Ironman Barcellona 2015: i percorsi (tracce gps)

Quattro mesi dopo quella fantastica giornata spagnola (Ironman Barcellona 2015)ho deciso di condividere i tracciati GPS della mia gara. Non tanto per la mia (misera) prestazione quanto per dare una mano a chi quella splendida gara deve ancora affrontarla.

Tracciato gps frazione nuoto Ironman Barcellona 2015

I 5134 m sono una bufala…. il GPS del tom tom in acque libere sovrastima le distanze…
La corrente era a favore nel tratto di andata e contraria al ritorno.Attenzione alla risacca nella fase di rientro, il fondo passa da 1,5 m a 0.60 m in un passo, causando l’aumento repentino di altezza e velocità delle onde…

Tracciato gps frazione bici Ironman Barcellona 2015

Fantastico!! un tracciato bellissimo, bisogna solo prestare attenzione nella fase iniziale, dalla zona cambio all’uscita da Calella, a causa di numerosi dissuasori piuttosto alti.
Una volta arrivati sulla litoranea godetevi la cavalcata, vi attende un tracciato dolcemente ondulato vi condurrà nei tre giri previsti, asfalto buono a grana grossa ma privo di asperità e un muretto che vi proteggerà parzialmente dai venti marini ma senza oscurarvi la fantastica vista del mare dove poco tempo prima avrete nuotato.

Tracciato gps frazione corsa Ironman Barcellona 2015

Un percorso da ripetersi quattro volte, sul litorale; usciti dalla zona cambio si va verso l’expò e la discesa dell’arrivo, poi ritorna davanti alla zona cambio e si allontana a nord. Odierete i due sottopassi, uno per passare oltre la ferrovia a nord prima di tornare indietro e l’altro per rientrare dal lato dell’expo questo ben più lungo e ripido.

Il fondo è misto, in alcuni punti terra battuta e ghiaia, poi asfalto, comunque mai problematico; bisogna solo prestare attenzione ad alcune curve secche vicino alla zona cambio con alberi in mezzo alla strada.

Se avete domande contattatemi pure… e andate a prendervi la vostra medaglia!! 🙂

Il resoconto della mia gara lo trovate qua: Ironman Barcellona 2015

 

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I’m an Ironman!!!

 

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L’ironman risponde (intervistato sul sito Spartans)

E venne l’intervista….

e poco importa se è sul sito del mio team…. una intervista è sempre tale…

Puoi smentirla, dire che il giornalista ti ha manipolato, che hanno preso solo stralci di quello che dicevi e che, davvero eri sicuro che non fosse un reato quello che facevi….
Ma non in questo caso; Roberto (Nava) ha riportato refuso per refuso quello che ho risposto….

Qua trovate il link originale: L’ironman risponde: Pier Giorgio spisni

La nuova rubrica “L’IRONMAN RISPONDE” prosegue e vede oggi sotto i riflettori un altro protagonista. È Pier Giorgio Spisni, Consigliere del Team Spartans e atleta di tutto rispetto, che ha recentemente chiuso – con sua grandissima gioia – l’IRONMAN di Barcellona.

Anche per lui quindi le classiche domande di rito, che ci aiutano a capire come vive, come si allena e cosa fa un vero IRONMAN nella vita di tutti i giorni.

Andiamo al sodo e vediamo un po’ come ha risposto alle nostre domande:

– Perchè una persona normale dovrebbe decidere di fare un IRONMAN?

Una persona normale non dovrebbe decidere di fare un Ironman…quando un maratoneta dopo 35 Km spesso si pianta perchè ha “esaurito il carburante”, l’idea di nuotare per 3800 m, pedalare per 180 Km e correre i 42 Km di una maratona è talmente insensata da dover essere vietata alle persone normali…Ma un aspirante Ironman finisher non è normale: è un sognatore incosciente , un bambino con un ego smisurato e con una medaglia da raccogliere in fondo al proprio arcobaleno personale…

– Da che ‘mondo’ arrivi? Runner, Ciclista o Nuotatore?

Fino a cinque anni fa ero un professionista del “divaning”, poi  arrivò la corsa, dapprima un minuto, alternato e ripetuto, poi un chilometro poi sette, poi le ginocchia sembravano esplodere e quasi abbandonai…poi ci furono le prime scarpe serie da running e arrivò la mezza maratona, e le endorfine ed il piacere delle lunghe solitarie corse e di quelle in compagnia, la prima maratona e i crampi bagnati dalle lacrime su quella finish line…2012 il mio primo triathlon sprint, la bicicletta avuta in regalo da una settimana, la distanza di nuoto mai affrontata ed una nuova gioa alla fine, potevo essere quello che nemmeno avevo immaginato.

– In cosa consiste l’allenamento di un IRONMAN?

È il video della gara che affronterai consumato nei suoi loop digitali, è la voglia di farcela e la paura di cadere. Sono allenamenti che si alternano rapidi per abituare il corpo e formare la mente, è calore e sete, fame e sonno gioia e pensieri che ti spingono quando sembra non ce ne sia più.

– L’alimentazione è importante?

Non curo particolarmente la dieta, troppo pigro, troppo goloso… Mentre curo in maniera maniacale l’alimentazione in allenamento ed in gara, bevo e mangio a ritmo regolare, il rischio di rimanere a secco è fermarsi è troppo forte e l’ho provato durante una granfondo di bicicletta ad inizio stagione… qualcuno spinge un pulsante di un telecomando nascosto chissà dove e ti spegni, spingi ma le tue gambe non ti seguono e la velocità cala… non hai fame, ti sembra di stare bene ma per quanto tu voglia non puoi proseguire…. una volta mi è bastato. Ho i miei gel, le mie barrette e ho la fortuna di potermi nutrire di essi per oltre dieci ore senza problemi. Ma il momento topico dell’alimentazione è quando converto le calorie bruciate nei piatti di pastasciutta che potrò consumare!

– Come conciliare allenamenti di diverse ore con gli impegni di tutti i giorni?

Lo scorso anno, proprio all’inizio della preparazione per L’IRONMAN Barcellona, a causa di un problema in azienda, mi sono visto dover decidere se continuare o meno la preparazione a causa del superlavoro che mi attendeva. La logica avrebbe voluto vedermi rimandare ad un altro anno…ma sarebbe stata la terza volta che rimandavo causa problemi di lavoro e così qualcosa è scattato…ho deciso di prepararmi e gareggiare lo stesso. Così ho dovuto gestire al meglio i tempi di allenamento, uscendo spesso la mattina presto o terminando la sera tardi…nascondendo gli allenamenti ai miei amici e soci sul lavoro, che si sarebbero preoccupati per me (e mi avrebbero, con la loro ‘sana’ preoccupazione, rotto le balle ;-P) A quel punto è stato necessario tiare fuori tanta grinta e sopperire con la qualità la quantità non adeguata di allenamento che avrei potuto sostenere. Partendo dalle tabelle di allemento preparate da Matteo, Jacopo me le ha adattate settimanalmente sulla base degli impegni lavorativi e così, con voglia passione e tanta ignoranza agonistica sono andato avanti (e al lavoro nessuno si è accorto di nulla!! 😉 ). E, per assurdo, una parte importante sono stati gli allenamenti “saltati”…ci sono stati alcuni momenti in cui sentivo che non avrei potuto seguire la tabella quel giorno, vuoi per stanchezza o per deconcentrazione….bene, sono riuscito ogni volta ad ascoltarmi e a commutare un allenamento intenso in qualcosa di rilassante o, al peggio, di saltarlo proprio. Ebbene quelle poche volte sono state basilari, perchè mi hanno evitato di azzerare la motivazione, l’energia e la voglia portandomi alla vigilia della gara al meglio delle mie possibilità…E il tempo finale, così tanto migliore rispetto alle mie più rosee aspettative è stata la cartina al tornasole della bontà del mio approccio.

– Cosa fai nei giorni che precedono una gara?

Mi immergo nell’ambiente, osservo gli altri triatleti, mi cerco di godere l’atmosfera unica che pervade l’aria, cerco di rubar energia alle tante persone che hanno, distanti anche continenti, condiviso la preparazione e che presto nuoteranno le stesse onde e percorreranno il mio stesso asfalto. Poi la preparazione del materiale, l’allestimento della zona cambio ed il fottuto desiderio che cresce della sirena della partenza…

– Hai qualche rito particolare?

Non compro nulla che sia legato all’evento, cerco di guardare il meno possibile la zona di arrivo e comunque mi rilasso…sono li perchè amo questo sport e ogni secondo è un regalo egoistico, sano e meritato.

