L’ironman risponde (intervistato sul sito Spartans)

E venne l’intervista….

e poco importa se è sul sito del mio team…. una intervista è sempre tale…

Puoi smentirla, dire che il giornalista ti ha manipolato, che hanno preso solo stralci di quello che dicevi e che, davvero eri sicuro che non fosse un reato quello che facevi….
Ma non in questo caso; Roberto (Nava) ha riportato refuso per refuso quello che ho risposto….

Qua trovate il link originale: L’ironman risponde: Pier Giorgio spisni

La nuova rubrica “L’IRONMAN RISPONDE” prosegue e vede oggi sotto i riflettori un altro protagonista. È Pier Giorgio Spisni, Consigliere del Team Spartans e atleta di tutto rispetto, che ha recentemente chiuso – con sua grandissima gioia – l’IRONMAN di Barcellona.

Anche per lui quindi le classiche domande di rito, che ci aiutano a capire come vive, come si allena e cosa fa un vero IRONMAN nella vita di tutti i giorni.

Andiamo al sodo e vediamo un po’ come ha risposto alle nostre domande:

– Perchè una persona normale dovrebbe decidere di fare un IRONMAN?

Una persona normale non dovrebbe decidere di fare un Ironman…quando un maratoneta dopo 35 Km spesso si pianta perchè ha “esaurito il carburante”, l’idea di nuotare per 3800 m, pedalare per 180 Km e correre i 42 Km di una maratona è talmente insensata da dover essere vietata alle persone normali…Ma un aspirante Ironman finisher non è normale: è un sognatore incosciente , un bambino con un ego smisurato e con una medaglia da raccogliere in fondo al proprio arcobaleno personale…

– Da che ‘mondo’ arrivi? Runner, Ciclista o Nuotatore?

Fino a cinque anni fa ero un professionista del “divaning”, poi  arrivò la corsa, dapprima un minuto, alternato e ripetuto, poi un chilometro poi sette, poi le ginocchia sembravano esplodere e quasi abbandonai…poi ci furono le prime scarpe serie da running e arrivò la mezza maratona, e le endorfine ed il piacere delle lunghe solitarie corse e di quelle in compagnia, la prima maratona e i crampi bagnati dalle lacrime su quella finish line…2012 il mio primo triathlon sprint, la bicicletta avuta in regalo da una settimana, la distanza di nuoto mai affrontata ed una nuova gioa alla fine, potevo essere quello che nemmeno avevo immaginato.

– In cosa consiste l’allenamento di un IRONMAN?

È il video della gara che affronterai consumato nei suoi loop digitali, è la voglia di farcela e la paura di cadere. Sono allenamenti che si alternano rapidi per abituare il corpo e formare la mente, è calore e sete, fame e sonno gioia e pensieri che ti spingono quando sembra non ce ne sia più.

– L’alimentazione è importante?

Non curo particolarmente la dieta, troppo pigro, troppo goloso… Mentre curo in maniera maniacale l’alimentazione in allenamento ed in gara, bevo e mangio a ritmo regolare, il rischio di rimanere a secco è fermarsi è troppo forte e l’ho provato durante una granfondo di bicicletta ad inizio stagione… qualcuno spinge un pulsante di un telecomando nascosto chissà dove e ti spegni, spingi ma le tue gambe non ti seguono e la velocità cala… non hai fame, ti sembra di stare bene ma per quanto tu voglia non puoi proseguire…. una volta mi è bastato. Ho i miei gel, le mie barrette e ho la fortuna di potermi nutrire di essi per oltre dieci ore senza problemi. Ma il momento topico dell’alimentazione è quando converto le calorie bruciate nei piatti di pastasciutta che potrò consumare!

– Come conciliare allenamenti di diverse ore con gli impegni di tutti i giorni?

