Ironman Barcellona 2015: i percorsi (tracce gps)

Quattro mesi dopo quella fantastica giornata spagnola (Ironman Barcellona 2015)ho deciso di condividere i tracciati GPS della mia gara. Non tanto per la mia (misera) prestazione quanto per dare una mano a chi quella splendida gara deve ancora affrontarla.

Tracciato gps frazione nuoto Ironman Barcellona 2015

I 5134 m sono una bufala…. il GPS del tom tom in acque libere sovrastima le distanze…
La corrente era a favore nel tratto di andata e contraria al ritorno.Attenzione alla risacca nella fase di rientro, il fondo passa da 1,5 m a 0.60 m in un passo, causando l’aumento repentino di altezza e velocità delle onde…

Tracciato gps frazione bici Ironman Barcellona 2015

Fantastico!! un tracciato bellissimo, bisogna solo prestare attenzione nella fase iniziale, dalla zona cambio all’uscita da Calella, a causa di numerosi dissuasori piuttosto alti.
Una volta arrivati sulla litoranea godetevi la cavalcata, vi attende un tracciato dolcemente ondulato vi condurrà nei tre giri previsti, asfalto buono a grana grossa ma privo di asperità e un muretto che vi proteggerà parzialmente dai venti marini ma senza oscurarvi la fantastica vista del mare dove poco tempo prima avrete nuotato.

Tracciato gps frazione corsa Ironman Barcellona 2015

Un percorso da ripetersi quattro volte, sul litorale; usciti dalla zona cambio si va verso l’expò e la discesa dell’arrivo, poi ritorna davanti alla zona cambio e si allontana a nord. Odierete i due sottopassi, uno per passare oltre la ferrovia a nord prima di tornare indietro e l’altro per rientrare dal lato dell’expo questo ben più lungo e ripido.

Il fondo è misto, in alcuni punti terra battuta e ghiaia, poi asfalto, comunque mai problematico; bisogna solo prestare attenzione ad alcune curve secche vicino alla zona cambio con alberi in mezzo alla strada.

Se avete domande contattatemi pure… e andate a prendervi la vostra medaglia!! 🙂

Il resoconto della mia gara lo trovate qua: Ironman Barcellona 2015

 

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I’m an Ironman!!!

 

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L’ironman risponde (intervistato sul sito Spartans)

E venne l’intervista….

e poco importa se è sul sito del mio team…. una intervista è sempre tale…

Puoi smentirla, dire che il giornalista ti ha manipolato, che hanno preso solo stralci di quello che dicevi e che, davvero eri sicuro che non fosse un reato quello che facevi….
Ma non in questo caso; Roberto (Nava) ha riportato refuso per refuso quello che ho risposto….

Qua trovate il link originale: L’ironman risponde: Pier Giorgio spisni

La nuova rubrica “L’IRONMAN RISPONDE” prosegue e vede oggi sotto i riflettori un altro protagonista. È Pier Giorgio Spisni, Consigliere del Team Spartans e atleta di tutto rispetto, che ha recentemente chiuso – con sua grandissima gioia – l’IRONMAN di Barcellona.

Anche per lui quindi le classiche domande di rito, che ci aiutano a capire come vive, come si allena e cosa fa un vero IRONMAN nella vita di tutti i giorni.

Andiamo al sodo e vediamo un po’ come ha risposto alle nostre domande:

– Perchè una persona normale dovrebbe decidere di fare un IRONMAN?

Una persona normale non dovrebbe decidere di fare un Ironman…quando un maratoneta dopo 35 Km spesso si pianta perchè ha “esaurito il carburante”, l’idea di nuotare per 3800 m, pedalare per 180 Km e correre i 42 Km di una maratona è talmente insensata da dover essere vietata alle persone normali…Ma un aspirante Ironman finisher non è normale: è un sognatore incosciente , un bambino con un ego smisurato e con una medaglia da raccogliere in fondo al proprio arcobaleno personale…

– Da che ‘mondo’ arrivi? Runner, Ciclista o Nuotatore?

Fino a cinque anni fa ero un professionista del “divaning”, poi  arrivò la corsa, dapprima un minuto, alternato e ripetuto, poi un chilometro poi sette, poi le ginocchia sembravano esplodere e quasi abbandonai…poi ci furono le prime scarpe serie da running e arrivò la mezza maratona, e le endorfine ed il piacere delle lunghe solitarie corse e di quelle in compagnia, la prima maratona e i crampi bagnati dalle lacrime su quella finish line…2012 il mio primo triathlon sprint, la bicicletta avuta in regalo da una settimana, la distanza di nuoto mai affrontata ed una nuova gioa alla fine, potevo essere quello che nemmeno avevo immaginato.

– In cosa consiste l’allenamento di un IRONMAN?

È il video della gara che affronterai consumato nei suoi loop digitali, è la voglia di farcela e la paura di cadere. Sono allenamenti che si alternano rapidi per abituare il corpo e formare la mente, è calore e sete, fame e sonno gioia e pensieri che ti spingono quando sembra non ce ne sia più.

– L’alimentazione è importante?

Non curo particolarmente la dieta, troppo pigro, troppo goloso… Mentre curo in maniera maniacale l’alimentazione in allenamento ed in gara, bevo e mangio a ritmo regolare, il rischio di rimanere a secco è fermarsi è troppo forte e l’ho provato durante una granfondo di bicicletta ad inizio stagione… qualcuno spinge un pulsante di un telecomando nascosto chissà dove e ti spegni, spingi ma le tue gambe non ti seguono e la velocità cala… non hai fame, ti sembra di stare bene ma per quanto tu voglia non puoi proseguire…. una volta mi è bastato. Ho i miei gel, le mie barrette e ho la fortuna di potermi nutrire di essi per oltre dieci ore senza problemi. Ma il momento topico dell’alimentazione è quando converto le calorie bruciate nei piatti di pastasciutta che potrò consumare!

