08/2015 h 07.30 : combinato bici 40 Km – corsa 5 Km

14/08/2015 h 09.00 Bici

12/08/2015 h 19.00  Corsa

10/08/2015 h 09.30 combinato Bici – Corsa (50+10) * 2   : bici 1° giroCorsa 1° GiroBici 2° GiroCorsa 2° Giro

09/08/2015 h 09.40 combinato bicicorsa

08/08/2015 h 18.00 Nuoto in mare

07/08/2015 h 0700 Bici

06/08/2015 h 06.20 Corsa

03/08/2015 h 20.00 Nuoto : un po’ stanchino dopo il combinato di ieri ho portato avanti con calma olimpica il programma della serata per poi fare una corsetta di scarico da 3,5 Km

02/08/2015 h 06.00 Combinato 140 Km bici14 corsa : doveva essere 100/120 + 14 poi l’occasione di inanellare i passi della Futa e della Raticosa mi ha tentato. Bici in compagnia DI Barbara, ROberto e SAul che mi hanno fatto tenere una buona media (25.3 Km/h) nonostante il dislivello non indifferente (1930 m D+); poi corsa in solitario con qualche pausa ai ristori (cespugli di more supersucculente). Molto soddisfatto

01/08/2015 h 13.00 nuoto in mare 2000 m sono riuscito ad incastare un 2000 m in mare in una giornata di S&C in spiaggia (svacco & cazzeggio); corrente e onde lunghe mi hanno ‘aiutato’ a fare esercizi di tenuta di rotta e respirazione dalla parte a me meno usuale. Molto buono :-

30/07/2015 h 19.45 Bici 45 Km pianuraarrivato a caa tardi dal lavoro, monto i led dulla bici e parto… imbocco gli stradelli Guelfi controvento e ne escono 90′ sulle appendici a un ritmo che solo pochi mesi fa mi sarebbe stato impossibile. Molto soddisfatto

28/07/2015 h 2000 Nuoto in piscina 50 m – Allenamento in piscina con coach Thomas

26/07/2015 h 0700 Combinato 100 Km Bici e 10 Km corsa RAticosa in bici con Angelo e Massimo e corsa con Massimo; molto bene e sopratutto zero noia e meno fatica per l’allenamento in compagnia!

25/07/2015 h 10.30 64 Km bici in pianura: Giro nella pianura più piatta che mente umana possa concepire. Tanto lavoro sulle appendici e una domanda “ma perchè su una strada a due corsie vuota un automobilista ti deve strombazzare (mentre giri a 20 cm dal fosso) per poi sfirarti con lo specchietto”? attendiamo trepidi che qualcuno risponda e che la tecnica dei trapianti di cervello possa aiutare questi sfortunati individui…

23/07/2015 h 20.00 18 Km corsa Lungo lento: con Massimo, ritmo tranquillo ma niente noia e poca fatica

21/07/2015 h 06.10 10 Km corsa:  corsa mattutina, buon ritmo senza forzare

20/07/2015 h  20.00 60′ nuoto in piscina 50 m (e mi sono scordato di stoppare il Tom Tom )

19/07/2015 h 09.00 Tentativo 2* (50 Bici + 10 Corsa) (prima bici; prima corsa; seconda bici)  Tentativo perchè a metà del secondo giro in bici mi sono esplose camera d’aria e copertone (nuovo) 😦 Temperatura molto elevata ma, bevento molto ho percepito un disagio tolelrabile. – Morale, solo materiali di qualità, ora monto copertoncini Continental 4000 🙂

18/07/2015 h 18.05 Nuoto in mare: più che nuoto cazzeggio 🙂

16/07/2015 h 06.30 Bici 33 Km Pianura, ritmo allegro e lavoro sulle appendici. A parte gli automobilisti che sembrano a caccia di ciclisti, buon allenamento

13/07/2015 h 20.30 Corsa 13 Km : scambio un progressivo 10 Km pe run collinare 13 Km e lo corro a 20″/Km meno del solito…. oggi era un buon giorno per correre!!

12/07/2015 h 05.45 Bici (traccia 1; traccia 2; traccia 3): 142 Km 1650 D+ Raticosa via Quinzano – Loiano con Monte delle formiche per scaldare le gambe con Angelo che prima ha avuto problemi di bioritmi (aka si è addormentato) poi ha dovuto mollare la Bianchi da corsa per la Kemo crono a causa di problemi al cambio (regolazione fai da te? ahi ahi ahi ahi!!). Bel giro e senza troppa fatica

11/07/15: h 16.15 Corsa (traccia 1; traccia 2): dopo tre giorni assorbiti dal lavoro e (ammetto) un evento sociale ritorno ad allenarmi; corsa al Parco dei cedri con Angelo e suo cognato. Caldo intenso ma sopportabile, primi 5 Km obbligati a ritmo blando causa l’ospite, poi ho aumentato un po’. Traccia divisa in due perchè ho stoppato per errore durante una sosta acqua….