Lo scorso anno, proprio all’inizio della preparazione per L’IRONMAN Barcellona, a causa di un problema in azienda, mi sono visto dover decidere se continuare o meno la preparazione a causa del superlavoro che mi attendeva. La logica avrebbe voluto vedermi rimandare ad un altro anno…ma sarebbe stata la terza volta che rimandavo causa problemi di lavoro e così qualcosa è scattato…ho deciso di prepararmi e gareggiare lo stesso. Così ho dovuto gestire al meglio i tempi di allenamento, uscendo spesso la mattina presto o terminando la sera tardi…nascondendo gli allenamenti ai miei amici e soci sul lavoro, che si sarebbero preoccupati per me (e mi avrebbero, con la loro ‘sana’ preoccupazione, rotto le balle ;-P) A quel punto è stato necessario tiare fuori tanta grinta e sopperire con la qualità la quantità non adeguata di allenamento che avrei potuto sostenere. Partendo dalle tabelle di allemento preparate da Matteo, Jacopo me le ha adattate settimanalmente sulla base degli impegni lavorativi e così, con voglia passione e tanta ignoranza agonistica sono andato avanti (e al lavoro nessuno si è accorto di nulla!! 😉 ). E, per assurdo, una parte importante sono stati gli allenamenti “saltati”…ci sono stati alcuni momenti in cui sentivo che non avrei potuto seguire la tabella quel giorno, vuoi per stanchezza o per deconcentrazione….bene, sono riuscito ogni volta ad ascoltarmi e a commutare un allenamento intenso in qualcosa di rilassante o, al peggio, di saltarlo proprio. Ebbene quelle poche volte sono state basilari, perchè mi hanno evitato di azzerare la motivazione, l’energia e la voglia portandomi alla vigilia della gara al meglio delle mie possibilità…E il tempo finale, così tanto migliore rispetto alle mie più rosee aspettative è stata la cartina al tornasole della bontà del mio approccio.

– Cosa fai nei giorni che precedono una gara?

Mi immergo nell’ambiente, osservo gli altri triatleti, mi cerco di godere l’atmosfera unica che pervade l’aria, cerco di rubar energia alle tante persone che hanno, distanti anche continenti, condiviso la preparazione e che presto nuoteranno le stesse onde e percorreranno il mio stesso asfalto. Poi la preparazione del materiale, l’allestimento della zona cambio ed il fottuto desiderio che cresce della sirena della partenza…

– Hai qualche rito particolare?

Non compro nulla che sia legato all’evento, cerco di guardare il meno possibile la zona di arrivo e comunque mi rilasso…sono li perchè amo questo sport e ogni secondo è un regalo egoistico, sano e meritato.

– E nei giorni successivi?

Appena arrivo bacio la medaglia da finisher…lo faccio sempre…poi rido e piango, abbraccio gli amici e mentre bevo e mangio al pasta party corro a scrivere la notizia a chi è a casa. I giorni successivi cerco di non volare troppo mentre cammino e di non ingoiare troppi moscerini mentre mi aggiro ridendo…

Spisni-Post

100 Km del Passatore 2015 Firenze – Faenza (uno spartano, anzi due alla 100 Km)

header231 maggio 2015, ore zerocinquantatrè piazza del popolo Faenza, arrivo della 100 Km del Passatore.
Le transenne mi separano dai corridori in arrivo e ancora una ventina di Km di asfalto mi separano dal mio amico Gianmarco, IronGMP, che oggi corona la preparazione di una stagione.IMG_4954

Cento chilometri, da piazza della Signoria Firenze a Piazza del Popolo Faenza, in mezzo l’Appennino e, sopratutto, centomila passi da percorrere sui tuoi pensieri, sulle tue gambe, galleggiando tra cuore e testa.

Gianmarco non e’ solo, Lorenzo lo assiste in bicicletta dalla partenza, Federico Ironfrankie e Carla lo hanno raggiunto sull’appennino mentre famiglia e Spartani seguono in diretta in chat gli aggiornamenti puntuali del suo stato…. Ma e’ inutile dirlo, uno Spartano non e’ mai solo, la sua forza viene anche dal guerriero al suo fianco.

Aspetto, vedo atleti arrivare e l’emozione sale, assieme al turbinio di sensazioni e pensieri si fa strada un piccolo tarlo tentatore…

Il tempo e’ passato, Gianmarco e’ in arrivo, lo attendiamo con ansia gioiosa….
Ecco la sua falcata apparire in fondo alla via, l’impunito ha il coraggio di arrivare leggero e sorridente.

Urlo filmo mi emoziono voglio abbracciarlo….

Video di Gianmarco all’arrivo

Grandissimo Gianmarco, grazie di tutte queste emozioni….