– Come conciliare allenamenti di diverse ore con gli impegni di tutti i giorni?

Lo scorso anno, proprio all’inizio della preparazione per L’IRONMAN Barcellona, a causa di un problema in azienda, mi sono visto dover decidere se continuare o meno la preparazione a causa del superlavoro che mi attendeva. La logica avrebbe voluto vedermi rimandare ad un altro anno…ma sarebbe stata la terza volta che rimandavo causa problemi di lavoro e così qualcosa è scattato…ho deciso di prepararmi e gareggiare lo stesso. Così ho dovuto gestire al meglio i tempi di allenamento, uscendo spesso la mattina presto o terminando la sera tardi…nascondendo gli allenamenti ai miei amici e soci sul lavoro, che si sarebbero preoccupati per me (e mi avrebbero, con la loro ‘sana’ preoccupazione, rotto le balle ;-P) A quel punto è stato necessario tiare fuori tanta grinta e sopperire con la qualità la quantità non adeguata di allenamento che avrei potuto sostenere. Partendo dalle tabelle di allemento preparate da Matteo, Jacopo me le ha adattate settimanalmente sulla base degli impegni lavorativi e così, con voglia passione e tanta ignoranza agonistica sono andato avanti (e al lavoro nessuno si è accorto di nulla!! 😉 ). E, per assurdo, una parte importante sono stati gli allenamenti “saltati”…ci sono stati alcuni momenti in cui sentivo che non avrei potuto seguire la tabella quel giorno, vuoi per stanchezza o per deconcentrazione….bene, sono riuscito ogni volta ad ascoltarmi e a commutare un allenamento intenso in qualcosa di rilassante o, al peggio, di saltarlo proprio. Ebbene quelle poche volte sono state basilari, perchè mi hanno evitato di azzerare la motivazione, l’energia e la voglia portandomi alla vigilia della gara al meglio delle mie possibilità…E il tempo finale, così tanto migliore rispetto alle mie più rosee aspettative è stata la cartina al tornasole della bontà del mio approccio.

– Cosa fai nei giorni che precedono una gara?

Mi immergo nell’ambiente, osservo gli altri triatleti, mi cerco di godere l’atmosfera unica che pervade l’aria, cerco di rubar energia alle tante persone che hanno, distanti anche continenti, condiviso la preparazione e che presto nuoteranno le stesse onde e percorreranno il mio stesso asfalto. Poi la preparazione del materiale, l’allestimento della zona cambio ed il fottuto desiderio che cresce della sirena della partenza…

– Hai qualche rito particolare?

Non compro nulla che sia legato all’evento, cerco di guardare il meno possibile la zona di arrivo e comunque mi rilasso…sono li perchè amo questo sport e ogni secondo è un regalo egoistico, sano e meritato.

– E nei giorni successivi?

Appena arrivo bacio la medaglia da finisher…lo faccio sempre…poi rido e piango, abbraccio gli amici e mentre bevo e mangio al pasta party corro a scrivere la notizia a chi è a casa. I giorni successivi cerco di non volare troppo mentre cammino e di non ingoiare troppi moscerini mentre mi aggiro ridendo…

Spisni-Post

Ironman Barcellona -6 (la paura dell’aspirante Ironman)

E’ li, la senti che ti veleggia attorno, fugace come il profumo di una bella donna in mezzo ad una folla di corpi unti e sudati ma, purtroppo, non è bellezza ma la sua nemesi.

Hai paura di bloccarti sulla riva del mare Mediterraneo e non riuscire a scendere in acqua assieme ad altri duemilacinquecento partenti;

hai paura di non riuscire a nuotare i tremilaottocento metri prendendo calci e pugni, respirando acqua salata e bestemmie;

hai paura di non riuscire a pedalare per centottanta chilometri,

hai paura di forare,

hai paura di rompere la catena, il cavo del cambio, un raggio, un pignone o di cadere, scivolare volare in un fosso e di li -magari- non uscire;

hai paura di non saper correre quarantadue chilometri, di stare male, di non riuscire più ad andare avanti o nemmeno  camminare.

Sogni quella fottuta finish line, guardi uno dei tanti filmati motivazonali a tema, ascolti i racconti dei fratelli che l’hanno appena varcata e ti esalti.

Però hai paura.

E’ arrivata stamane, ero in macchina andando al lavoro e ho iniziato a pensare alle cose da preparare per il viaggio; lo zaino per la zona cambio, il valigione per la bici, il trolley per il resto. Oddio il resto, e dove lo metto il casco, e i gel, e le barrete… cosa scorderò a casa?

E i vetri della macchina si appannano di nebbia e un motore smarmittato romba sulla tua corsia assordandoti le orecchie ed i pensieri… ma non sei in un racconto di Stephen King, sono solo il tuo ansimare improvvisamente esploso ed il tuo cuore impazzito. E’ solo dolce e fottuta paura.

Ma… (c’è sempre un ma);

Sono mesi che ti alleni, hai corso sotto il sole e con la pioggia, con la mancanza di voglia e quando avresti avuto altro di meglio da fare… Ti sei allenato da solo e con altri allegri cazzoni come te, hai riso, imprecato e masticato un po’ di amaro… ma ti sei divertito come un matto felice nel farlo…

Sai che sei in forma, (so che lo sono), non sei mai stato così in forma e non ti sei mai sentito così bene.