– E nei giorni successivi?

Appena arrivo bacio la medaglia da finisher…lo faccio sempre…poi rido e piango, abbraccio gli amici e mentre bevo e mangio al pasta party corro a scrivere la notizia a chi è a casa. I giorni successivi cerco di non volare troppo mentre cammino e di non ingoiare troppi moscerini mentre mi aggiro ridendo…

Spisni-Post

Il mio (primo) Ironman: Barcellona 2015 (volevo la mia gara e, per i miei peccati, me ne assegnarono una)

Sabato mattina: la spiaggia12144930_10207436865021309_4201270270728463591_n

La sabbia è a grana grossa, umida e fredda, lontana anni luce dalla carezza calda e vellutata delle nostre spiagge; il vento è tiepido e sferzante… poi c’è questo rombo che sembra parta da dentro, accumula energia al largo e la scarica con continue onde che si frangono con la risacca, un suono sordo profondo e rotolante come di innumerevoli tamburi Taiko, annulla il battito i pensieri e scuote la volontà. Domani dovremo nuotare li dentro.

Poi capita, come sempre quando le condizioni sono avverse mi calmo, il respiro si placa e le spalle si alzano in un gesto di annoiato diniego, domani nuoterò li dentro, sia quel che sia.

Il mare, il giorno prima

Sabato pomeriggio: la zona cambio

Musica rock di sottofondo, i miei passi che frusciano sulla sinteticamente finta erba di un campo da calcio di plastica, le ruote della bici ticchettano, lo zaino con le sacche per la gara pesa sulle spalle.
Migliaia di bici parcheggiate e coperte da teli di plastica blu attendono la notte ed il giorno dopo… Attorno me tanti altri me stesso, diversi ma così uguali, occhi sgranati, pensieri tumultuosi respiri affrettati, sorrisi, quei sorrisi che solo i bambini la mattina di natale possono allargare sui loro visi.

Provo a filmarmi dicendo qualcosa, sono felice ma ho un groppo in gola, guardo l’obiettivo dell’Iphone, sorrido, taccio, non so cosa dire, vorrei dire tanto penso a tutto e poi taccio perchè a volte, semplicemente, le parole mancano.

Sabato sera: la notte

ricordo poco della notte, sono salito in stanza; senza la bici, senza le borse e tutti i materiali per la gara, rimangono solo l’attesa e i pensieri che si alternano. Trovando una serenità inattesa mi siedo sul terrazzo della mia stanza, mangio una banana e lascio correre lo sguardo tra alberghi, macchine e persone, mare e cielo. E’ ora di dormire…e dormo, di un sonno anomalo, privo di sogni e risvegli, un teletrasporto che mi porta al mattino del “mio giorno”.

Domenica mattina presto : la colazione

Scendo in sala da pranzo, incontro gli amici e altri come noi, nel buffet infinito non so cosa mangiare, cerco spunti nei piatti degli altri, un inglese mangia salsicce e pancetta, altri cereali e gelatina… alla fine rimango sul classico, voglio andare sulla spiaggia!!!

Domenica Mattina: la spiaggia

Ci siamo, ci sono finalmente, di nuovo odore di neoprene nell’aria, attorno a me migliaia di corpi inguainati, qualche occhio sgranato, un drone volteggia sopra di noi, il mare è li che attende famelico… Abbraccio gli amici e mi metto in coda per la partenza, partono i Pro, sono eccitato e tranquillo, penso alla strada percorsa e penso a quanto ho desiderato quei granelli di spiaggia spagnola tra le dita dei piedi, una sirena latra il suo richiamo ed è la nostra… piano piano il serpentone si snoda, sabbia poi acqua pochi passi e mi tuffo tra le onde di risacca che si avventato su di noi… è iniziata.

Domenica: l’acqua e le boe

tremilaottocentometri di nuoto in mare, e chi li ha mai fatti? pensieri inutili alterno a bracciate, le onde del mediterraneo si alternano in un sinusoide infinito dove navigo tra valli e cime, dirupi e declivi, arranco su salite di spuma e scivolo su prati d’acqua.

La boa è un miraggio lontano, enorme eppure piccola quando la guardi dall’acqua, gialla, come le gialle cuffie dei duemilacinquecento partenti, chi ha assegnato i colori deve essere uno stramaledetto genio, perchè mentre la cerchi con lo sguardo quando sei sul colmo dell’onda vedi centinaia di calotte gialle e la ricerca del fottuto ago nel proverbiale pagliaio assume dimensioni domestiche e quasi banali.

Arrivo alla prima boa e la passo, mi fa male la spalla ma come sempre dopo un po’ si calmerà, cerco di allungarmi e rilassarmi, la spiaggia alla mia destra è un riferimento amichevole e procedo prendendo e dando qualche colpo ma senza grandi problemi… Una lente degli occhialini prende acqua, passerò la nuotata a schiacciarmela sul viso per tenere fuori l’acqua salata dal mio occhio arrossato…

Ogni cinquecento metri una boa riporta la distanza e questo riferimento mi tranquillizza e mi aiuta a frammentare in obiettivi più semplici l’intera infinita retta che compone i duecentoventisei chilometri che dovrò percorrere oggi.

arrivo alla fine del primo rettilineo, si torna indietro… ora comprendo perchè nuotavo bene era la corrente che ora, ghignando, si riprende con gli interessi quanto ha donato.

Altre boe si alternano, resisto alla tentazione di guardare il tempo sul gps, e stranamente ci riesco…

millecinque, duemila…. la spalla fa male adesso, poi  sorge un dolorino al polpaccio sinistro, batto la gamba e passa, anzi no si accuccia in un angolo come un gatto che aspetta il momento buono, forse si assopisce.. duemilacinque, sono ben oltre la metà, tremila….

cazzo!!! esplode una fitta orig-IBCA2273di dolore in quel gomitolo di fibre muscolari contratte che poco fa era il mio polpaccio… il mio primo crampo in mare che arriva durante la mia prima gara Ironman full… Respiro, batto le gambe, lo ignoro, non è un mio problema, non è un mio problema, non è un mio problema, N O N E’ U N M I O P R O B L E M A…. il mantra funziona (grazie Aldo Rock!) ed il dolore cala, si va avanti, oggi non si molla un centimetro…

Tremilacinquecento, vorrei baciare la boa, la sfioro passando e finalmente svolto verso la riva con le onde di schiena, quelli che a logica dovevano essere i metri più semplici si rivelano i più lunghi, l’arco gonfiabile dell’uscita stanta ad ingrandirsi e le onde sempre più brevi e rabbiose mi strapazzano per bene, non so come e non so quando ma vedo altri nuotatori alzarsi, li imito e sorrido…anzi no vengo strapato indietro dalla risacca perdendo alcuni metri, di nuovo avanzo tra acqua e schiuma, delle mani si tendono e mi afferrano, volontari che a mollo ci aiutano ad uscire…riguadagno la sabbia e corro (sic) verso la zona cambio; è fatta la frazione nuoto è passata….

Domenica metà mattina : la bici

Corro in zona cambio sfilo la muta, bevo un integratore, poi una bottiglietta d’acqua, mi vesto e corro verso la bici, trotterello allegro verso l’uscita e metto il culo sulla sella che mi farà da divano per un fim lungo centottanta chiorig-IBCJ2014lometri.

L’uscita da Calella è per stradine strette e piene di dissuasori, timoroso di cadute la percorro a ritmo blando fino all’attacco della litoranea che fa da campo di gara; una bellissima strada con asfalto perfetto, ondulata e protetta dal vento…

Inizio il primo dei tre giri pedalando troppo forte tanto mi sento bene, dopo una decina di chilometri mi ravvedo e cerco di trovare un ritmo che mi faccia stare bene senza stancarmi troppo, mi stendo sulle appendici  e mi assesto a cavallo dei 30 Km/h, forse un po’ troppo ma forse anche no… e pedalo…

Pedalo….

pedalo tra paesini costieri,
pedalo tra i saluti dei volontari agli incroci,orig-IBCT2664
pedalo tra il tifo degli spagnoli e dei turisti “animo, animo animo…”
pedalo tra fichi d’india sugosi e maturi rotolati giù dalle rupi ad imporporare l’asfalto, pedalo assieme a Pawlev, assieme ad Irina, George, Dalisay ed a tanti altri,
pedalo spingendo, pedalo cantando, pedalo felice di queste bellissime ore mie e mie solo..