Non diventiamo uomini migliori una volta raggiunto l’obiettivo, ma durante il percorso. #spartans4passatore

WE ARE SPARTANS

100

Solo al mattino apprendo che anche Alessio era sulla lunga strada del Passatore; il sorriso all’arrivo e la maglietta la dicono lunga sull’intensità della sua impresa…

Se prima eravamo in sette…adesso siamo in cento AUh AUh AUH!!! (quando la realtà spazzola via ogni più rosea aspettativa)

Stasera copio e incollo senza aggiungere altro se non la mia enorme gioia per i risultati raggiunti 🙂

LA fonte è la pagina facebook del team Spartans

Poco più di un anno per creare in 7, dal nulla, una squadra fondata sui valori dell’amicizia, della passione per lo sport e della voglia di mettersi in gioco migliorandosi ma senza mai prendersi troppo sul serio.

Poco più di un anno per costruire un gruppo sempre più numeroso di persone che sognano traguardi ambiziosi, ognuno il suo, ognuno con la sua dimensione che va dalla prima 10 km alle ultra maratone e agli Ironman, ognuno ugualmente importante perché la fatica è uguale per tutti, sia che si corra a 6’ al chilometro che a 3’.

Poco più di un anno per raggiungere quota 100, quando nessuno di noi avrebbe mai pensato che la filosofia “proporre lo sport per tutti in ottica de-agonistizzata ma senza rinunciare a sognare “ potesse riscuotere così tanto entusiasmo.

100 persone che hanno scelto di far proprio lo spirito spartans per dedicarsi a nuoto, ciclismo, running e triathlon, e che contribuiscono ogni giorno di più a far diventare la squadra una famiglia allargata. Un luogo protetto dove ognuno sa di poter contare sull’altro per condividere i successi e le sconfitte, le soddisfazioni, i dubbi e le paure attraverso cui queste discipline ci insegnano a diventare grandi. Spostare i nostri limiti con il cuore leggero e il sorriso sulla bocca è uno stile di vita, lo stile Spartans.

Valli e pinete 2015 (la tartaruga e il panda)

La pineta scorre, attorno e dentro di noi; se fossi in uno di quei fortunati periodi in cui percepisco gli odori sarei pervaso di resina, salsedine e vento che dal mare filtra attraverso i rami.11047925_10205770937854171_5941433992599408529_n Passi su passi, il fondo di terra battuta è asciutto ed il tappeto di aghi di pino è una piacevole alternativa alla solida rigidità dell’asfalto.
Sette chilometri, la stanchezza iniziale è passata aiutata dalle chiacchere con Massimo e Saul, che corrono assieme a me per un tratto, finalmente mi rilasso….
e improvvisamente sono sbalzato in avanti, la prospettiva cambia, il suolo non è più a contatto con le mie suole e in maniera assolutamente inaspettata…. si schianta contro di me… o forse è il contrario…

No, decisamente è il pianteta che ha cambiato asse è mi è venuto addosso.. amen… fa male però!!!
Probabilmente perchè non me l’aspettavo ma la caduta è stata senza conseguenze, sono andato giù a corpo morto e, i presenti, mi hanno assicurato che è sembrato mi fossi buttato avanti come per fare una flessione:-)

Voi sapete vero cosa fa un runner quando cade? Si alza il più velocemente possibile urlando al proprio prossimo che non si è fatto nulla, che si sanguinava anche prima e che no i monconi di tibia e perone che spuntano dal suo polpaccio non sono nulla di anormale… Ma per fortuna non è stato così oggi e, dopo aver appurato che il garmin fosse salvo, ho ripreso a correre… anche accelerando un poco.

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Con Tiziana e Riccardo prima della partenza, io sto facendo esercizi di meditazione per raccogliere le giuste energie per la gara…

Ma perchè ho cominciato a raccontatare della gara da 30 Km di Ravenna, la Vali e Pinete, a cui ho partecipato oggi iniziando dalla caduta del settimo Km?

Semplice avevo iniziato un resoconto cronologico che aveva lo stesso appeal del ‘bugiardino’ di una supposta di glicerina quindi, ancora una volta, culo fan agli schemi e buttiamo tutto all’aria.

Trenta chilometri, lungo di preparazione alla maratona di Ferrara tra due settimane; partenza al mattino presto assieme a Riccardo, Tiziana (Podistica Ozzanese) e Massimo; a Ravenna troveremo poi un’altra decina di Spartans e Nicola, sempre della Podistica Ozzanese, che però vedrò solo a fine gara.