La bici è pronta, appena manutenuta e lubrificata,migliaia di chilometri ti hanno portato a trovare la posizione giusta e le ‘gomme giuste’…

La testa è pronta, più pronta del tuo cuore e della tua pancia…. La testa, si proprio lei perchè quando ti alleni o gareggi per otto, nove, quindici ore il 40 percento lo fanno i muscoli ma il sessanta percento è tutto “di testa”.

Quindi…..

quindi niente, sei un coglione umano con un po’ di ansia da prestazione… fa parte del gioco.

Ora smetti di frignare e vivi le ore che ti separano da quella spiaggia spagnola.

Barcellona is coming…..

PS: paura, abbiamo un messaggio ‘motivazionale’ per te: “E’ meglio se prendi nota…”

Ironman 70.3 italy 2015 Pescara (il giorno degli dei)

Il sospetto che aleggiasse qualcosa di strano nell’aria l’ho avuto sabato sera, alla cena pre gara con la squadra presso la IMG_5083Taverna di Poseidone (slurp!), quando notai una effige del dio del mare che mostrava una somiglianza inquietante con Federico Ironfrankie… Ma come sempre per i presagi, sul momento non ci dai mai peso…

Ma andiamo per ordine: sabato sveglia alle sette e partenza verso le undici, materiale preparato all’ultimo, gambe non depilate, manutenzione alla  bici prossima allo zero, sonno e stanchezza a farmi compagnia e ricordarmi l’intenso periodo lavorativo…

Mi salva la “lista triathlon” che utilizzo da due anni e mezzo aggiornandola ogni volta e che contiene tutto quello che mi serve in gara (con la testa che ho scorderei a casa la bicicletta… e poi vedrete se non ho ragione!!).

Giornata calda, l’autostrada è mediamente scorrevole e i 300 Km fino a Pescara scorrono lisci e noiosi.

Entrato in città percepisco un’aria diversa, cartelloni che pubblicizano l’evento, parcheggi saturi all’inverosimile, triathleti in allenamento sul lungomare e a zonzo per le strade.

Parcheggio, albergo e registrazione, nel momento in cui mi allacciano il braccialetto dell’evento improvvisamente mi risveglio e mi sale l’agitazione. E’ la mia prima gara del circuito Ironman, e le cose sono un po’ diverse dal solitoIMG_5067 , non si potrà mettere tutto il materiale vicino alla bici ma andrà diviso in sacche da riporre in apposite rastrelliere, mi vengono consegnati adesivi a profusione, con il numero di gara e così mi piazzo in un giardinetto ad allestire il tutto.

Riempio, svuto, controllo, riordino, svuoto e ricomincio…

Alla fine trovo quello che mi sembra un accettabile equilibrio ed accedo alla zona cambio, trovo la mia posizione e sistemo bici e casco; quindi le rastrelliere e piazzo la sacca bici e la sacca corsa…

Termino il tutto, vado a recuperare il pacco gara col mitico zainetto dell’evento e, ahimè vengo risucchiato dallo shop… tanta roba bellissimissima tutta da comprare… Poi la scaramanzia prevale ed esco con un paio di magliette ed una visiera…

Passo in albergo per una doccia prima della cena, appoggio lo zaino sul tavolo e mi perdo ad osservare il disegno della suola della Glycerin che si intravede… Belle scarpe domani andranno bene…. DOMANI? SCARPE? LESACCHEEEEE….

orrore sgomento e raccapriccio… apro lo zaino e trovo…. una scarpa O__O

IDIOTA FOTONICO!!! sono riuscito a mettere nella sacca run una scarpa sola!!! e adesso?

Un giro di telefonate e voci contraddittorie e contrastanti si alternano “le sacche non si possono più toccare”, “anzi si”,”no sono state immerse nella carbonite fino allo start”… le solite italiche voci contrastanti….

Arriva l’ora della cena, l’incontro con spartani e famiglie è sempre un’amozione, la preoccupazione poi non mi toglie l’appetito (ma mi toglierà il sonno) e la serata scorre lieta e veloce.

Albergo, doccia, sonno… sveglio e uno, sveglio e due… sogno di non aver puntato la sveglia, di dover andare al lavoro, di essere all’esame di quinta elementare… e l’alba mi trova piu’ stanco di come mi lascio’ il tramonto 😦

La partenza sarà dalle 12.10 e quindi possiamo fare le cose con calma, colazione e zona cambio; fortunatamente l’accesso alle sacche e’ libero e sistemo la scarpa al suo posto!!

Gonfiata alla bici, e ritrovo alla tenda Spartans pe ri preparativi della partenza; chiacchere, foto, ultimi preparativi e il tempo scorre veloce… ecco che i primi devono avvicinarsi alla battigia, tra poco si entra in scena!

11535314_10205920586366606_469157986_o(1)Ironman 70. 3 Italy – nuoto (Poseidone)

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La vestizione (foto di Simona Felicori)

Arriva presto l’ora della mia batteria di partenza, sarò assieme ad Alessandro, ci avviciniamo alla spiaggia dove trovo Simona, Fabrizio e Violante che sono venuti a salutarmi e sostenermi.