08/07/15: H2000 Nuoto (2010 in realtà, stavo lavorando!!): esercizi vari, si è nuotato coi piedi legati, con i “mutandoni” (qs l’ho schivata…); impugnando simulacri di spugna… giuro che a un certo punto, mentre tentavo di fendere la quasi melmosa acqua della piscina, ho sentito qualcuno chiamarmi mr. Grey…. 🙂 Ad ogni modo direi che lo styop da farmaci per l’asma è finito… non respiro quasi più liberamente e non va benissimo O__o

06/07/2015: h 2000 Nuoto: doppia piramide 50/100/150/200 . L’acqua sembra sudore tiepido, spessa, scivolosa e calda.Il respiro rantola in uscita e stenta a rientrare… ma nuotiamo Per la prima volta sono stato contento di andare a nuotare e alla fine sono riuscito a completare l’esercizio senza troppi problemi. 🙂

05/07/2015: h 0800 combinato bicii / corsa : prima il cedimento di un copertoncino nuovo, poi una foratura mi hanno fatto capire che il fato aveva altri progetti per questa calda domenica: gramigna della Mamma come se non ci fosse un domani e via andare!! cedimento copertoncinoforatura

04/07/2015: h 1900 nuoto in mare: in spiaggia ho nuotato un’ora sulla linea delle boe dei 500 m facendo esercizi di tenuta di rotta e godendomela un sacco. Alla fine avrò fatto un 2500/3000 . Perchè poi in piscina mi impanichi e da solo al largo, senza muta stia bene è un bel mistero….

03/07/2015: 0re 0600: bici SFR… non pervenuta, andare a letto alle tre non aiuta 😦

02/07/2015 h 0620: corsa 13 Km di cui 10 in progressione: a parte che ho fatto casino col gps e non riuscivo a capire bene a quanto stessi correndo per gestire le variazioni di ritmo, è andata molto bene… partito a ritmo maratona, ho finito a ritmo mezza veloce.

01/07/2015 h 2000: nuoto 1500 m: a parte che l’ipossia proprio non la reggo è andata molto bene (dopo che vi hanno una volta ricoverati in codice rosso con le dita blu, e la saturazione periferica di ossigeno a 84% , diventate abbastanza ‘sensibili’ alla carenza di ossigeno. In soldoni, se mi manca aria vado nel panico…. la cosa buffa è che in gara, mentre mi pesto con gi altri nella tonnara non ci faccio caso….)

29/06/2015 h 2000: nuoto 2150 m : piscina all’aperto 50 m, nonostante non ami nuotare i 50 m all’aperto e gli esercizi specifici per il triathlon capitanati da Ironfrankie mi hanno fatto scordare la mia idroantipatia. Quando poi imparerò a capire come variare i ritmi sarà un successo 🙂

27/06/2015 h 1000: bici 60 Km: CDA Spartans sui pedali bel giro con salita al monte Chioda. In salita sono stato bene nonostante la soffra ultimamente.

25/06/2015 h 2000: corsa 9.5 Km – non era previsto ma mi sono trovato con due amici da Road Runner e abbiamo corso assieme, all’inizio ero stanco poi ci ho preso gusto e stavo davvero bene 🙂

25/06/2015 h 0630: bici: 70′ 50′ aerobici + 10′ faticosi + 10′ “sprint” tutti sulle appendici: è andata bene a parte gli ultimi 10′ falsati dal traffico…. Dovranno diventare le mie amanti le appendici visto che ci dovrò stare sopra 180 Km!!

24/06/2015 h 20 00 Nuoto : riscaldamento 2*300 + 2*200 +2*100 : ho sbagliato a leggere la tabella (erano 400), sono entrato in acqua tardi e ho dovuto accorciare, ho scordato il tom tom a casa, per fortuna il costume lo avevo…. Alla fine ritmo indegno (circa 8’/300 m) non riesco ad accellerare senza andare in affanno…. c’è da fare!

Ironman 70.3 italy 2015 Pescara (il giorno degli dei)

Il sospetto che aleggiasse qualcosa di strano nell’aria l’ho avuto sabato sera, alla cena pre gara con la squadra presso la IMG_5083Taverna di Poseidone (slurp!), quando notai una effige del dio del mare che mostrava una somiglianza inquietante con Federico Ironfrankie… Ma come sempre per i presagi, sul momento non ci dai mai peso…

Ma andiamo per ordine: sabato sveglia alle sette e partenza verso le undici, materiale preparato all’ultimo, gambe non depilate, manutenzione alla  bici prossima allo zero, sonno e stanchezza a farmi compagnia e ricordarmi l’intenso periodo lavorativo…

Mi salva la “lista triathlon” che utilizzo da due anni e mezzo aggiornandola ogni volta e che contiene tutto quello che mi serve in gara (con la testa che ho scorderei a casa la bicicletta… e poi vedrete se non ho ragione!!).

Giornata calda, l’autostrada è mediamente scorrevole e i 300 Km fino a Pescara scorrono lisci e noiosi.

Entrato in città percepisco un’aria diversa, cartelloni che pubblicizano l’evento, parcheggi saturi all’inverosimile, triathleti in allenamento sul lungomare e a zonzo per le strade.

Parcheggio, albergo e registrazione, nel momento in cui mi allacciano il braccialetto dell’evento improvvisamente mi risveglio e mi sale l’agitazione. E’ la mia prima gara del circuito Ironman, e le cose sono un po’ diverse dal solitoIMG_5067 , non si potrà mettere tutto il materiale vicino alla bici ma andrà diviso in sacche da riporre in apposite rastrelliere, mi vengono consegnati adesivi a profusione, con il numero di gara e così mi piazzo in un giardinetto ad allestire il tutto.

Riempio, svuto, controllo, riordino, svuoto e ricomincio…

Alla fine trovo quello che mi sembra un accettabile equilibrio ed accedo alla zona cambio, trovo la mia posizione e sistemo bici e casco; quindi le rastrelliere e piazzo la sacca bici e la sacca corsa…

Termino il tutto, vado a recuperare il pacco gara col mitico zainetto dell’evento e, ahimè vengo risucchiato dallo shop… tanta roba bellissimissima tutta da comprare… Poi la scaramanzia prevale ed esco con un paio di magliette ed una visiera…

Passo in albergo per una doccia prima della cena, appoggio lo zaino sul tavolo e mi perdo ad osservare il disegno della suola della Glycerin che si intravede… Belle scarpe domani andranno bene…. DOMANI? SCARPE? LESACCHEEEEE….

orrore sgomento e raccapriccio… apro lo zaino e trovo…. una scarpa O__O

IDIOTA FOTONICO!!! sono riuscito a mettere nella sacca run una scarpa sola!!! e adesso?