La mattina era ideale per correre, 9°C, sole e leggerissimo vento; una piacevole sorpresa rispetto allo scorso anno (pioggia fitta e battente) . Ma le note piacevoli finiscono qua, come dicevo ho faticato a rompere il fiato i primi quattro chilometri, sono stato bene fino al quindicesimo, quando Massimo e Saul hanno deviato per il traguardo della mezza maratona. ho continuato tranquillo per altri 10 Km per poi patirle tutte, da un mal di pancia improvviso, a dolori alle tibie, a mancanza di voglia di finire…

Ma poi come sempre sono arrivato in fondo, faticando più del dovuto e con qualche dubbio in vista di Ferrara…

Fa nulla, alla fine ho quasi tenuto il ritmo medio che volevo e ho trenta Km in più nelle gambe. Ho visto tanti amici, e come sempre siamo stati bene assieme… vedere poi tante maglie nere con la esse dorata e il cimiero è sempre una emozione che mi stupisce.

Domani è un’altro giorno Rossella, oggi è andata bene!!!

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il gruppo del Team Spartans prima della partenza….

Il panda dite? la tartaruga chiedete?

Semplice, prima della partenza ho fatto la visita di rito ai servizi del palasport; beh c’era un raduno di atleti iperinfisicati con telai da paura e tartarughe addominali in bella mostra… e c’ero io, con i sei Kg di troppo, la buzzetta e le solite occhiaie che mi accomunano al simpatico ma inutile orso…. mi mancava giusto un germoglio di bamboo da sgranocchiare 😉

https://www.strava.com/activities/261491261/embed/cc208c2997601cfee651f1216807af44c4784785

Il mattino ha l’oro in bocca (sunrise running)

All 10 Km sunrise running per Piergiorgiospisni in Garmin Connect – Dettagli.

Gli allenamenti difficili è meglio farli in compagnia… anche un 10 Km mattutino fatto con calma…

Se non fosse stato per l’appuntamento con Riccardo, mai e poi mai avrei abbandonato il mio caldo e soffice lettone questa mattina alle 5.30…

Mission accomplished, ora inizia la parte difficile della giornata…. che affronterò surfando, col sottofondo delle note dei Beach Boys, sulle dolci onde lunghe delle endorfine…

Inutile… se non puoi capire non posso farci nulla… (la fatica e la ricerca della felicità)

https://www.youtube.com/watch?v=j6O0BiILC-0

Riassumo il contenuto del filmato, Ironman Barcellona 2014, un concorrente crolla a pochi metri dalla linea di arrivo, barcolla, si aggrappa alle transenne, cade…
Arrivano egli addetti ad aiutarlo, pare che rifiuti e quindi, a gattoni passa il traguardo, gli ultimi istanti lo ritraggono mentre alza le braccia al cielo.

Già vi vedo inarcare i vostri sopraccigli grassocci, alzare i vostri ‘diti’ da inquisitori e, con voce rotta dal livore e dallo sdegno esclamare “Questo non è sport, non ci si può ridurre così, questo è troppo, bisogna fermarvi….”.

Bene. prendete i vosti sopraccigli, i vostri ‘diti’ e il vostro sdegno e andate a farvi fottere…. io non posso fare nulla per voi.

Voi, eroici sprofondatori di divani, esperti nello scatto alla porta del freezer, sportivi della partita a tennis col capo o della corsetta con la tuta griffata. Voi, ciclisti della bici da tour de france che non vi fermate quando uno buca, voi motociclisti della Raticosa alla domenica solo quando fa caldo…
Pigri trasportatori di cervelli avvizziti…. se non potete capire almeno abbiate la decenza di tacere.

Perché chi fa sport di endurance, chi decide di dedicare ore ed ore alla propria passione, di rubare tempo al sonno, alle cene, di sacrificarsi per se stesso è e sarà sempre avanti a voi.

Non siamo fighi o migliori perché nuotiamo, corriamo, pedaliamo per più di dieci ore, lo siamo perché cerchiamo dentro noi stessi le nostre debolezze, perché ci sfidiamo di continuo e di continuo proviamo a migliorarci.

Non siamo nemmeno masochisti, non ci piace soffrire, cerchiamo semplicemente di stare meglio.