Ci chiudiamo le mute a 10′ dallo start e subito inizio a sudare , ci saranno 35° e tra la compressione e la mancata traspirazione del neoprene mi sento presto come un pollo a bagnomaria…

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Noi si va a fare un bagnetto (foto di Simona Felicori)

Come sempre il nuoto mi preoccupa un poco, negli ultimi sei mesi ho nuotato solo tre o quattro volte, causa lavoro, infortuni e tante scuse. Nemmeno il tempo di fare salire l’ansia e partiamo; i primi metri si cammina poi tuffo e l’acqua fresca ti avvolge, abbraccaindoti con spuma e frescura… Poseidone, probabilmente appagato dalla somigliana con Ironfrankie è appagato oggi e ci regala poche onde e zero corrente, Siamo in tanti a partire e tutti a puntare la prima boa, ci spingiamo e sbuffiamo per cercare acqua libera trovando solo muscoli e neoprene, ma passa ababstanza in fretta e trovo spazio e un buon ritmo di nuoto. La spalla destra mi fa male, a volte capita…. la zittisco, non è un mio problema il suo male, io devo nuotare e basta, ormai non sono più uomo: sono mutato in salmone e devo risalire la mia corrente. Le boe sono ben intervallate e non è faticoso tenere la rotta, attorno altri salmoni aiutano il branco a stare compatto ed avanzare: dopo circa cinquecento metri inizio a stare bene, non forzo il ritmo e alterno bracciate. Ad un tratto visualizzo tutta la gara, i 1900 m di nuoto, i 90 Km di bici e i 21 di corsa finale…. un capogiro mi coglie, il mio cervello rifiuta l’insieme è tanto… è troppo! Mi riprendo subito e riduco l’obiettivo a distanze più umane, la prossima boa… da li sarà un continuo susseguirsi di obiettivi brevi, la boa, la spiaggia, il prossimo ristoro e via dicendo fino al traguardo. Il triathlon sembra sempre di più l’allegoria di un’esistenza, devi concentrarti su obiettivi a breve termine mantenendo la rotta fino in fondo.

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Partiti! (foto di Simona Felicori)

Attorno ai 1500 metri veniamo raggiunti dai primi della batteria successiva, più giovani, più forti, più veloci. Cuffie verdi e riflessi argentati me li fanno riconoscere, questi non sono salmoni, sono barracuda aggressivi. Come ogni predatore non chiedono acqua,  se la prendono e passano veloci. Ne arriva uno, forte, veloce, grosso e stupido come un cagnolino da cruscotto; ho spazio attorno ma vuole il mio posto e mi viene addosso, rilasso i muscoli per lasciarlo passare ma niente, continua a spingere e strattonare, gli deve essere andato di traverso del testosterone e capisce meno della metà del niente a cui è abituato. Mi fa bere, e questo non va bene, alla spinta successiva alzo e irrigidisco il gomito al momento giusto… un grugnito e la scomparsa della sua bovina pressione sono il mio premio. Questo barracuda non mangerà salmone oggi! Mai confondere un pesce mite con un pesce inerme! spero solo non mi siano rimasti i segni dei suoi denti sulla muta…

Ultima boa, tocco fondo e mi alzo, raggiungo la sabbia e corro verso la zona cambio per i lunghissimi trecento metri; attorno è il delirio: ali di persone a urlare ed incitare… è bellissimo!!

Ironman 70. 3 Italy – bicicletta (Eolo e Vulcano).

Si recupere la bici e via verso le colline pescaresi, ci attendono 90 Km e tre salite,sulla carta niete di inaffrontabile  se non il caldo torrido dopo la frescura del mare è opprimente e maleaugurante. Si lascia presto il centro per  imboccare un asse attrezzato che per una decina di Km ci porterà dritti verso l’interno… e verso l’ira di Eolo che tanto per mantenere viva la sua fama di burlone ci accoglie con vento forte e teso da ovest; due terzi di gara controvento….. che non è male, è peggio!! Una volta saliti sulle colline verso Pianella o Ceppagatti poi veniamo premiati da raffiche tese e rabbiose. Le vedo giungere di lungi sui campi di grano, arrivare in schiere ad ondate che  mi portano alla mente la Guerra di Piero e la carica della brigata leggera a Balaclava.

A volte di fronte, raramente alle spalle e spesso di lato, spostandomi anche di un metro e facendomi lottare per rimanere dritto. Penso a quanto si divertiranno quelli con le ruote lenticolari…. Oggi a Eolo gli devono girare mica da ridere…

I paesini si alternano e assieme a lora tante immagini da ricordare, i bambini che chiedono il cinque,le tante persone che dal giardino di casa ti passano acqua fresca, la nonnina a Ceppagatti con in mano una borraccia da bici che ride sdentata e felice, il vecchio seduto con suo bastone nodoso che a un mio saluto risponde con un cenno solenne, ricordandomi il pescatore di Fabrizio De Andrè.

Vulcano, fabbro degli Dei è irato anche lui per qualche divino capriccio e punisce l’incolpevole Matteo (e tanti altri atleti sconosciuti) spezzandogli di netto il deragliatore della sua bici, gara finita… E mentre mi lascio Matteo alle spalle penso alla rabbia di una giornata buttata per un difetto meccanico, penso alla preparazione, ai costi e all’impotenza di fronte ad guasto che ti impedisce di buttare sulle ruote tutta l’energia accumulata. Spietato certo, ma anche questo è triathlon, anche questa è vita.

Sperando, invano,  di avere esaurito gli dei irati del giorno affronto l’ultima parte del percorso, riesco a stare molto sulle appendici e non soffro particolarmente i 20 Km di piattone finale fino al centro di Pescara.

Ironman 70. 3 Italy – corsa (Mercurio ed Esculapio).

Esci dalla zona cambio e inizi a correre, e ti scontri con un muro di caldo ed afa; 35°C e 21 Km di asfalto da domare…. non sarà uno scherzo.