Ogni 20 Km trovo un ristoro con volontari fantastici che ti porgono ogni ben di dio, dopo un po’ svuoto le due borracce posteriori essendo di fatto un inutile peso; verso l’ottantesimo chilometro mi ricongiungo con Giacomo ed assieme arriveremo fino in fondo, superandoci a vicenorig-IBCK8090da per scambiare due parole rispettando il divieto di scia e, dal centosessantesimo chilometro, il momento in cui bisognava alleggerire il rapporto e preparare le gambe alla maratona, come due bambini molesti che felici e sudati si bevono una granita in un giorno di sole estivo, iniziamo una sfida insana, ci passiamo e ripassiamo, accelerando ghignando e sberleffandoci in un tecnologico remake della sfida di bici tra Fernandel e Gino Cervi.

L’ultimo giro termina ed assieme rientriamo in zona cambio.

Metto la bici nella rastrelliera e la bacio grato, gel, acqua, scarpe visiera, ed entro nell’arena…. ora si corre.

Domenica pomeriggio: la maratona

come in una scena del Gladiatore esco dall’ombra protettiva del tendone della zona cambio per sprofondare in un calderone di luce urla musica e risate, a fare da metronomo i passi di migliaia di scarpe da running…

Spaesato e col timore di aver sbagliato strada inizio a correre, ali di persone ai lati che incitano e applaudono, qualcuno urla il mio  nome, mi giro non riconoscendo la voce, poi un altro ancora… e capisco è scritto sul pettorale e sconosciuti ci omaggiano uno ad uno… Poi vedo il nostro support team che come sempre fa un tifo indiavolato e ci aggiorna sull’andamento degli altri, prima durante la bici ed ora in corsa…essere qua da solo sarebbe stato bello, così ci si sente abbracciati dall’inizio alla fine… inutile: “We are Spartans WE ARE FAMILY” ma solo ora ne comprendo appieno il significato profondo.

Parto troppo forte, poi attacco il cervello e inizio a correre al mio solito ritmo maratona, camminando ai numerosi ristori (ogni 2,2 Km) in modo da nutrirmi ed idratarmi correttamente.

La maratona è divisa in quattro giri da 10 Km, si snoda sul lungomare partendo da quello che ho battezzato  “the gold mile” , in prossimità dell’expo, tra la zona cambio e l’arrivo, per poi allontanarsi verso  le spiagge a nord di Calella in un progressivo rarefarsi di bar e persone.

Ad ogni giro sento la frase dello speaker all’arrivo celebrare qualcuno, rosico un poco ma proseguo, non è ancora il mio momento… Sul percorso ogni chilometro è segnato, all’inizio mi frustra leggere vicini numeri tipo “Km 2…Km 12… Km 22… Km 32” poi mi passa, ad ogni cartello che guadagno eseguo un personale conto alla rovescia e recito un mantra:

“mancano 40 Km, 40 è un bel numero”
“mancano 39 Km, 39 è un bel numero”…..

Durante il primo giro vedo il cartello del trentacinquesimo, il cartello del ‘muro’, tanto temuto da tutti… li decido che quello sarà il mio “momento felice” e così ogni giro lo guardo con attesa e desiderio.

“Pier Animo”, “Dai Giorgio”, “go go go go”, è fantastico il tifo, ti senti una star, un fottuto campione del mondo e pesti un altro passo ed un altro ancora.

Una ragazza con una birra che urla ridendo; una signora sul marciapiede che applaude, rimarrà li tutta la sera e l’ultimo giro mi fermerò a ringraziarla, anziani che, masticando tabacco andaluso, ci guardano dietro enigmatici occhi, un gruppo di ballerini che al ritmo di tamburi balla la zumba…

è un vorticare di immagini ed emozioni, un caleidoscopio che anestetizza il polpaccio indurito, la spalla che ad ogni passo e ad ogni oscillazione mi fa quasi urlare dal male…

La strada scorre sotto le mie scarpe e piano piano i numeri diventano ancora più belliorig-IBCL2273

“mancano 28 Km, 28 è un bel numero”
“mancano 27 Km, 27 è un bel numero”

Incrocio amiche ed amici ed è bello vedersi e sorridersi, scambiarsi un high five al volo e vedere quanto ci brillano gli occhi…
Un solo rammarico mi rovina la giornata, non vedo Giorgio, chiedo notizie ma non si sa nulla, sapevo che temeva il nuoto ma l’ho incrociato in bici mentre concludevo il secondo giro e avevo dato per scontato che ce la potesse fare… invece gli è stata chiuso l’accesso alla zona cambio al termine dei 180 Km di bici, ha sforato il cancello per 10 fottutissimi minuti… So quanto si sia allenato e quanta strada abbia fatto quest’anno…

Purtroppo l’ironman è anche questo.

Ma so anche che Giorgio è tosto e tenace e infatti si è già iscritto al Challenge full di Venezia 2016!!

Domenica sera: la maratona continua

verso il termine del terzo giro il sole tramonta, cala la sera spagnola di questa giornata; piano piano il percorso si svuota di pubblico nella parte più remota del tracciato ed un vento freddo si alza.
Io continuo col mio programma, corro tra un ristoro e l’altro, cammino quella decina di metri modulando l’alimentazione… sto progressivamente rallentando ma non guardo più di tanto il gps, non so che ora sia, so di avere tanto tempo prima della mezzanotte e mezza che sancirà la fine dei giochi e so che anche dovessi camminare sempre arriverò in fondo…. Camminare? no, forse non ci siamo capiti… io anche strisciando coi gomiti arriverò su quel tappeto rosso…

“mancano 11 Km, 11 è un bel numero”
“mancano 10 Km, 10 è un bel numero”

e improvvisamente

“mancano 9 Km, 9 è un fottutamente bellissimo numero.. ciauz ciauz doppia cifra”!!

E’ buio e fa fresco, al giro di boa del punto più lontano il vento ti schiaffeggia gelandoti, temo di prendere un colpo di freddo alla pancia e stare male, alzo la cintura portapettorale a sfruttare quel fazzoletto di carta come patetica protezione;
sfrutto la scia di altri triathleti per ripararmi, ora è più difficile per quanto manchi davvero poco la giornata inizia a pesare sulle spalle.

Ai ristori la banana mi calma la fame e mi da l’idea di scacciare i crampi, i gel mi danno carboidrati e spinta, la coca mi aiuta a buttare giù i gel, l’acqua lava via il sapore dolciastro della coca… sembra una ballata di Branduardi ma funziona,

si funziona bene perchè…

eccolo la: il trentacinquesimo chilometro, il mio momento felice!

E’ buio ed ho freddo, passando rallento e lo sfioro accarezzando il telaio metallico ed il pannello di masonite…

Sono all’ultimo giro, ultimo giro di boa all’estremo nord del percorso, guardo ogni particolare sapendo che è l’ultima volta che vedrò la giostra metallica, il cartello “due guinness cinque euro” , la passerella di legno e la signora che è li dall’inizio, ora ha due bambini piccoli con lei, probabilmente ha qualcuno di caro in gara, mi fermo e la ringrazio e lei ringrazia me… un sorriso e riparto, ultimo ristoro…sono un po’ stanchino come direbbe Forrest Gump…

Dopo il ristoro non ricomincio a correre, sono al trentottesimo chilometro, sto bene (cioè non sto male) ma sono un po’ stufo… così cammino per una decina di minuti e il calore degli spagnoli, usciti col cane o a godersi la serata a guardare quei “locos” che corrono si fa sentire, sorridono, ti toccano ti urlano “animo animo”… Ricomincio a correre e in lontananza vedo le luci dell’arrivo e la musica che cresce.

Salto l’ultimo ristoro e inizio ad emozionarmi… sto attraversando per l’ultima volta il gold mile, tra poco invece di iniziare un nuovo giro volterò a destra verso quel tappeto rosso che nemmeno volevo sognare da quanto lo attendevo…

In un atto di ignoranza mediatica modulo la corsa in modo da avere spazio libero davanti, accelero e scendo la passerella…

svolto a sinistra e il cuore mi esplode, è tutto come lo avevo immaginato…anzi è di più e tutto mio, lo speaker mi fa i complimenti, e recita la ambita frase: Pier Giorgio YOU ARE AN IRONMAN!!  (video gara)

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Ironman Barcellona 2015 (Pier Giorgio, YOU ARE AN IRONMAN!)