Un giro di telefonate e voci contraddittorie e contrastanti si alternano “le sacche non si possono più toccare”, “anzi si”,”no sono state immerse nella carbonite fino allo start”… le solite italiche voci contrastanti….

Arriva l’ora della cena, l’incontro con spartani e famiglie è sempre un’amozione, la preoccupazione poi non mi toglie l’appetito (ma mi toglierà il sonno) e la serata scorre lieta e veloce.

Albergo, doccia, sonno… sveglio e uno, sveglio e due… sogno di non aver puntato la sveglia, di dover andare al lavoro, di essere all’esame di quinta elementare… e l’alba mi trova piu’ stanco di come mi lascio’ il tramonto 😦

La partenza sarà dalle 12.10 e quindi possiamo fare le cose con calma, colazione e zona cambio; fortunatamente l’accesso alle sacche e’ libero e sistemo la scarpa al suo posto!!

Gonfiata alla bici, e ritrovo alla tenda Spartans pe ri preparativi della partenza; chiacchere, foto, ultimi preparativi e il tempo scorre veloce… ecco che i primi devono avvicinarsi alla battigia, tra poco si entra in scena!

11535314_10205920586366606_469157986_o(1)Ironman 70. 3 Italy – nuoto (Poseidone)

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La vestizione (foto di Simona Felicori)

Arriva presto l’ora della mia batteria di partenza, sarò assieme ad Alessandro, ci avviciniamo alla spiaggia dove trovo Simona, Fabrizio e Violante che sono venuti a salutarmi e sostenermi.

Ci chiudiamo le mute a 10′ dallo start e subito inizio a sudare , ci saranno 35° e tra la compressione e la mancata traspirazione del neoprene mi sento presto come un pollo a bagnomaria…

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Noi si va a fare un bagnetto (foto di Simona Felicori)

Come sempre il nuoto mi preoccupa un poco, negli ultimi sei mesi ho nuotato solo tre o quattro volte, causa lavoro, infortuni e tante scuse. Nemmeno il tempo di fare salire l’ansia e partiamo; i primi metri si cammina poi tuffo e l’acqua fresca ti avvolge, abbraccaindoti con spuma e frescura… Poseidone, probabilmente appagato dalla somigliana con Ironfrankie è appagato oggi e ci regala poche onde e zero corrente, Siamo in tanti a partire e tutti a puntare la prima boa, ci spingiamo e sbuffiamo per cercare acqua libera trovando solo muscoli e neoprene, ma passa ababstanza in fretta e trovo spazio e un buon ritmo di nuoto. La spalla destra mi fa male, a volte capita…. la zittisco, non è un mio problema il suo male, io devo nuotare e basta, ormai non sono più uomo: sono mutato in salmone e devo risalire la mia corrente. Le boe sono ben intervallate e non è faticoso tenere la rotta, attorno altri salmoni aiutano il branco a stare compatto ed avanzare: dopo circa cinquecento metri inizio a stare bene, non forzo il ritmo e alterno bracciate. Ad un tratto visualizzo tutta la gara, i 1900 m di nuoto, i 90 Km di bici e i 21 di corsa finale…. un capogiro mi coglie, il mio cervello rifiuta l’insieme è tanto… è troppo! Mi riprendo subito e riduco l’obiettivo a distanze più umane, la prossima boa… da li sarà un continuo susseguirsi di obiettivi brevi, la boa, la spiaggia, il prossimo ristoro e via dicendo fino al traguardo. Il triathlon sembra sempre di più l’allegoria di un’esistenza, devi concentrarti su obiettivi a breve termine mantenendo la rotta fino in fondo.

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Partiti! (foto di Simona Felicori)

Attorno ai 1500 metri veniamo raggiunti dai primi della batteria successiva, più giovani, più forti, più veloci. Cuffie verdi e riflessi argentati me li fanno riconoscere, questi non sono salmoni, sono barracuda aggressivi. Come ogni predatore non chiedono acqua,  se la prendono e passano veloci. Ne arriva uno, forte, veloce, grosso e stupido come un cagnolino da cruscotto; ho spazio attorno ma vuole il mio posto e mi viene addosso, rilasso i muscoli per lasciarlo passare ma niente, continua a spingere e strattonare, gli deve essere andato di traverso del testosterone e capisce meno della metà del niente a cui è abituato. Mi fa bere, e questo non va bene, alla spinta successiva alzo e irrigidisco il gomito al momento giusto… un grugnito e la scomparsa della sua bovina pressione sono il mio premio. Questo barracuda non mangerà salmone oggi! Mai confondere un pesce mite con un pesce inerme! spero solo non mi siano rimasti i segni dei suoi denti sulla muta…

Ultima boa, tocco fondo e mi alzo, raggiungo la sabbia e corro verso la zona cambio per i lunghissimi trecento metri; attorno è il delirio: ali di persone a urlare ed incitare… è bellissimo!!

Ironman 70. 3 Italy – bicicletta (Eolo e Vulcano).