E qua Mercurio la fa da padrone, per la velocità che lo contraddistingue, che tutti bramiamo in questo infernale pomeriggio di tarda primavera e per la temperatura del pianeta che porta il suo nome.

Ventuno Km e quattro giri di un percorso intelligente che alterna un lungo tratto sul lungomare ad altri tra i palazzi che diventano canyon ombrosi dove si infilano provvidenziali sbuffi di vento.

Mi sento bene e decido di badare ad arrivare in fondo, corro, cammino ai ristori bevendo anche se non ho sete e mangiando pezzi di banana…acqua, sali, coca Red Bull oggi non mi nego nulla….

Quattro giri ed ogni giro un diverso braccialetto colorato di promemoria, il primo Km passa inatteso, il secondo ti scioglie sulla riva dell’adriatico… così iizio un mantra personale, un countdown certo non fine ma ipnotico e rilassante che recito allo scadere di ogni chilometro: “ancora venti Km, solo 20 fottuti Km…” “ancora diciannove Km, diciannove fottuti km…” e così fino in fondo, dividendo la gara in frazioni e le frazioni in picole ripetute da alternare in seguenza. Inizio ad incontrare lungo il percorso Spartani ed amici e corro con un sorriso dentro, sto bene, è caldo ma sono vivo e felice.

Ma sono  un privilegiato, attorno a me tante persone cadono, barcollano, vomitano… il bilancio finale sarà apocalittico, tre persone in terapia intensiva e centocinquanta soccorse…. Oggi Esculapio farà gli straordinari ma, da divinità benevola qual’è ci guarderà dall’alto concedendo il recupero a tutti gli infermi della giornata.

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(foto di Federico Ironfrankie Franchini)

Il tifo in prosssimità dell’arrivo è bellissimo, i volontari sono fantastici e le emozioni vanno in altalena regalando momenti da registrare. I chilometri (fottuti chilometri)  continuano a calare, continuo e continuo , stando bene e sentendomi ingiustamente in colpa per chi non è così fortunato. In giornate come queste alimentazione ed idratazione sono basilari, sbagliarne la tattica ti fa finire a bordo pista…. devi bere anche se non hai sete e devi mangiare se non hai fame…. oggi non si puo’ rimanere senza benzina!!
Ultimo giro, ultimo ristoro, ultimo chilometro…. inizio a ridere e devo sembrare un po’ folle…. ma me ne frego,finalmente svolto verso la finish line ed entro in un tunnel di urla, musica e gente che ripete il mio nome. Vedo il traguardo con la emme rossa ed il puntino e penso ad un’altro traguardo simile che è seminascosto all’inizio dell’autunno…. sti cazzi, ora è il momento di alzare le braccia al cielo ed iniziare ad urlare.

In questa torrida giornata sono so dire se gli dei esistano…. ma se esistono sono certo che hanno sostituito da tempo l’ambrosia per barrette energetiche, hanno un numero scritto sul polpaccio ed alcuni di loro portano sulle vesti ricamato un elmo nero col cimiero dorato…

WE ARE SPARTANS!
so deeply human to seem divine

Cronaca di un iperlipidico CD Spartans (La carbonara, i carbonari e il gusto)

Strani gli acronimi… CD, compact disk, Circular dichroism– dicroismo circolare (questo l’ho pure studiato), Club Dogo, Corpo Diplomatico.  Cooperativa Deficenti, Connessione De Mente ma anche, ultimo ma non ultimo Consiglio Direttivo… Consiglio Direttivo, questo binomio così pesante che fa tanto Wall Street e Gordon Gekko, che riporta alla mente sinestesie di lontani luoghi comuni: consunte ma comode poltrone di cuoio, cenere di Montecristo sparse su antichi kilim, vapori di Remy Martin Louis XIII, e come sottofondo ad unire ed amalgamare il tutto il buon vecchio e caro sudore di cavallo….. Ah, direbbe il buon Luigio Guastardo della Radica, “ambienti di un certo livello”… Invece siamo solo sette amici che una manciata di mesi fa hanno provato a mettersi a giocare al Team di Triathlon per poter continuare a fare quello che amiamo, allenarci, faticare, gareggiare, ridere e stare bene. Poi capita che i sette diventino in meno di un anno quasi il doppio di sette volte sette, capita che si perda qualcuno per strada e che qualcun’altro salga a bordo; capita che scopri che quello che era il tuo modo di intendere lo sport piaccia e capita che così come una storia d’amore, che ti fulmina quando meno te lo aspetti, ti trovi attorno e dentro tante persone a cui piace la tua visione. E arrivano le scartoffie… i documenti, i conti e le cose da organizzare, gli impegni da prendere e le aspettative da non deludere… e così quello che prima lo sistemavi con una telefonata o con un giro di messaggi sullo smartphone richiede un po’ più di impegno… c’è da discutere della stagione di gare, organizzare le trasferte, smussare qualche spigolo che tra di noi è entrato in collisione… C’è da parlare di sponsor e pianificare un incontro importante per un progetto che fa un po’ impressione e che la scaramanzia richiede sfumarlo in campo lungo… Però… (c’è sempre un però) credete forse che ci riuniremo attorno a un tavolo, con l’austero Ironfrankie a battere un martelletto di legno invocando articoli e comma? Estiqatsi come diceva il famoso capo indiano…. Noi le cose le facciamo a modo nostro!! l’unico che conosciamo e quello che, stupendoci ogni giorno, funziona. Così domenica sera ci siamo trovati a casa mia e siamo riusciti, tra una parca cena e qualche bevuta centellinata a produrre un sacco, divertendoci e stando bene. Ma veniamo alla serata…. ho preparato una torta salata per antipasto, oltre a stuzzichini assortiti.