(Scritto sul volo di ritorno Barcellona Bologna)

Ho nuotato per 3,8 Km, pedalato per 180 Km e corso per 42,2 km:  Ora sono un ironman…

Cosa cambia rispetto a due giorni fa?
Nulla all’atto pratico, stesse bollette, stessi problemi, stessi amici, stesso lavoro e via discorrendo…
Ma (perche’ c’e’ sempre un ma) qualcosa e’ cambiato, e’ stato assolto una specie di rito di passaggio, simile ad una di quelle cerimonie che in molte societa’ primitive sancivano l’accesso all’eta’ adulta.
Ora, adulto (almeno anagraficamente) lo sono da un pezzo, quindi perche’ la necessita’ di mesi di pre12140607_10207446447780872_7901428202011698341_nparazione, costi, fatiche, privazioni?
Chiedelo a cento ironman finisher e, probabilmente, riceverete un centinaio di risposte diverse; la mia è abbastanza articolata e ancora non l’ho razionalizzata appieno: necessita’ di fare qualcosa che fosse solo ed unicamente per me stesso, la voglia di una sfida che pochi osano fare, un po’ di vecchio senso di rivalsa nei confronti di qualcuno che non credeva potessi farlo ma, sopratutto perche’ nel farlo provo piacere.
Mi piace allenarmi all’alba o al tramonto, mi piace condividere questi momenti con amici e con la squadra, mi piace farlo da solo ed ogni volta scoprire che posso fare qualcosa di piu’…
Anche perche’ quando esci un sabato di luglio, con 33 gradi all’alba, con la previsione di nove ore di allenamento, o ti piace, o sei un masochista…cosa che sono certo di non essere.
Poi, siamo onesti, mi piace alimentare il mio ego postando sui social le mie esperienze, un po’ per rendere partecipi gli amici di qualcosa che per me e’ importante ma anche perche’ ne sono fottutamente orgoglioso.
Io, che fino a quattro anni fa ero un campione di zapping ed un virtuoso del divaning ora sono fiero di appartenere ad una elite di sportivi e godro’ come un criceto in calore mostrando agli incliti ed al volgo la mia maglia da finisher ed il tatuaggio che tra qua a breve marchierà le mie carni  a imperituro memento.
Domani sara’ il tempo del racconto della fantastica esperienza vissuta e dei 30 secondi piú belli ed intensi della mia vita,  ora e’ il momento di abbiocarmi lieto nel mio angusto posto 29f del volo che da Barcellona mi riporta a casa.

I’M AN IRONMAN….

Ironman Barcellona -6 (la paura dell’aspirante Ironman)

E’ li, la senti che ti veleggia attorno, fugace come il profumo di una bella donna in mezzo ad una folla di corpi unti e sudati ma, purtroppo, non è bellezza ma la sua nemesi.

Hai paura di bloccarti sulla riva del mare Mediterraneo e non riuscire a scendere in acqua assieme ad altri duemilacinquecento partenti;

hai paura di non riuscire a nuotare i tremilaottocento metri prendendo calci e pugni, respirando acqua salata e bestemmie;

hai paura di non riuscire a pedalare per centottanta chilometri,

hai paura di forare,

hai paura di rompere la catena, il cavo del cambio, un raggio, un pignone o di cadere, scivolare volare in un fosso e di li -magari- non uscire;

hai paura di non saper correre quarantadue chilometri, di stare male, di non riuscire più ad andare avanti o nemmeno  camminare.

Sogni quella fottuta finish line, guardi uno dei tanti filmati motivazonali a tema, ascolti i racconti dei fratelli che l’hanno appena varcata e ti esalti.

Però hai paura.

E’ arrivata stamane, ero in macchina andando al lavoro e ho iniziato a pensare alle cose da preparare per il viaggio; lo zaino per la zona cambio, il valigione per la bici, il trolley per il resto. Oddio il resto, e dove lo metto il casco, e i gel, e le barrete… cosa scorderò a casa?

E i vetri della macchina si appannano di nebbia e un motore smarmittato romba sulla tua corsia assordandoti le orecchie ed i pensieri… ma non sei in un racconto di Stephen King, sono solo il tuo ansimare improvvisamente esploso ed il tuo cuore impazzito. E’ solo dolce e fottuta paura.

Ma… (c’è sempre un ma);

Sono mesi che ti alleni, hai corso sotto il sole e con la pioggia, con la mancanza di voglia e quando avresti avuto altro di meglio da fare… Ti sei allenato da solo e con altri allegri cazzoni come te, hai riso, imprecato e masticato un po’ di amaro… ma ti sei divertito come un matto felice nel farlo…

Sai che sei in forma, (so che lo sono), non sei mai stato così in forma e non ti sei mai sentito così bene.

La bici è pronta, appena manutenuta e lubrificata,migliaia di chilometri ti hanno portato a trovare la posizione giusta e le ‘gomme giuste’…

La testa è pronta, più pronta del tuo cuore e della tua pancia…. La testa, si proprio lei perchè quando ti alleni o gareggi per otto, nove, quindici ore il 40 percento lo fanno i muscoli ma il sessanta percento è tutto “di testa”.

Quindi…..

quindi niente, sei un coglione umano con un po’ di ansia da prestazione… fa parte del gioco.

Ora smetti di frignare e vivi le ore che ti separano da quella spiaggia spagnola.

Barcellona is coming…..

PS: paura, abbiamo un messaggio ‘motivazionale’ per te: “E’ meglio se prendi nota…”

Diario di allenamento (road to Ironman Barcellona 2015)

Eccolo, dopo mesi di allenamenti seguendo il rigido schema “ad mentula canis” ho iniziato (ed era ora) a seguire un piano di allenamento strutturato, basandomi sulle tabelle  “ironman 2015” preparate da Matteo per il team e sfruttando l’aiuto e l’esperienza di Jacopo nella scelta degli allenamenti.

Sara’ dura…. impegni di lavoro in aumento costante e tempo che sembra sempre calare…. ma se essere triathleti fosse facile allora lo sarebbero tutti no? 😉

Quindi qua, semplicemente, terrò traccia del lavoro fatto.

19/09/2015 h 13.20 Triathlon Olimpico di Peschiera del Garda: nuotobici corsa Ultima fatica, con grandi soddisfazioni; ho nuotato bene, pedalato magnificamente e corso abbastanza bene sul percorso non facile della gara.

13/09/2015 h 09.00 Mezza maratona Run Tune Up  Della serie “don’t try this  at home” dopo i 150 Km bici e 30 Km corsa de l sabato mi sono presentato (prendendomi non pochi nomi dagli altri spartani) alla partenza della mezza maratona di casa. Avevo il pettorale e volevo onorarl’, l’idea era alternare corsa e cammino riservandomi di fermarmi al primo dolore; poi ho trovato Laura e abbioamo corso assieme, ho tenuto un ritmo decoroso, sopratutto senza patire alcun dolore, grande stupore e grande soddisfazione relativa al mio stato di forma.

12/09/2015 h 07.00 Combinato (50 bici + 10 corsa)*3 : 1° frazione bici; 1° frazione corsa ; 2° frazione bici; 2° frazione corsa; 3° frazione bici; 3° frazione corsa Eccolo il super combinato!! è andata molto bene, anche grazie a SAul che mi ha accopmpagnato nelle ultime 2 frazioni. Se guardo la corsa sono passato dai 5.22’/Km ai  5.33’/Km per poi terminare l’ultimo giro ai 5.35’/Km davvero non male! 🙂

10/09/2015 19.50 : corsa 7Km (in relax)

06/09/2015 h 08.00 Test Triathlon Olimpico di Cesenatico : nuoto ero in modalità ‘motivatore’ non ho nuotoato di fatto; bici ho trovato un buon gruppo e ho tenuto una ottima media…almeno fino a quando non ho perso il portaborraccia 😦  ; corsa ho corso davvero bene.. (sono stato 40″ sopra il mio PB sulla distanza secca!!)