Si recupere la bici e via verso le colline pescaresi, ci attendono 90 Km e tre salite,sulla carta niete di inaffrontabile  se non il caldo torrido dopo la frescura del mare è opprimente e maleaugurante. Si lascia presto il centro per  imboccare un asse attrezzato che per una decina di Km ci porterà dritti verso l’interno… e verso l’ira di Eolo che tanto per mantenere viva la sua fama di burlone ci accoglie con vento forte e teso da ovest; due terzi di gara controvento….. che non è male, è peggio!! Una volta saliti sulle colline verso Pianella o Ceppagatti poi veniamo premiati da raffiche tese e rabbiose. Le vedo giungere di lungi sui campi di grano, arrivare in schiere ad ondate che  mi portano alla mente la Guerra di Piero e la carica della brigata leggera a Balaclava.

A volte di fronte, raramente alle spalle e spesso di lato, spostandomi anche di un metro e facendomi lottare per rimanere dritto. Penso a quanto si divertiranno quelli con le ruote lenticolari…. Oggi a Eolo gli devono girare mica da ridere…

I paesini si alternano e assieme a lora tante immagini da ricordare, i bambini che chiedono il cinque,le tante persone che dal giardino di casa ti passano acqua fresca, la nonnina a Ceppagatti con in mano una borraccia da bici che ride sdentata e felice, il vecchio seduto con suo bastone nodoso che a un mio saluto risponde con un cenno solenne, ricordandomi il pescatore di Fabrizio De Andrè.

Vulcano, fabbro degli Dei è irato anche lui per qualche divino capriccio e punisce l’incolpevole Matteo (e tanti altri atleti sconosciuti) spezzandogli di netto il deragliatore della sua bici, gara finita… E mentre mi lascio Matteo alle spalle penso alla rabbia di una giornata buttata per un difetto meccanico, penso alla preparazione, ai costi e all’impotenza di fronte ad guasto che ti impedisce di buttare sulle ruote tutta l’energia accumulata. Spietato certo, ma anche questo è triathlon, anche questa è vita.

Sperando, invano,  di avere esaurito gli dei irati del giorno affronto l’ultima parte del percorso, riesco a stare molto sulle appendici e non soffro particolarmente i 20 Km di piattone finale fino al centro di Pescara.

Ironman 70. 3 Italy – corsa (Mercurio ed Esculapio).

Esci dalla zona cambio e inizi a correre, e ti scontri con un muro di caldo ed afa; 35°C e 21 Km di asfalto da domare…. non sarà uno scherzo.

E qua Mercurio la fa da padrone, per la velocità che lo contraddistingue, che tutti bramiamo in questo infernale pomeriggio di tarda primavera e per la temperatura del pianeta che porta il suo nome.

Ventuno Km e quattro giri di un percorso intelligente che alterna un lungo tratto sul lungomare ad altri tra i palazzi che diventano canyon ombrosi dove si infilano provvidenziali sbuffi di vento.

Mi sento bene e decido di badare ad arrivare in fondo, corro, cammino ai ristori bevendo anche se non ho sete e mangiando pezzi di banana…acqua, sali, coca Red Bull oggi non mi nego nulla….

Quattro giri ed ogni giro un diverso braccialetto colorato di promemoria, il primo Km passa inatteso, il secondo ti scioglie sulla riva dell’adriatico… così iizio un mantra personale, un countdown certo non fine ma ipnotico e rilassante che recito allo scadere di ogni chilometro: “ancora venti Km, solo 20 fottuti Km…” “ancora diciannove Km, diciannove fottuti km…” e così fino in fondo, dividendo la gara in frazioni e le frazioni in picole ripetute da alternare in seguenza. Inizio ad incontrare lungo il percorso Spartani ed amici e corro con un sorriso dentro, sto bene, è caldo ma sono vivo e felice.

Ma sono  un privilegiato, attorno a me tante persone cadono, barcollano, vomitano… il bilancio finale sarà apocalittico, tre persone in terapia intensiva e centocinquanta soccorse…. Oggi Esculapio farà gli straordinari ma, da divinità benevola qual’è ci guarderà dall’alto concedendo il recupero a tutti gli infermi della giornata.

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(foto di Federico Ironfrankie Franchini)

Il tifo in prosssimità dell’arrivo è bellissimo, i volontari sono fantastici e le emozioni vanno in altalena regalando momenti da registrare. I chilometri (fottuti chilometri)  continuano a calare, continuo e continuo , stando bene e sentendomi ingiustamente in colpa per chi non è così fortunato. In giornate come queste alimentazione ed idratazione sono basilari, sbagliarne la tattica ti fa finire a bordo pista…. devi bere anche se non hai sete e devi mangiare se non hai fame…. oggi non si puo’ rimanere senza benzina!!
Ultimo giro, ultimo ristoro, ultimo chilometro…. inizio a ridere e devo sembrare un po’ folle…. ma me ne frego,finalmente svolto verso la finish line ed entro in un tunnel di urla, musica e gente che ripete il mio nome. Vedo il traguardo con la emme rossa ed il puntino e penso ad un’altro traguardo simile che è seminascosto all’inizio dell’autunno…. sti cazzi, ora è il momento di alzare le braccia al cielo ed iniziare ad urlare.

In questa torrida giornata sono so dire se gli dei esistano…. ma se esistono sono certo che hanno sostituito da tempo l’ambrosia per barrette energetiche, hanno un numero scritto sul polpaccio ed alcuni di loro portano sulle vesti ricamato un elmo nero col cimiero dorato…

WE ARE SPARTANS!
so deeply human to seem divine

100 Km del Passatore 2015 Firenze – Faenza (uno spartano, anzi due alla 100 Km)

header231 maggio 2015, ore zerocinquantatrè piazza del popolo Faenza, arrivo della 100 Km del Passatore.
Le transenne mi separano dai corridori in arrivo e ancora una ventina di Km di asfalto mi separano dal mio amico Gianmarco, IronGMP, che oggi corona la preparazione di una stagione.IMG_4954

Cento chilometri, da piazza della Signoria Firenze a Piazza del Popolo Faenza, in mezzo l’Appennino e, sopratutto, centomila passi da percorrere sui tuoi pensieri, sulle tue gambe, galleggiando tra cuore e testa.