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Torta salata…. veloce e di grande resa 🙂

Federico e Niccolò arrivano per primi; Frankie non ha ancora detto ciao che già sta facendo a pezzi il concentrato di peppa pig che il mio salumiere chiama salame….

Riusciamo a fargli togliere la giacca prima di avventarsi sulla torta salata. Stappo un paio di Birre del Porco in attesa degli altri che iniziano ad arrivare alla spicciolata….  Angelo, Gian Marco, Jacopo e Matteo…

Dopo poco ci siamo tutti, faccio volare un tappo di spumante nel giardino del vicino e mentre facciamo più casino di un gruppo di Suore che giocano a palla avvelenata la serata prende ritmo.

Inizio a scaldare l’acqua e a preparare il sobrio piatto unico della serata….

La “carbonara ignorante di PG”…..

alcuni degli ingredienti…. dieci uova… un Kg di pancetta (metà dolce e metà affumicata); un Kg di spaghetti grossi, pecorino grattugiato, grana padano ed alcune spezie… se non chè…..

Se non che quando invitate qualcuno a cena assicuratevi che non sia fan di Master Chef o della Parodi…

Gianmarco mentre scolo la pasta, anzi appena ho finito, alza un sopracciglio e col fare sornione di un micio che ha appena appioppato una zampata a un passerotto sussurra “Hai tenuto un bichiere dell’acqua di bollitura, vero….”;

Federico, a cui qualcuno a Natale deve aver regalato il libro della Parodi “Sii un putto tra i fornelli” non perde l’occasione per alzare il dito presidenziale e proclamare….. “per la carbonara ci vuole il guanciale!!!  e subito alza l’ifone sei plas presidenziale, di un colore tanto dorato e pacchiano da fare arrossire un tenutario di postribolo di Cancun, pronto ad aprire un sito illuminatore….

Io intanto inspiro, espiro.. penso al mio armadio blindato e mi chiedo se sa meglio il rapido cal.9, il sempre in voga .357 magnum o il definitivo .45 acp…. ma visto che sono un uomo mite decido che se non la smettono opterò per il calibro 12 e per le cartucce a pelletts in plastica (evoluzione moderna della cartucia a sale…).

Riscaldo il sobrio chilogrammo di pancetta che ho sgrassato e preparato in anticipo e rigiro e la miscela di uova, pecorino, grana e spezie….foto 2

Un Kg di spaghetti non li ho mai preparati, so che sarà un problema saltare assieme tanta pasta con gli ingredienti e che la scelta di una pasta corta sarebbe stato meglio… ma me ne frego e decido di dividere in due la pasta e saltarla in due tegami diversi… Intanto i miei pazienti affetti da uno dei peggiori casi di verme solitario rumoreggiano… La pasta è pronta, Niccolò mi affianca ai fornelli, assaggio, scolo, il timer dell’iphone squilla con qualche secondo di ritardo… Giamarco azzarda “io la pasta di uno che conta il tempo di cottura col timer non la mangio!!!” (è deciso, con lui userò il coltello…..) Separo la pasta, la miscela formauovosa e iniziamo a saltare…. prima la pancetta poi la fiamma…. il formaggio non deve essere liquido ma nemmeno frittata…. il polso è più veloce dell’occhio e grumi di pasta e pancetta finiscono sul piano…. nessuno guarda e con un gesto che perfino Chef Rubio  mi invidierebbe raccolgo e ributto in pentola il seminato. Si impiatta e finalmente si mangia… saltano vari tappi, un’altra birra artigianale, dell’ottimo sangiovese…. inizio a sentirmi in pace con l’universo intero… La carbonara termina, iniziamo a lavorare e tra un bicchiere ed un cazzeggio portiamo a casa un sacco di decisioni per la nuova stagione.

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Succulento e griffato…. Grazie Annalisa!!!!

Le “pastarelle” entrano in scena, quindi il gelato e il sontuoso tiramisù griffato preparato da Annalisa…. Cantucci, passito, si rifiniscono le decisioni e ci si sfotte come se non esistesse un domani… Tiro fuori il copo di coda, il limoncello fatto da me… Gianmarco beve, rotea gli occhi, cerca affannoso una boccata d’aria ed esclama” Piggì… ci hai dato dentro con l’alcool!! Io sogghigno gustandomi il momento…. (sfiora i 35° il mio limoncello… mi piace farlo così con corpo e carattere)… per questa sera non dovrò usare il Tanto… foto 5La serata termina, recupero il cellulare per un selfie di rito (dimenticavo, serata smartphone free, accesi per le emergenze ma a riposo sul frigo… niente cazzigli elettronici in mezzo alle uallere stasera)  e ci salutiamo. Una cosa è certa, lo stiamo facendo nel modo giusto.