05/09/2015 h 07.00 Bici 50 Km doveva essere il (50+10) * 3 ma è stato interrotto da una urgenza di lavoro 😦

03/09/2015 h 2015 : nuoto in piscina (1234)

01/09/2015 h 06.00  bici 60 Km

31/08/2015 h 19.30 Corsa 8 Km

29/08/2015 h 06.00 Combinato 140 Km bici + 26 Km corsa

24/08/2015 h 20.00 Nuoto in piscina

23/08/2015 h 06.15 bici 90 Km d+ 1700

22/08/2015 h 08.30 Bici 55 Km

20/08/2015 h 19.30 Bici

19/08/2015 h 20.00 Nuoto in piscina

15/08/2015 h 07.30 : combinato bici 40 Km – corsa 5 Km

14/08/2015 h 09.00 Bici

12/08/2015 h 19.00  Corsa

10/08/2015 h 09.30 combinato Bici – Corsa (50+10) * 2   : bici 1° giroCorsa 1° GiroBici 2° GiroCorsa 2° Giro

09/08/2015 h 09.40 combinato bicicorsa

08/08/2015 h 18.00 Nuoto in mare

07/08/2015 h 0700 Bici

06/08/2015 h 06.20 Corsa

03/08/2015 h 20.00 Nuoto : un po’ stanchino dopo il combinato di ieri ho portato avanti con calma olimpica il programma della serata per poi fare una corsetta di scarico da 3,5 Km

02/08/2015 h 06.00 Combinato 140 Km bici14 corsa : doveva essere 100/120 + 14 poi l’occasione di inanellare i passi della Futa e della Raticosa mi ha tentato. Bici in compagnia DI Barbara, ROberto e SAul che mi hanno fatto tenere una buona media (25.3 Km/h) nonostante il dislivello non indifferente (1930 m D+); poi corsa in solitario con qualche pausa ai ristori (cespugli di more supersucculente). Molto soddisfatto

01/08/2015 h 13.00 nuoto in mare 2000 m sono riuscito ad incastare un 2000 m in mare in una giornata di S&C in spiaggia (svacco & cazzeggio); corrente e onde lunghe mi hanno ‘aiutato’ a fare esercizi di tenuta di rotta e respirazione dalla parte a me meno usuale. Molto buono :-

30/07/2015 h 19.45 Bici 45 Km pianuraarrivato a caa tardi dal lavoro, monto i led dulla bici e parto… imbocco gli stradelli Guelfi controvento e ne escono 90′ sulle appendici a un ritmo che solo pochi mesi fa mi sarebbe stato impossibile. Molto soddisfatto

28/07/2015 h 2000 Nuoto in piscina 50 m – Allenamento in piscina con coach Thomas

26/07/2015 h 0700 Combinato 100 Km Bici e 10 Km corsa RAticosa in bici con Angelo e Massimo e corsa con Massimo; molto bene e sopratutto zero noia e meno fatica per l’allenamento in compagnia!

25/07/2015 h 10.30 64 Km bici in pianura: Giro nella pianura più piatta che mente umana possa concepire. Tanto lavoro sulle appendici e una domanda “ma perchè su una strada a due corsie vuota un automobilista ti deve strombazzare (mentre giri a 20 cm dal fosso) per poi sfirarti con lo specchietto”? attendiamo trepidi che qualcuno risponda e che la tecnica dei trapianti di cervello possa aiutare questi sfortunati individui…

23/07/2015 h 20.00 18 Km corsa Lungo lento: con Massimo, ritmo tranquillo ma niente noia e poca fatica

21/07/2015 h 06.10 10 Km corsa:  corsa mattutina, buon ritmo senza forzare

20/07/2015 h  20.00 60′ nuoto in piscina 50 m (e mi sono scordato di stoppare il Tom Tom )

19/07/2015 h 09.00 Tentativo 2* (50 Bici + 10 Corsa) (prima bici; prima corsa; seconda bici)  Tentativo perchè a metà del secondo giro in bici mi sono esplose camera d’aria e copertone (nuovo) 😦 Temperatura molto elevata ma, bevento molto ho percepito un disagio tolelrabile. – Morale, solo materiali di qualità, ora monto copertoncini Continental 4000 🙂

18/07/2015 h 18.05 Nuoto in mare: più che nuoto cazzeggio 🙂

16/07/2015 h 06.30 Bici 33 Km Pianura, ritmo allegro e lavoro sulle appendici. A parte gli automobilisti che sembrano a caccia di ciclisti, buon allenamento

13/07/2015 h 20.30 Corsa 13 Km : scambio un progressivo 10 Km pe run collinare 13 Km e lo corro a 20″/Km meno del solito…. oggi era un buon giorno per correre!!

12/07/2015 h 05.45 Bici (traccia 1; traccia 2; traccia 3): 142 Km 1650 D+ Raticosa via Quinzano – Loiano con Monte delle formiche per scaldare le gambe con Angelo che prima ha avuto problemi di bioritmi (aka si è addormentato) poi ha dovuto mollare la Bianchi da corsa per la Kemo crono a causa di problemi al cambio (regolazione fai da te? ahi ahi ahi ahi!!). Bel giro e senza troppa fatica

11/07/15: h 16.15 Corsa (traccia 1; traccia 2): dopo tre giorni assorbiti dal lavoro e (ammetto) un evento sociale ritorno ad allenarmi; corsa al Parco dei cedri con Angelo e suo cognato. Caldo intenso ma sopportabile, primi 5 Km obbligati a ritmo blando causa l’ospite, poi ho aumentato un po’. Traccia divisa in due perchè ho stoppato per errore durante una sosta acqua….

08/07/15: H2000 Nuoto (2010 in realtà, stavo lavorando!!): esercizi vari, si è nuotato coi piedi legati, con i “mutandoni” (qs l’ho schivata…); impugnando simulacri di spugna… giuro che a un certo punto, mentre tentavo di fendere la quasi melmosa acqua della piscina, ho sentito qualcuno chiamarmi mr. Grey…. 🙂 Ad ogni modo direi che lo styop da farmaci per l’asma è finito… non respiro quasi più liberamente e non va benissimo O__o

06/07/2015: h 2000 Nuoto: doppia piramide 50/100/150/200 . L’acqua sembra sudore tiepido, spessa, scivolosa e calda.Il respiro rantola in uscita e stenta a rientrare… ma nuotiamo Per la prima volta sono stato contento di andare a nuotare e alla fine sono riuscito a completare l’esercizio senza troppi problemi. 🙂

05/07/2015: h 0800 combinato bicii / corsa : prima il cedimento di un copertoncino nuovo, poi una foratura mi hanno fatto capire che il fato aveva altri progetti per questa calda domenica: gramigna della Mamma come se non ci fosse un domani e via andare!! cedimento copertoncinoforatura

04/07/2015: h 1900 nuoto in mare: in spiaggia ho nuotato un’ora sulla linea delle boe dei 500 m facendo esercizi di tenuta di rotta e godendomela un sacco. Alla fine avrò fatto un 2500/3000 . Perchè poi in piscina mi impanichi e da solo al largo, senza muta stia bene è un bel mistero….

03/07/2015: 0re 0600: bici SFR… non pervenuta, andare a letto alle tre non aiuta 😦

02/07/2015 h 0620: corsa 13 Km di cui 10 in progressione: a parte che ho fatto casino col gps e non riuscivo a capire bene a quanto stessi correndo per gestire le variazioni di ritmo, è andata molto bene… partito a ritmo maratona, ho finito a ritmo mezza veloce.

01/07/2015 h 2000: nuoto 1500 m: a parte che l’ipossia proprio non la reggo è andata molto bene (dopo che vi hanno una volta ricoverati in codice rosso con le dita blu, e la saturazione periferica di ossigeno a 84% , diventate abbastanza ‘sensibili’ alla carenza di ossigeno. In soldoni, se mi manca aria vado nel panico…. la cosa buffa è che in gara, mentre mi pesto con gi altri nella tonnara non ci faccio caso….)

29/06/2015 h 2000: nuoto 2150 m : piscina all’aperto 50 m, nonostante non ami nuotare i 50 m all’aperto e gli esercizi specifici per il triathlon capitanati da Ironfrankie mi hanno fatto scordare la mia idroantipatia. Quando poi imparerò a capire come variare i ritmi sarà un successo 🙂

27/06/2015 h 1000: bici 60 Km: CDA Spartans sui pedali bel giro con salita al monte Chioda. In salita sono stato bene nonostante la soffra ultimamente.

25/06/2015 h 2000: corsa 9.5 Km – non era previsto ma mi sono trovato con due amici da Road Runner e abbiamo corso assieme, all’inizio ero stanco poi ci ho preso gusto e stavo davvero bene 🙂

25/06/2015 h 0630: bici: 70′ 50′ aerobici + 10′ faticosi + 10′ “sprint” tutti sulle appendici: è andata bene a parte gli ultimi 10′ falsati dal traffico…. Dovranno diventare le mie amanti le appendici visto che ci dovrò stare sopra 180 Km!!

24/06/2015 h 20 00 Nuoto : riscaldamento 2*300 + 2*200 +2*100 : ho sbagliato a leggere la tabella (erano 400), sono entrato in acqua tardi e ho dovuto accorciare, ho scordato il tom tom a casa, per fortuna il costume lo avevo…. Alla fine ritmo indegno (circa 8’/300 m) non riesco ad accellerare senza andare in affanno…. c’è da fare!