Gianmarco non e’ solo, Lorenzo lo assiste in bicicletta dalla partenza, Federico Ironfrankie e Carla lo hanno raggiunto sull’appennino mentre famiglia e Spartani seguono in diretta in chat gli aggiornamenti puntuali del suo stato…. Ma e’ inutile dirlo, uno Spartano non e’ mai solo, la sua forza viene anche dal guerriero al suo fianco.

Aspetto, vedo atleti arrivare e l’emozione sale, assieme al turbinio di sensazioni e pensieri si fa strada un piccolo tarlo tentatore…

Il tempo e’ passato, Gianmarco e’ in arrivo, lo attendiamo con ansia gioiosa….
Ecco la sua falcata apparire in fondo alla via, l’impunito ha il coraggio di arrivare leggero e sorridente.

Urlo filmo mi emoziono voglio abbracciarlo….

Video di Gianmarco all’arrivo

Grandissimo Gianmarco, grazie di tutte queste emozioni….

Non diventiamo uomini migliori una volta raggiunto l’obiettivo, ma durante il percorso. #spartans4passatore

WE ARE SPARTANS

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Solo al mattino apprendo che anche Alessio era sulla lunga strada del Passatore; il sorriso all’arrivo e la maglietta la dicono lunga sull’intensità della sua impresa…

Team Spartans & Tom Tom : insieme verso Ironman Barcellona 2015

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Il migliore compagno di allenamento? Il Team Spartans sceglie #TomTomCardio per #correre verso nuovi traguardi! — con Pier Giorgio Spisni, Niccolo Gozzi, Federico Ironfrankie Franchini, e Marco Lodi

Ieri siamo apparsi in un post sulla pagina facebook di Tom Tom Italia. (Tom Tom è nostro sponsor tecnico nella preparazione dell’Ironman Barcellona 2015)

Pg felice doppio: perchè continuiamo a crescere e perchè il mio brutto muso è nella foto (Dozza Wine Trail 2015).

J: Pg allenare, non gongolare….
PG: Zitto Joda o ti tolgo la tv via cavo!

18 paia di gambe non bastano (RAAP 2015 Ride Across Appennino – coast to coast Viareggio Cesenatico 09 Maggio 2015 Team Spartans)

Questa volta l’ho fatta grossa,

questa volta mi ritiro,

vedrò la fine della traversata dietro il finestrino di un’auto di supporto che non celerà il mio disappunto, il mio imbarazzo ed il mio fallimento… Questa volta ho esagerato…

Ma adoro sbagliarmi….

Tutto inizio’ una sera di febbraio a cena dietro una porzione imbarazzante della “carbonara ignorante di PG” (tutto ebbe inizio qua) , Gianmarco lanciò l’idea di un evento di team, una traversata in giornata da Viareggio a Cesenatico, 250 chilometri con festa finale in spiaggia. Vuoi l’iperlipidemia della cena, vuoi le scarse quantità di sangue che tentavano a fatica di farsi strada nel flusso alcolico, ma mi parve una idea fantastica, un qualcosa di cui andare fieri…

Maggio sembrava lontano allora, ma maggio arriva sempre quando meno te lo aspetti.

Gianmarco partì ad organizzare tutto con la stessa inarrestabile energia con cui affronta le salite più dure in bicicletta, apparentemente instancabile, leggero e quasi caparbio nella sua determinatezza e, dannatamente efficace.

Viene creato l’evento (facebook), se ne parla con il team che reagisce con il solito folle e sanissimo entusiasmo con cui gli spartans affrontano qualsiasi impresa. Rimangono epiche risposte tipo “io ci sono, devo solo comprare la bicicletta” che la dicono lunga sul nostro grado di insanità mentale…

I giorni passano,arrivano gli sponsor a supporto: “La farmacia del Dr Piazza” di Faenza, Biovita e Powerbar; l’entusiasmo cresce e in breve riempiamo tutti i posti disponibili.

In un barlume di lungimiranza partecipo alle mie tre prime grandfondo per mettere nelle gambe almeno una frazione dei chilometri che mi serviranno a maggio;

  • 29 Marzo 2015: Granfondo Città di Riccione  120 Km:un casino galattico, sottovaluto l’evento, sbaglio completamente l’alimentazione (ergo non mangio) e mi spengo come un moccolo di candela al novantesimo chilometro, solo grazie ad Angelo non salirò sul carro scopa portando a casa 110 Km e un bello smacco
  • 26 Aprile 2015: Granfondo le cime di Romagna (Faenza) 140 Km: questa volta va molto meglio, e riuscirò ad arrivare in fondo, assieme a Massimo,  complici l’organizzazione, il calore dei volontari ed i ristori pantagruelici.
  • 1 Maggio 2015:  Granfondo Dieci Colli (Bologna Unipol Arena): mediofondo 85.1 Km, partiti in griglia VIP grazie ai pettorali offerti dallo sponsor Assicoop Bologna, nonostante i timori riesco a finirla senza cadere, sputando pezzi di frattaglie sulle durissime salite e con un sorridente arrivo in parata assieme a Giacomo.

Centoquaranta chilometri nelle gambe contro i duecentocinquanta che dovrò affrontare il 9 Maggio… non ce la farò mai…

Finalmente (finalmente sto par di ciufoli… avrei voluto altri due mesi di preparazione almeno!!!) arriva il fatitidco fine settimana dell’evento, parto in auto con Federico Ironfrankie a raggiungere a Rioveggio il resto del team.