Grazie ragazzi

ps: dite che dimentico il gusto? volete sapere “il gusto di cosa”…. siete davvero diversamente svegli sapete…. il semplice, banale  e mai sazio gusto di stare assieme…what else?

ps2: http://www.teamspartans.org

Fai un regalo a un triatleta (definitiva e semiseria guida ai regali di natale per partner disperati)

Ammettiamolo, fare un regalo a un triatleta è un’impresa epica (ma anche ad un runner, un nuotatore, un ciclista e, suppongo pure ad un giocatore di ruzzola).mdot-ornament

Gli compri un fantastico maglione di cachemire con cui sembra proprio Robert Redford (o Jean Reno) e lui ti ringrazierà guardandoti con lo sguardo di un suricato appena uscito da una fumeria d’oppio di Shangai esclamando…. “Carino, grazie…… Ma hai visto che bello il nuovo misuratore endocranico wifi di endorfine? Pare che tutti i triatleti professionisti lo usino!!1197905635_f

E così mentre i tuoi pensieri vagano dal come nascondere il cadavere di un maschio adulto decerebrato, a visioni erotiche di te e l’apprendista dell’idraulico, timido ed educato ma con un corpo da eroe ellenico, mentre testate la nuova lavatrice con centrifuga a diecimila giri (che lui non installa perché deve fare l’allenamento combinato) e ti chiedi perché meriti tanto male…

Ovviamente lo stesso discorso vale anche se il triatleta è una donna… ma nel caso il partner sia un maschio i suoi pensieri saranno diversi… nel senso che i pensieri degli uomini, è noto ed assodato, si devono fare strada tra visioni erotiche di provocanti shampiste o di severe ma prosperose istruttrici di pianoforte con la passione per le punizioni corporali quando sbagli una scala…

Questi deprecabili individui acquistano qualsiasi diavoleria esca sul mercato per il loro sport, alle gare ricevono in regalo capi tecnici, la loro squadra gli fornisce spesso i capi per l’allenamento, nel dubbio si comprano comunque tutto doppio “perché serve“…

Ebbene, fare un regalo ad uno sportivo amatore è un delirio, ma cerchiamo di trovare una via per uscirne vivi senza commettere reati:

  1. Il buono regalo per il loro store di sport preferito.
    Odio quando mi regalano soldi o buoni, penso che il bello del dono sia fare lo sforzo di immaginare un oggetto che il destinatario vorrebbe per se. Lo sforzo di immedesimarsi e trovare un’idea originale e gradita è un viaggio nel rapporto tra due persone che salva una azione spesso meramente consumistica. Regalare un buono è una fuga vigliacca dallo sforzo di dover pensare. Però, fare un regalo tecnico ad uno sportivo ha dei problemi pratici praticamente irrisolvibili: la marca, la mistura, il modello… sono dettagli troppo personali. Ecco che un buono regalo può venire in soccorso ma consiglio di abbinarvi un regalo ‘materiale’, il classico ‘pensiero’ che però permetta di intraprendere quella ricerca di cui accennavo sopra.
  2. Un lettore MP3.
    Ormai tutti ne abbiamo uno ma alla fine sono sempre scarichi, nel cassetto sbagliato, in macchina o nel buco nero dove vanno i calzini spaiati. Ne esistono di tutti i tipi e per tutte le tasche, a seconda della passione del destinatario consiglierei uno piccolo ma impermeabile per le lunghe sedute di corsa o magari uno adatto alla piscina per poter nuotare a ritmo di musica (se poi entra in acqua un triatleta e ne esce la reincarnazione di Esther Williams, non venite a reclamare!).mp3
  3. Un buff ed un capo intimo sexy per voi.
    Lo so che siete perplessi… Va bene il versatile tubo di stoffa elasticizzata che può fare da scaldacollo, cuffia, passamontagna e via dicendo ma, perché il resto? Pensavo di avere lettori più svegli sapete: avete fatto un regalo gradito ad ogni sportivo poi aggiungete qualcosa per voi ma che farà piacere anche a lui/lei e a quel punto non vi resta che indossare rispettivamente solo il buff e l’intimo ed andare in camera a festeggiare!!!! (se ancora qualcuno non ci dovesse arrivare mi scriva in privato… vi manderò un utile ed impermeabile schema esplicativo!!). buff
  4. Un portamedaglie da appendere al muro.
    Diciamo la verità, tutte quelle medaglie sono sempre in mezzo… non si possono toccare, le lascia ovunque ma le vigila con più attenzione di quella riservata al diamante Cullinan. A volte avete il sospetto che accarezzi più loro di voi (dove sarà il numero dell’idraulico…). Allora perché non ricorrere ad un trucco machiavellico regalandogli un portamedaglie da appendere al muro dove riporle tutte ordinatamente? (No, non nello sgabuzzino assieme al calendario di Anna Falchi sarebbe tirare troppo la corda!!). Ne esistono di veri tipi, e si possono anche personalizzare come potete vedere nella foto sottostante.

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    Questa impressionante sfilza di medaglie appartiene a Federico Ironfrankie Franchini che ha l’apocalittica sfortuna di essermi amico. 🙂 http://ironfrankie.blogspot.it/

  5. Il libro “il mio ex faceva l’Ironman”.
    Per ultimo un divertente libro a tema, scritto da Nicola Ancarani che si definisce “un triatleta pentito ma ancora praticante” e che lo dedica “a tutte le ex“. Una scelta strana penserete, no un modo per fargli capire che ‘sapete’, che accettate il suo gioco e le sue folli compulsioni sportive. Vi suggerisco anche la dedica: “Con amore, nella speranza che io non debba mai leggerlo“. Se non è stupido/a capirà che lo sport è bello, talvolta basilare ma che non c’è solo quello nella vita!!!

    9788865378199

    Buoni Regali a tutti!!!!

Ultimo allenamento pre Maratona (forse sopravviverò)

Fatta! appuntamento con Luca e via, ho avuto la spinta per incastrare un ultimo allenamento prima di Reggio Emilia. Bello come sempre correre verso l’alba, impagabile correre in compagnia…. Reggio Emilia e la sua maratona sono vicinissime… non correrò per fare un tempone ma sono certo che mi divertirò!!! Ora colazione da campioni e via….