Team Spartans & Tom Tom : insieme verso Ironman Barcellona 2015

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Il migliore compagno di allenamento? Il Team Spartans sceglie #TomTomCardio per #correre verso nuovi traguardi! — con Pier Giorgio Spisni, Niccolo Gozzi, Federico Ironfrankie Franchini, e Marco Lodi

Ieri siamo apparsi in un post sulla pagina facebook di Tom Tom Italia. (Tom Tom è nostro sponsor tecnico nella preparazione dell’Ironman Barcellona 2015)

Pg felice doppio: perchè continuiamo a crescere e perchè il mio brutto muso è nella foto (Dozza Wine Trail 2015).

J: Pg allenare, non gongolare….
PG: Zitto Joda o ti tolgo la tv via cavo!

18 paia di gambe non bastano (RAAP 2015 Ride Across Appennino – coast to coast Viareggio Cesenatico 09 Maggio 2015 Team Spartans)

Questa volta l’ho fatta grossa,

questa volta mi ritiro,

vedrò la fine della traversata dietro il finestrino di un’auto di supporto che non celerà il mio disappunto, il mio imbarazzo ed il mio fallimento… Questa volta ho esagerato…

Ma adoro sbagliarmi….

Tutto inizio’ una sera di febbraio a cena dietro una porzione imbarazzante della “carbonara ignorante di PG” (tutto ebbe inizio qua) , Gianmarco lanciò l’idea di un evento di team, una traversata in giornata da Viareggio a Cesenatico, 250 chilometri con festa finale in spiaggia. Vuoi l’iperlipidemia della cena, vuoi le scarse quantità di sangue che tentavano a fatica di farsi strada nel flusso alcolico, ma mi parve una idea fantastica, un qualcosa di cui andare fieri…

Maggio sembrava lontano allora, ma maggio arriva sempre quando meno te lo aspetti.

Gianmarco partì ad organizzare tutto con la stessa inarrestabile energia con cui affronta le salite più dure in bicicletta, apparentemente instancabile, leggero e quasi caparbio nella sua determinatezza e, dannatamente efficace.

Viene creato l’evento (facebook), se ne parla con il team che reagisce con il solito folle e sanissimo entusiasmo con cui gli spartans affrontano qualsiasi impresa. Rimangono epiche risposte tipo “io ci sono, devo solo comprare la bicicletta” che la dicono lunga sul nostro grado di insanità mentale…

I giorni passano,arrivano gli sponsor a supporto: “La farmacia del Dr Piazza” di Faenza, Biovita e Powerbar; l’entusiasmo cresce e in breve riempiamo tutti i posti disponibili.

In un barlume di lungimiranza partecipo alle mie tre prime grandfondo per mettere nelle gambe almeno una frazione dei chilometri che mi serviranno a maggio;

  • 29 Marzo 2015: Granfondo Città di Riccione  120 Km:un casino galattico, sottovaluto l’evento, sbaglio completamente l’alimentazione (ergo non mangio) e mi spengo come un moccolo di candela al novantesimo chilometro, solo grazie ad Angelo non salirò sul carro scopa portando a casa 110 Km e un bello smacco
  • 26 Aprile 2015: Granfondo le cime di Romagna (Faenza) 140 Km: questa volta va molto meglio, e riuscirò ad arrivare in fondo, assieme a Massimo,  complici l’organizzazione, il calore dei volontari ed i ristori pantagruelici.
  • 1 Maggio 2015:  Granfondo Dieci Colli (Bologna Unipol Arena): mediofondo 85.1 Km, partiti in griglia VIP grazie ai pettorali offerti dallo sponsor Assicoop Bologna, nonostante i timori riesco a finirla senza cadere, sputando pezzi di frattaglie sulle durissime salite e con un sorridente arrivo in parata assieme a Giacomo.

Centoquaranta chilometri nelle gambe contro i duecentocinquanta che dovrò affrontare il 9 Maggio… non ce la farò mai…

Finalmente (finalmente sto par di ciufoli… avrei voluto altri due mesi di preparazione almeno!!!) arriva il fatitidco fine settimana dell’evento, parto in auto con Federico Ironfrankie a raggiungere a Rioveggio il resto del team.

Diciotto biciclette, due macchine e un (fantastico) team di supporto di tre persone per una traversata in giornata (qua trovate le foto dell’evento).

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Il Support Crew: da sinistra Maretta, Federico Ironfrankie e Annalisa.

Arriviamo a Viareggio, nubi e vento teso ci accolgono; hotel strategico sul litorale, giusto il tempo di prendere possesso delle stanze, sistemare le biciclette e andare a vedere il Mar Tirreno.

Per noi Emiliani, abituati a coste sabbiose, ed orizzonti interrotti solo dal profilo degli alberghi è piacevole vedere un tramonto sul mare e le montagne a fare da corolla alle spalle della spiaggia.

Prima di cena è il momento di una cerimonia simbolica, il prelievo di un po’ di sabbia tirrenica che alla sera verrà ‘liberata’ sul litorale adriatico, a suggellare l’unione tra le due coste, unita da un nastro di gomma ed asfalto (il prellievo dei ‘sacri’ granelli). Poco dopo a cena sembravamo più una comitiva scolastica che un gruppo di atleti (e diversamente tali) alla vigilia di una impresa sportiva… ma questo clima sempre leggero, questo saper ridere e scherzare delle nostre debolezze e delle nostre paure ormai è parte indelebile del nostro DNA, ‘giochiamo allo sport’, prendiamo con estrema serietà gli allenamenti e le gare ma non perdiamo mai il sorriso o quella scintilla scanzonata in fondo allo sguardo che, ammettiamolo, ci rende unici.

Notte, preparazione del materiale per il giorno dopo, divisa bici (con la bellissima tenuta dell’evento), barrette, gel, crema solare… E’ ora di dormire…. e

…subito suona la sveglia. E’ “il giorno”; ci si prepara, colazione e in men che non si dica siamo in strada per la foto di rito.

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lo Spartans Dream Team (in ordine approssimativamente alfabetico): Alan, Bruno, Enrico, Fabio, Giacomo, Gian Marco, Giorgio, Lorenzo, Luca, Luigi, Marco, Matteo, Niccolò, Pier Giorgio, Riccardo, Ruggero, Saul, Ubaldo.

Iniziamo a pedalare, Viareggio Lucca, Montecatini, Pistoia, Firenze, non ho mai pedalatato in gruppo così a lungo e la nostra (quasi) ordinata fila per due è molto efficace, riusciamo a mantenere medie superiori ai 30 Km/h in pianura senza faticare troppo (e Gianmarco e Matteo che conducono quasi sempre il gruppo hanno dato una bella mano!).

Purtroppo perdiamo tempo nell’attraversare le città, tra sensi unici in disaccordo col nostro navigatore GPS (che forse è il contrario ma poi chi se ne frega), picchi di traffico, strettoie e semafori.

L’asfalto… è bello vedere che Emilia Romagna e Toscana sono unite dallo stesso nastro strappato di idrocarburi aromatici policiclici a catena lunga…. buche, fessure, crepe, tombini a volte incastonati a volte sporgenti, alto o bassorilievi ad esaltare la decadenza dell’italica pubblica amministrazione. Per fortuna chi sta davanti segnala gli ostacoli permettendoci quasi sempre di evitarli anche se, in certi momenti, iniziamo a segnalare i tratti di asfalto liscio dato che sono così rari…11209726_10205312207078539_2250357089161867665_n

Poi le scene anomale, il vecchietto contromano in rotonda, con la testa incassata tra le spalle, una ferrea determinazione nello sguardo miope da Mr Magoo mentre ascoltando allegre marcette nell’autoradio onora la Regina Elisabetta marciando imperterrito in senso orario;

poi i ragazzini che ci sfottono, qualche ciclista che ci affianca chiedendo se davvero stiamo facendo la traversata in un giorno solo, la ragazza che ci riempie di improperi con una prontezza di riflessi e linguaggio degna di una matrona da lupanare… uno spasso insomma.

Regolarmente le auto a supporto ci aspettano a bordo strada per fotografarci o fornirci supporto, quello che si pensava fosse solo un ausilio in caso di guasti diventa una presenza amichevole e costante, con Annalisa Maretta e Federico sempre pronti a passarci una barretta, fotografarci od incitarci.