Diciotto biciclette, due macchine e un (fantastico) team di supporto di tre persone per una traversata in giornata (qua trovate le foto dell’evento).

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Il Support Crew: da sinistra Maretta, Federico Ironfrankie e Annalisa.

Arriviamo a Viareggio, nubi e vento teso ci accolgono; hotel strategico sul litorale, giusto il tempo di prendere possesso delle stanze, sistemare le biciclette e andare a vedere il Mar Tirreno.

Per noi Emiliani, abituati a coste sabbiose, ed orizzonti interrotti solo dal profilo degli alberghi è piacevole vedere un tramonto sul mare e le montagne a fare da corolla alle spalle della spiaggia.

Prima di cena è il momento di una cerimonia simbolica, il prelievo di un po’ di sabbia tirrenica che alla sera verrà ‘liberata’ sul litorale adriatico, a suggellare l’unione tra le due coste, unita da un nastro di gomma ed asfalto (il prellievo dei ‘sacri’ granelli). Poco dopo a cena sembravamo più una comitiva scolastica che un gruppo di atleti (e diversamente tali) alla vigilia di una impresa sportiva… ma questo clima sempre leggero, questo saper ridere e scherzare delle nostre debolezze e delle nostre paure ormai è parte indelebile del nostro DNA, ‘giochiamo allo sport’, prendiamo con estrema serietà gli allenamenti e le gare ma non perdiamo mai il sorriso o quella scintilla scanzonata in fondo allo sguardo che, ammettiamolo, ci rende unici.

Notte, preparazione del materiale per il giorno dopo, divisa bici (con la bellissima tenuta dell’evento), barrette, gel, crema solare… E’ ora di dormire…. e

…subito suona la sveglia. E’ “il giorno”; ci si prepara, colazione e in men che non si dica siamo in strada per la foto di rito.

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lo Spartans Dream Team (in ordine approssimativamente alfabetico): Alan, Bruno, Enrico, Fabio, Giacomo, Gian Marco, Giorgio, Lorenzo, Luca, Luigi, Marco, Matteo, Niccolò, Pier Giorgio, Riccardo, Ruggero, Saul, Ubaldo.

Iniziamo a pedalare, Viareggio Lucca, Montecatini, Pistoia, Firenze, non ho mai pedalatato in gruppo così a lungo e la nostra (quasi) ordinata fila per due è molto efficace, riusciamo a mantenere medie superiori ai 30 Km/h in pianura senza faticare troppo (e Gianmarco e Matteo che conducono quasi sempre il gruppo hanno dato una bella mano!).

Purtroppo perdiamo tempo nell’attraversare le città, tra sensi unici in disaccordo col nostro navigatore GPS (che forse è il contrario ma poi chi se ne frega), picchi di traffico, strettoie e semafori.

L’asfalto… è bello vedere che Emilia Romagna e Toscana sono unite dallo stesso nastro strappato di idrocarburi aromatici policiclici a catena lunga…. buche, fessure, crepe, tombini a volte incastonati a volte sporgenti, alto o bassorilievi ad esaltare la decadenza dell’italica pubblica amministrazione. Per fortuna chi sta davanti segnala gli ostacoli permettendoci quasi sempre di evitarli anche se, in certi momenti, iniziamo a segnalare i tratti di asfalto liscio dato che sono così rari…11209726_10205312207078539_2250357089161867665_n

Poi le scene anomale, il vecchietto contromano in rotonda, con la testa incassata tra le spalle, una ferrea determinazione nello sguardo miope da Mr Magoo mentre ascoltando allegre marcette nell’autoradio onora la Regina Elisabetta marciando imperterrito in senso orario;

poi i ragazzini che ci sfottono, qualche ciclista che ci affianca chiedendo se davvero stiamo facendo la traversata in un giorno solo, la ragazza che ci riempie di improperi con una prontezza di riflessi e linguaggio degna di una matrona da lupanare… uno spasso insomma.

Regolarmente le auto a supporto ci aspettano a bordo strada per fotografarci o fornirci supporto, quello che si pensava fosse solo un ausilio in caso di guasti diventa una presenza amichevole e costante, con Annalisa Maretta e Federico sempre pronti a passarci una barretta, fotografarci od incitarci.

Passiamo Firenze semi intossicati da traffico e smog e la pianura inizia a cedere il posto a un falsopiano a salire fino a Dicomano, San Godenzo e su per 20 lunghi chilometri di salita fino al Passo del Muraglione.

Già, il muraglione, il regno delle due ruote a motore, curve su curve che si alternano a salire senza lasciare mai respirare; una salita non impossibile in verità, se non fosse che stai pedalando da 140 Km quando l’affronti.

Ho faticato come una bestia, spingendo fin troppo presto il cambio al rapporto minore e cercando sovente di scalare ancora laddove pignoni e corone non ve n’erano più e, nel delirio affannoso viene fuori l’allegoria “La bici è come la vita, prima o poi i rapporti finiscono!”

deliri da ciclisti improbabili.

Rimango indietro, se vogliamo parliamo del fatto che peso 92 Kg x 190 cm e proprio il fisico da scalatore non ce l’ho; possiamo invocare l’intenso periodo lavorativo, la fatica della giornata e mille altre scuse del cavolo… la amara realtà è che sono una pippa fotonica in bicicletta…. 🙂

Così spingo, rallento e vedo la velocità calare, mi rendo conto che a piedi andrei più forte, fatico all’inverosimile e per la prima volta penso di non farcela. L’immagine seducente di un passaggio in cima su una delle auto mi balena davanti…basterebbe dire che non ce la faccio e sarebbe fatta; pochi minuti e sarei in cima, nessuno direbbe nulla e molti capirebbero ma non io. Non avrei il gusto del dire ce l’ho fatta, non potrei scrivere questo post, non potrei indossare con orgoglio la tenuta che commemora l’evento, non mi godrei la festa a Cesenatico e soprattutto NON CE L’AVREI FATTA.