Il bilancio negativo delle calorie, ovvero sono ingrassato! (é buffo perchè è panzone…. cit. Hangover)

“E’ buffo perché è panzone” è la lapidaria sentenza con cui Mr. Leslie Chow sbeffeggia il goffo e “diversamente magro” Alan Garner nel divertente ed irriverente “Una notte da leoni” (Hangover)

https://www.youtube.com/watch?v=mJI49WsMmoE

Ebbene è quello che ho detto stamane allo specchio dopo la doccia, avendo preso atto che la bilancia non mi sta mentendo da due mesi in seguito ad un complotto globale capitanato dal diabolico duo D.ssa Tirone/Vanna Marchi…

https://i0.wp.com/us.cdn1.123rf.com/168nwm/petrkurgan/petrkurgan1305/petrkurgan130500026/19528479-banca-di-maiale-e-bilancia-su-sfondo-bianco.jpg

Quattro fetentissimi chili accumulati in circa sei mesi… ossia da quando ho calato drasticamente gli allenamenti di corsa ma senza diminuire l’apporto calorico di conseguenza.

Già le calorie… perché corri una mezza maratona, sbuffando per 1h45′ (quando vai veloce) e bruci circa 2000 calorie… che sembra una figata clamorosa…e da un certo punto di vista lo è perché si parla del fabbisogno calorico giornaliero (dati calcolati rigorosamente a spanne) di un maschio adulto ma…

c’è sempre un ma…

una pizza margherita apporta circa 700 Calorie, un etto di biscotti circa 500 ( e parliamo di 5/6 biscotti) e 80 grammi di pasta alla carbonara ben 580 calorie!!! O__O

80 grammi? e chi li mangia 80 grammi di pasta? ho chiesto a mia Mamma, la mia prima pappa in fase di svezzamento fu una porzione da 80 grammi di pasta alla carbonara… poi ho sempre aumentato!!!

Ecco, capite il dramma ora? sono goloso… mi piace mangiare e quando non riesco ad allenarmi va a finire che mi rimpinzo di più per consolarmi e questo è profondamente ingiusto…

Ma basta menare il torrone…
(che poi non è una cosa volgare come potreste pensare -branco di piccoli pervertiti- .
Dovete sapere che nelle fiere paesane, oltre a lanciare i classici richiami da imbonitore, il mastro produttore di torrone è uso mescolarne a lungo l’impasto caldo per spandere nell’aere gli effluvi aromatici dello stesso abbinando quindi un richiamo odoroso a quello vocale. Menare il torrone si dice quindi di qualcuno che perde tempo in maniera studiata. Anche perché diciamolo… il cane del proverbio si sarebbe sfrancicato gli ammennicoli di farsi inseguire e bastonare in mezzo ai cortili delle fattorie!!).

Comunque dicevamo, calare l’attività fisica mantenendo lo stesso apporto calorico o peggio, come nel mio caso, aumentarlo fa ingrassare. Ingrassare fa rallentare (ogni Kg di peso fa perdere circa 4″ al Km in corsa!!), fa stare peggio con indosso i capi a compressione (l’effetto Bibendum incombe) e fa pure male!!

Quindi mi devo rimettere a correre regolarmente, devo smettere di mangiare come se avessi ancora il metabolismo di un adolescente e mi devo rimettere in forma… che l’Ironman di Barcellona è vicino!!

Ora vi saluto… da qualche parte devo avere il numero di mr. Chow… ho finito i marshmallows!

 

 

ps: il fatto che uscito dalla doccia, dopo aver preso coscienza della mia panzonaggine, Diana mi abbia guardato inclinando la testa ed innalzando un sopracciglio, chiedendomi “Giorgio.. ma hai messo su peso?…..”  non ha assolutamente influito questo mio coming out ipercalorico!! 😉

Il mattino ha l’oro in bocca (All work and no run makes Jack a dull boy)

Correre al mattino è bellissimo, silenzio buio e la notte che malvolentieri si trasforma prima in alba quindi in giorno;

la città si risveglia, i ritmi devono ancora diventare frenetici e sembra che gli ultimi scampoli di buio non diventeranno mai luce….ma

….(c’è sempre un ma!)….

a letto sto bene!!! adoro il tepore delle lenzuola, adoro dormire e pure sognare! Quindi raramente corro al mattino prima del lavoro e mai se sono da solo.

Oggi però è stato diverso, scoperto che Luca, un neo Spartans, vive vicino a me abbiamo concordato di fare una corsa assieme e così stamattina ore zeroseiquindici ci siamo trovati ad Osteria Grande e abbiamo fatto conoscenza correndo sette chilometri sulle colline che costeggiano la via Emilia.

Adesso sono docciato, in accappatoio post doccia, con la marea delle endorfine in aumento e pregusto la colazione imminente :-))

Sono molto soddisfatto, grazie Luca per avermi tirato giù dal letto 🙂

La maratona di Reggio Emilia si avvicina, sono due mesi che corro in media una volta alla settimana però va bene così….

…il mattino ha l’oro in bocca…

foto

era proprio buio stamane!! 🙂

http://connect.garmin.com/activity/639521281#

Video Triathlon olimpico Cesenatico (grazie Warhol….)

E’ uscito il video ufficiale del recente triathlon olimpico di Cesenatico.

Mozzafiato, coinvolgente e davvero ben fatto… assolutamente in linea con quella che è stata la gara e l’organizzazione all’esordio… complimenti a Riccardo Marini e a tutti quelli che lo hanno reso possibile.

Le riprese poi dall’altro con il drone hanno davvero una marcia in più!!

Per qualche arcano motivo poi sono finito pure io nel video, a 1’00″… e sembro quasi uno serio…. così ho avuto 2″ dei 15′ che secondo Andy mi spettano….