Passiamo Firenze semi intossicati da traffico e smog e la pianura inizia a cedere il posto a un falsopiano a salire fino a Dicomano, San Godenzo e su per 20 lunghi chilometri di salita fino al Passo del Muraglione.

Già, il muraglione, il regno delle due ruote a motore, curve su curve che si alternano a salire senza lasciare mai respirare; una salita non impossibile in verità, se non fosse che stai pedalando da 140 Km quando l’affronti.

Ho faticato come una bestia, spingendo fin troppo presto il cambio al rapporto minore e cercando sovente di scalare ancora laddove pignoni e corone non ve n’erano più e, nel delirio affannoso viene fuori l’allegoria “La bici è come la vita, prima o poi i rapporti finiscono!”

deliri da ciclisti improbabili.

Rimango indietro, se vogliamo parliamo del fatto che peso 92 Kg x 190 cm e proprio il fisico da scalatore non ce l’ho; possiamo invocare l’intenso periodo lavorativo, la fatica della giornata e mille altre scuse del cavolo… la amara realtà è che sono una pippa fotonica in bicicletta…. 🙂

Così spingo, rallento e vedo la velocità calare, mi rendo conto che a piedi andrei più forte, fatico all’inverosimile e per la prima volta penso di non farcela. L’immagine seducente di un passaggio in cima su una delle auto mi balena davanti…basterebbe dire che non ce la faccio e sarebbe fatta; pochi minuti e sarei in cima, nessuno direbbe nulla e molti capirebbero ma non io. Non avrei il gusto del dire ce l’ho fatta, non potrei scrivere questo post, non potrei indossare con orgoglio la tenuta che commemora l’evento, non mi godrei la festa a Cesenatico e soprattutto NON CE L’AVREI FATTA.

Ovvio, eccovi di nuovo li ad alzare i vostri ‘diti’, la vita non si basa su queste cose; lo sport è un gioco, non vincerò mai nulla e le solite banalità messe in fila come pezzi di carne su uno spiedino.

Ma è il mio gioco e lasciatemelo giocare, lasciatemi stabilire le mie regole di questo nascondino e lasciatemi decidere di continuare col mantra “spingi tira” che si sussuege una pedalata dopo l’altra su per la bella salita al passo.

Qualche volta mi fermo, mangio, bevo e riparto e su a salire, in un gioco di chimere dove le pendici alberate cedono spazio al cielo e all’illusione della fine della salita per poi beffarti curva dopo curva con altre ghignanti salite…

Quando ormai mi sentivo 11218571_816286381786843_1448265267584720867_oun po’ come Sisifo, possibilmente più stanco, ecco che improvvisamente sento i pedali alleggerirsi… alzo la testa…spiana…. stupito aumento il rapporto, poi ancora e ancora; prendo velocità e dopo poco eccolo, affogato tra mille adesivi, quasi illeggibile e probabilmente insperato il cartello indicatore del passo: 907 metri!

Da qui in poi tanta discesa e mi ritornano in mente le parole di Gianmarco (Piazza): “il ciclismo è sofferenza” e ancora “la discesa te la devi guadagnare“… eccomi, ho sofferto ma non ho mollato, ho stretto i denti e sono arrivato in cima… ora ho fame!

Un panino e una coca per poi ripartire, mi soffermo a cazzeggiare e perdo la foto di gruppo davanti al mitico muraglione; mi copro e inizio a scendere… mancano ancora settanta Km ma inizio a solleticare l’idea di poter arrivare in fondo.

La discesa è fredda, ventosa, inebriante nella velocità e nell’alternarsi delle curve, laggiù da qualche parte all’orizzonte c’è la fine di questa giornata e ci sto arrivando.

Pausa in fondo alla discesa, il sellino allentato viene prontamente sistemato grazie all’aiuto di Lorenzo (che due sere prima mi ha sistemato la posizione in sella… tanta roba e tanta fatica in meno!!!).

Arriva presto Forlì e finisce fin troppo presto la discesa, non ci sono più salite ma un bel drittone controvento fino alla sabbia del mare.

Gli ultimi Km li faccio con Giorgio, assaporando la fine della giornata, smetto di mangiare barrette perchè il sorriso da squalo tigre che non mi cavo più dalla faccia mi fa mangiare migliaia di gustosi e proteici moscerini….

Ecco il grattacielo di Cesenatico, ultima fatica il cavalcavia sull’adriatica, passerella in centro e, finalmente il Bagno Milano.

Ad attenderci amici e famiglie, e la bellissima maglia di “RAAP finisher” ed il rito della sabbia . Entro in doccia e sotto l’acqua canto, rido, piango e ricomincio, L’acqua calda mi scorre addosso e il pensiero torna ai 260 Km percorsi, alle risate, alla fatica, alla bellezza di averli condivisi coi miei amici;

culo fan direbbe Joda, oggi la forza scorre forte in noi….

Gli amici del bagno Milano hanno preso alla lettera le indicazioni “birra come se piovesse” e finalmente ci si siede a cena, il giusto epilogo di una giornata perfetta.

260 Km percorsi con 18 biciclette, nessuna foratura, nessun incidente, nessuno si è fatto male tutti ci siamo divertiti.

Quella che tre mesi prima era un’idea buttata su un piatto fumante di pasta è diventata la nostra piccola impresa…

Diciotto paia di gambe non bastano, servono diciotto cuori, un po’ di sana follia, tanta passione, le famiglie, gli amici e la voglia di osare ancora una volta, sapendo che non sarai solo, sapendo che arriverai sorridendo.

Alan, Bruno, Enrico, Fabio, Giacomo, Gian Marco, Giorgio, Lorenzo, Luca, Luigi, Marco, Matteo, Niccolò, Pier Giorgio, Riccardo, Ruggero, Saul, Ubaldo, Annalisa, Maretta, Federico: WE ARE SPARTANS!

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la linea è stata spostata, ed è stato fatto, non provato.

Maratona di Ferrara 2015 (l’alba, il vento, gli amici…)

E arriva il giorno della quarta maratona; Ferrara di nuovo, scelta perchè quest’anno non riesco a prendermi un fine settimana per andare a Roma, scelta perchè comoda ed organizzata bene, scelta perchè lo scorso anno soffrii troppo per una contrattura negli ultimi 8 Km e volevo cancellare quel doloroso ricordo, scelta perchè tanti della squadra sarebbero stati presenti, scelta per correrla assieme ad un’amico.

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Oggi è un buon giorno per correre….

Però… – c’è sempre un però, anzi questa volta ce ne sono parecchi…. ho il desiderio di scendere sotto le quattro ore ma sapevo che non sarebbe stato oggi, ho corso troppo poco ultimamente; ho avuto problemi di feeling iniziale con le nuove scarpe, soffrendo oltremisura di dolori alle gambe durante e dopo i 30 Km della Valli e Pinete, ho così optato per l’azzardo: mungere gli ultimi Km disponibili alle Glycerin vecchie sperando che non si aprissero in gara… Insomma alla partenza non ero in forma e con più di qualche dubbio sui materiali. Ma il mattino arriva sempre troppo presto nei giorni topici e con esso una bell’alba primaverile. Ritrovo con Angelo ed Alan e via fino a Ferrara; parcheggio supertattico a 300 m dalla partenza e ritrovo con la squadra per la distribuzione dei pettorali ritirati preventivamente da Gianmarco (grassie!!), caffè e foto di rito. Preparazione, saluti e consegna delle borse, in men che non si dica ci si trova inglobati dai riti della partenza… saluti, richiami, odore di canfora (canfora?) e olii vari per massaggi, qualcuno scherza, c’è chi si aggira con l’aria spaesata di un pulcino alla fiera del paese, una fantastica amazzone ti incrocia regalandoti un superiore sguardo sdegnato… Sembriamo nel backstage della settimana della moda: pantaloni lunghi o corti? li mettete i manicotti? l’antivento va quest’anno o è meglio lo spolverino? che dite mi viene ancora bene la Magnum….