Ovvio, eccovi di nuovo li ad alzare i vostri ‘diti’, la vita non si basa su queste cose; lo sport è un gioco, non vincerò mai nulla e le solite banalità messe in fila come pezzi di carne su uno spiedino.

Ma è il mio gioco e lasciatemelo giocare, lasciatemi stabilire le mie regole di questo nascondino e lasciatemi decidere di continuare col mantra “spingi tira” che si sussuege una pedalata dopo l’altra su per la bella salita al passo.

Qualche volta mi fermo, mangio, bevo e riparto e su a salire, in un gioco di chimere dove le pendici alberate cedono spazio al cielo e all’illusione della fine della salita per poi beffarti curva dopo curva con altre ghignanti salite…

Quando ormai mi sentivo 11218571_816286381786843_1448265267584720867_oun po’ come Sisifo, possibilmente più stanco, ecco che improvvisamente sento i pedali alleggerirsi… alzo la testa…spiana…. stupito aumento il rapporto, poi ancora e ancora; prendo velocità e dopo poco eccolo, affogato tra mille adesivi, quasi illeggibile e probabilmente insperato il cartello indicatore del passo: 907 metri!

Da qui in poi tanta discesa e mi ritornano in mente le parole di Gianmarco (Piazza): “il ciclismo è sofferenza” e ancora “la discesa te la devi guadagnare“… eccomi, ho sofferto ma non ho mollato, ho stretto i denti e sono arrivato in cima… ora ho fame!

Un panino e una coca per poi ripartire, mi soffermo a cazzeggiare e perdo la foto di gruppo davanti al mitico muraglione; mi copro e inizio a scendere… mancano ancora settanta Km ma inizio a solleticare l’idea di poter arrivare in fondo.

La discesa è fredda, ventosa, inebriante nella velocità e nell’alternarsi delle curve, laggiù da qualche parte all’orizzonte c’è la fine di questa giornata e ci sto arrivando.

Pausa in fondo alla discesa, il sellino allentato viene prontamente sistemato grazie all’aiuto di Lorenzo (che due sere prima mi ha sistemato la posizione in sella… tanta roba e tanta fatica in meno!!!).

Arriva presto Forlì e finisce fin troppo presto la discesa, non ci sono più salite ma un bel drittone controvento fino alla sabbia del mare.

Gli ultimi Km li faccio con Giorgio, assaporando la fine della giornata, smetto di mangiare barrette perchè il sorriso da squalo tigre che non mi cavo più dalla faccia mi fa mangiare migliaia di gustosi e proteici moscerini….

Ecco il grattacielo di Cesenatico, ultima fatica il cavalcavia sull’adriatica, passerella in centro e, finalmente il Bagno Milano.

Ad attenderci amici e famiglie, e la bellissima maglia di “RAAP finisher” ed il rito della sabbia . Entro in doccia e sotto l’acqua canto, rido, piango e ricomincio, L’acqua calda mi scorre addosso e il pensiero torna ai 260 Km percorsi, alle risate, alla fatica, alla bellezza di averli condivisi coi miei amici;

culo fan direbbe Joda, oggi la forza scorre forte in noi….

Gli amici del bagno Milano hanno preso alla lettera le indicazioni “birra come se piovesse” e finalmente ci si siede a cena, il giusto epilogo di una giornata perfetta.

260 Km percorsi con 18 biciclette, nessuna foratura, nessun incidente, nessuno si è fatto male tutti ci siamo divertiti.

Quella che tre mesi prima era un’idea buttata su un piatto fumante di pasta è diventata la nostra piccola impresa…

Diciotto paia di gambe non bastano, servono diciotto cuori, un po’ di sana follia, tanta passione, le famiglie, gli amici e la voglia di osare ancora una volta, sapendo che non sarai solo, sapendo che arriverai sorridendo.

Alan, Bruno, Enrico, Fabio, Giacomo, Gian Marco, Giorgio, Lorenzo, Luca, Luigi, Marco, Matteo, Niccolò, Pier Giorgio, Riccardo, Ruggero, Saul, Ubaldo, Annalisa, Maretta, Federico: WE ARE SPARTANS!

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la linea è stata spostata, ed è stato fatto, non provato.

Il runner ed i cani mordaci (i cani maschi si chiaman Birillo mentre le femmine sono Polpetta)

Chi di noi non è mai stato inseguito da un cane?

sia esso un molosso che dietro una rete attende placidamente bastardo per latrarvi un cavernoso UOF al vostro passaggio o un cazzillo tutto salti uggiulati e denti schioccanti…
Chi non è stato inseguito da un demone scaccia postini in un vialetto al tramonto o atterrato da un cucciolone da ottanta Kg felice e giocoso, una autentica macchina produttrice di bava che vi alita addosso la sua giocosità canina…. per poi sentire sullo sfondo la solita inutile raccomandazione della proprietaria.. “non si preoccupi tanto è castrato”… e voi avete un bel da dire  non siete preoccupati per le vostre virtù ma per i vostri polpacci….