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Spartani belli, belli in modo assurdo, pronti alla partenza

Eccoci pronti, finalmente la foto e via si sciama per la partenza. Con Angelo decidiamo di partire dal fondo, non c’è molta ressa e vogliamo impostare un ritmo tranquillo che ci permetta di arrivare in fondo senza patire troppo. Altri saluti, altri amici. il tempo è bello ma c’è un vento impetuoso che si insinua tra le antiche mura della cità strappandoci un brivido; temo per quando saremo negli spazi aperti verso le golene del Po… Partenza… è iniziata.. la mia quarta maratona… Ci assestiamo su un ritmo che ci permetterebbe di finire in quattro ore circa, tenendo comunque del margine; Angelo ha corso davvero poco ultimamente e non è in piena salute… Il piano è di andare avanti assieme poi valutare in corso di gara. Sorpassi, vialoni, vigili sorridenti (sic!) che bloccano il traffico, il gps mi ricorda lo scandire dei chilometri, abbandoniamo il centro, poi la periferia e quindi ci buttiamo in bocca al vento, che sarà nostro sgradito compagno di tutta la corsa. Come sempre, con Angelo iniziamo presto a parlare di tutto, la famiglia, il lavoro, lo sport, la squadra, lo (scarso) stato fisico in cui versiamo, le gare e i progetti per la stagione… Correre assieme allenta la tensione mentale e una mente libera allenta il peso sulle gambe… Quando corri la noia può diventare un’antipatica compagna di letto… che ti fotte alla stragrande (forse ‘stragrande’ è una parola un po’ forte…scusatemi n.d.a.) quindi ogni possibilità di evasione è un po’ di autonomia in più, un po’ di stanchezza in meno e tanti passi macinati. Il mondo è piccolo quanto un fottuto minuscolo fazzoletto (ecco, l’ho rifatto ‘fazzoletto’…. sono più sboccato di Sgarbi a volte… tanto per rimanere a Ferrara) e spesso la vita ti regala coincidenze inaspettate… Infatti correva il decimo chilometro quando sento una voce “Ciao, sono anch’io in squadra con voi sapete?” ci si affianca un corridore, con la maglia gialla del gruppo podistico di Minerbio, da poco iscritto con noi per il triathlon; qualche battuta e CARRAMBA!!!!! dopo venticique anni non vado ad incontrare un amico di infanzia? Massimiliano, oggi in corsa per la mezza maratona… un po’ di ricordi e giusto il tempo di tramutare lo stupore in gioia, che spettacolo!! Al diciasettesimo Km il bivio per la mezza, ora siamo in meno e ci avviamo decisi verso il temuto argine del Po, vento vento vento e ancora vento se possibile… Continuano le chiacchere, io mi sento bene le gambe girano e la testa rimane sul pezzo. Ad ogni ristoro rallentiamo per bere e mangiare qualcosa (banane per me, arance per Angelo); nella seconda metà del percorso rallentiamo leggermente il ritmo per pagare pegno ai 5 Km sul famigeratao argine; quando si corre per tanti Km il fondo stradale si fa sentire e il sentiero di terra battuta e brecciolino non ci riempie certo di gioa… Affianchiamo, veniamo passati e passiamo altri runner, spesso si scambia una battuta o un saluto, Passa l’argine e con esso il trentesimo Km, Angelo accusa un pelo di stanchezza ma procediamo. Piano piano un po’ di stanchezza sale, ma il progressivo calare della strada rimanente è un gran bel viatico…

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“la vera forza di uno spartano è il guerriero al suo fianco”

Si rientra in Ferrara, di nuovo sulla ghiaia di un sentiero in un parco poi di una pista ai piedi delle mura; improvvisamente Angelo, dopo una sosta a un ristoro, viene bloccato da fitte a un ginocchio; cerco di minimizzare ma vedo che soffre… rallentiamo, prova a fare qualche allungamento e piano piano il dolore passa; possiamo ripartire. 38 -39- 40 entriamo dentro le mura, ormai è fatta; l’ultimo chilometro sembra un pelo più lungo ma intanto Ferrara ci accoglie ed avvolge, ultimo rettilineo; ormai è fatta… guardo con l’occhio di un amante bramoso le seducenti forme del cartello che indica lo scoccare del quarantaduesimo Km, svoltiamo, gente che applaude, l’arco dell’arrivo, il tappeto rosso finale, passiamo il traguardo assieme, quattro gambe che saltano e quattro braccia che cercano il cielo… è fatta! unnamed Telo, medaglia, sorrisi… quella che temevo una gara dura è passata meglio del previsto, non ero solo e questo paga… mi viene in mente una citazione dal film 300 che mi pare calzi a pennello “la vera forza di uno spartano è il guerriero al suo fianco“. Ora, so bene che il nostro è solo un gioco di piumati elmi dorati, ma… lasciateci giocare 😉 Doccia, pasta party e rientro… mi sembrano solo pochi istanti fa che mi stavo preparando a partire e tutto è già finito… la solita -forse un poco masochista- nostalgia post gara mi viene a fare visita… ma poi passa in fretta, le endorfine salgono e non smetto più di sorridere. Non credo di poter chiedere altro a questo paio di scarpe…

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PG MEDAGLIA!!!!!

Valli e pinete 2015 (la tartaruga e il panda)

La pineta scorre, attorno e dentro di noi; se fossi in uno di quei fortunati periodi in cui percepisco gli odori sarei pervaso di resina, salsedine e vento che dal mare filtra attraverso i rami.11047925_10205770937854171_5941433992599408529_n Passi su passi, il fondo di terra battuta è asciutto ed il tappeto di aghi di pino è una piacevole alternativa alla solida rigidità dell’asfalto.
Sette chilometri, la stanchezza iniziale è passata aiutata dalle chiacchere con Massimo e Saul, che corrono assieme a me per un tratto, finalmente mi rilasso….
e improvvisamente sono sbalzato in avanti, la prospettiva cambia, il suolo non è più a contatto con le mie suole e in maniera assolutamente inaspettata…. si schianta contro di me… o forse è il contrario…

No, decisamente è il pianteta che ha cambiato asse è mi è venuto addosso.. amen… fa male però!!!
Probabilmente perchè non me l’aspettavo ma la caduta è stata senza conseguenze, sono andato giù a corpo morto e, i presenti, mi hanno assicurato che è sembrato mi fossi buttato avanti come per fare una flessione:-)

Voi sapete vero cosa fa un runner quando cade? Si alza il più velocemente possibile urlando al proprio prossimo che non si è fatto nulla, che si sanguinava anche prima e che no i monconi di tibia e perone che spuntano dal suo polpaccio non sono nulla di anormale… Ma per fortuna non è stato così oggi e, dopo aver appurato che il garmin fosse salvo, ho ripreso a correre… anche accelerando un poco.

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Con Tiziana e Riccardo prima della partenza, io sto facendo esercizi di meditazione per raccogliere le giuste energie per la gara…

Ma perchè ho cominciato a raccontatare della gara da 30 Km di Ravenna, la Vali e Pinete, a cui ho partecipato oggi iniziando dalla caduta del settimo Km?

Semplice avevo iniziato un resoconto cronologico che aveva lo stesso appeal del ‘bugiardino’ di una supposta di glicerina quindi, ancora una volta, culo fan agli schemi e buttiamo tutto all’aria.

Trenta chilometri, lungo di preparazione alla maratona di Ferrara tra due settimane; partenza al mattino presto assieme a Riccardo, Tiziana (Podistica Ozzanese) e Massimo; a Ravenna troveremo poi un’altra decina di Spartans e Nicola, sempre della Podistica Ozzanese, che però vedrò solo a fine gara.

La mattina era ideale per correre, 9°C, sole e leggerissimo vento; una piacevole sorpresa rispetto allo scorso anno (pioggia fitta e battente) . Ma le note piacevoli finiscono qua, come dicevo ho faticato a rompere il fiato i primi quattro chilometri, sono stato bene fino al quindicesimo, quando Massimo e Saul hanno deviato per il traguardo della mezza maratona. ho continuato tranquillo per altri 10 Km per poi patirle tutte, da un mal di pancia improvviso, a dolori alle tibie, a mancanza di voglia di finire…

Ma poi come sempre sono arrivato in fondo, faticando più del dovuto e con qualche dubbio in vista di Ferrara…

Fa nulla, alla fine ho quasi tenuto il ritmo medio che volevo e ho trenta Km in più nelle gambe. Ho visto tanti amici, e come sempre siamo stati bene assieme… vedere poi tante maglie nere con la esse dorata e il cimiero è sempre una emozione che mi stupisce.

Domani è un’altro giorno Rossella, oggi è andata bene!!!

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il gruppo del Team Spartans prima della partenza….

Il panda dite? la tartaruga chiedete?

Semplice, prima della partenza ho fatto la visita di rito ai servizi del palasport; beh c’era un raduno di atleti iperinfisicati con telai da paura e tartarughe addominali in bella mostra… e c’ero io, con i sei Kg di troppo, la buzzetta e le solite occhiaie che mi accomunano al simpatico ma inutile orso…. mi mancava giusto un germoglio di bamboo da sgranocchiare 😉

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