Domenica durante la gara un pittbul dietro una rete si è messo ad abbaiarci addosso… io l’ho guardato rispondendo con un “ciao Birillo” che ha lasciato il cane per un secondo stupito… Un mio amico, più stupito del cane mi ha chiesto se lo conoscessi e li ho pronunciato le immortali parole “Mai visto prima: I cani maschi si chiaman ‘Birillo’ mentre le femmine sono ‘Polpetta’!!”…

Qual’è il comportamento giusto da tenere se un cane vi approccia mentre correte (o fate qualsiasi altro cavolaccio vostro)?

1) Scappare lanciando piagnuccolii incoerenti…. Bravi, siete carne morta… mediamente un cane che insegue un runner sta assecondando la sua natura giocosa e cacciatrice, condendola con un po’ di sana stronzaggine canina (aevo scritto bastardaggine… ma gli unici bastardi che conosco sono bipedi implumi…): è molto più divertente inseguire qualcuno che ha paura e scappa nella sera agitando le braccia a mulinello e correndo a zig zag…pessima scelta….

2) avete visto una puntata del talk show della Barbara D’urso che aveva invitato un etologo così, ricordando che i cani non attaccano i cuccioli, vi sdraiate per terra uggiolando e mostrando il tenero ventre mentre, con un colpo di genio teatrale degno di una soap opera, vi urinate volutamente addosso… Bravi…. vi meritate di finire ospiti in una trasmissione della Barbara d’urso (che vi guarda dicendo, ma ci dica cosa ha provato mentre il pastore dei pirenei faceva di voi il suo giocattolo sessuale?)… I cani non sono mica scemi… probabilmente vi urineranno addosso a loro volta per spregio, prima di darvi un morsicotto solo per dimostrarvi che recitate con la stessa credibilità di un politico corrotto che proclama la propria immacolatezza.

3) Memori del fatto che i veri addestratori usano il tedesco per dare i comandi ai cani (mai fidarsi delle affermazioni sentite al bar….) tirate fuori il vostro tedesco da bagnino romagnolo e, invece di dire al cane di stare fermo a cuccia gli chiedete se vuole appartarsi con voi dietro le reti da pescatore stese ad asciugare…. E il cane che ancora una volta dimosta più intelletto di voialtri stupidi umani vi porterà via una manciata di polpaccio solo per poi sputarla schifato….

4) e potrei andare avanti per ore ma, vi assicuro, ne le duecento puntate del “commissario Rex” che avete visto prendendo appunti, o il poster di rintintin che tenete gelosamente occultato nel’anta del’armadio, celato dietro l’ultimo calendario di Max vi salveranno…. siete prede e il vostro scopo è fare divertire gli ellegri cuccioloni!

Quindi?

posto che non mi assumo responsabilihqdefaulttà se tenterete quanto sto per dire entrando nel recinto di Ivan il terribile XXXII (cit. il secondo tragico Fantozzi), io in genere mi comporto così: mi giro verso il cane, con voce non troppo alta ma decisa dico qualcosa tipo “Fermo” o “vai via”… nel frattempo però cerco di capire che intenzioni ha il cane…. se vuole giocare è probabile che si fermi, se è aggressivo…. sono volatili per diabetici :-)))

Ah, sfatiamo un mito: “I LUPI”… ebbene i lupi non attaccano l’uomo! in Italia non sono noti attacchi, nemmeno falliti, di lupi all’uomo. Il lupo è un superpredatore che ha nella sopravvivenza la sua prioprità assoluta. L’uomo è pericoloso e lo evitano, quindi evitiamo di sparare cavolate sui lupi cattivi…. (poi certo, non mi farei trovare in una notte invernale, sul tragitto di un branco a caccia,  bloccato sotto un albero caduto ed una ferita aperta…. ma queste cose accadono solo nei libri di Jack London).

Altro paio di maniche sono i cani rinselvatichiti…  quelli non hanno paura dell’uomo e possono essere pericolosi… Se correte in zone a rischio magari procuratevi uno spray al peperoncino….

In genere se c’è un cane aggressivo la colpa è di un umano stupido…. abbandonate questi ultimi in autostrada e il mondo sarà indubbiamente migliore!

Se prima eravamo in sette…adesso siamo in cento AUh AUh AUH!!! (quando la realtà spazzola via ogni più rosea aspettativa)

Stasera copio e incollo senza aggiungere altro se non la mia enorme gioia per i risultati raggiunti 🙂

LA fonte è la pagina facebook del team Spartans

Poco più di un anno per creare in 7, dal nulla, una squadra fondata sui valori dell’amicizia, della passione per lo sport e della voglia di mettersi in gioco migliorandosi ma senza mai prendersi troppo sul serio.

Poco più di un anno per costruire un gruppo sempre più numeroso di persone che sognano traguardi ambiziosi, ognuno il suo, ognuno con la sua dimensione che va dalla prima 10 km alle ultra maratone e agli Ironman, ognuno ugualmente importante perché la fatica è uguale per tutti, sia che si corra a 6’ al chilometro che a 3’.

Poco più di un anno per raggiungere quota 100, quando nessuno di noi avrebbe mai pensato che la filosofia “proporre lo sport per tutti in ottica de-agonistizzata ma senza rinunciare a sognare “ potesse riscuotere così tanto entusiasmo.

100 persone che hanno scelto di far proprio lo spirito spartans per dedicarsi a nuoto, ciclismo, running e triathlon, e che contribuiscono ogni giorno di più a far diventare la squadra una famiglia allargata. Un luogo protetto dove ognuno sa di poter contare sull’altro per condividere i successi e le sconfitte, le soddisfazioni, i dubbi e le paure attraverso cui queste discipline ci insegnano a diventare grandi. Spostare i nostri limiti con il cuore leggero e il sorriso sulla bocca è uno stile di vita, lo stile Spartans.