Non ci capite? bof, lo aggiungerò alla lista di cose di cui non me ne frega un cazzo….

E sapete il buffo? credo che nella vita conti solo quello che ti appaga e ti rende felice, sia partecipare ad un Ironman, collezionare francobolli o mettersi le dita nel naso guardando la domenica sportiva…

Chiudo, citando Guccini:

“per la mia rabbia enorme mi servono giganti”
“tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali”

Lasciateci dunque i nostri giganti e tenetevi i vostri commenti non richiesti e le vostre piccole invidie.

Noi abbiamo dei mulini a vento da sconfiggere.

Don Chisciotte 1

Buona la prima (debutti e ritorni)

Otto febbraio duemilaequindici una gelida alba mi da il suo buongiorno; non so che temperatura faccia esattamente fuori, il sito del meteo dice meno tre, il pinguino di passaggio che indossa una stola di umano dice che sono almeno meno sette…. il buon Lupo Alberto chiuderebbe la discussione definendolo in via definitiva “un freddo che spacca il becco agli uccellini”… e così sia! Ma torniamo indietro di un paio di giorni; venerdì sera ore 19.45; rientro finalmente a casa dopo la giornata della neve, chiusa con infiltrazioni di acqua nel controsoffitto in ufficio; mi butto sul divano ed apro la chat degli spartans, domenica otto febbraio ci sarà la competitiva a Granarolo, 10 Km da correre tutti al massimo. Lo scorso anno dovetti saltare questo appuntamento (https://spostarelalinea.wordpress.com/2014/02/09/oggi-no/) e mi era rimasto un sassolino nella scarpa da rimuovere…. Ma non sto correndo, sono ingrassato, mi alleno solo durante il fine settimana per un cavolo di crisi pigromotivazionale e quindi l’idea di correre dieci chilometri soffrendo e sbuffando come un vecchio treno a vapore un po’ mi blocca… (lo so che sono venti post che mi lamento del fatto che mi sto allenando poco!!! criticoni! se potete ascoltare -e vuria mai credere- a politici che da dieci anni dichiarano l’imminente fine della crisi allora potete ascoltare me che mi frigno un po’ addosso no? ) Ma torniamo a venerdì sera… D’impeto corro ad iscrivermi sul web ma, con orrore scopro che il termine tassativo delle iscrizioni erano le 18.00… Vabbè, mica siamo in Germania no, c’era la neve oggi, c’erano frotte di umarell che non potendo fissare le buche dei cantieri perchè coperte dal manto bianco hanno inforcato le loro simca mille andando a derapare in ogni dove e schiantandosi allegramente contro un fittone (vuoi mettere poi osservare per ore il fermento di un pronto soccorso? roba che neanche il cialis che ti ha prescritto il medico della mutua…). Così scrivo all’organizzazione che, in un impeto di amorevole et italica flessibilità mi accetta…. SI gareggia!!! 🙂 Ma torniamo a stamane (non ci capite più un ciufolo con tutti questi salti temporali vero? beh, se potete guardare un film di Tarantino e dichiararlo un genio -per inciso io adoro i film di Quentin – allora potete leggere anche me…criticoni! ;-P  ), uscito di casa mi sono avviato dubbioso verso Granarolo, il freddo era davvero intenso; arrivato a Granarolo però, complice un bel sole ed una palestra riscaldata dove prepararsi, mi sono rincuorato. IMG_4278Un saluto e qualche battuta con gli amici della Podistica Ozzanese poi il ritiro del pettorale e del microchip per le rilevazioni cronometriche (fino allo scorso anno, ero tesserato con loro come agonista per la corsa, quest’ anno ho deciso di passare in toto agli Spartans. Sono rimasto e rimarrò comunque tesserato come “non competitivo” con l’Ozzanese perchè è stata la mia prima squadra e rimarrà sempre la ‘mia’ squadra, quella che mi accolse e che mi insegnò a correre!). Ci troviamo con gli altri Spartans presenti, Luigi e Luca che oggi esordiranno nella loro prima corsa competitiva, Marco, Carla e Federico  invece correranno i 13 Km della manifestazione non competitiva. Poi ci sono David e Fabio, triathleti Spartans tesserati con la Podistica Ozzanese come agonisti Fidal (corsa). Ottoequarantacinque, è ora di scaldarsi un po’, il ritmo sarà elevato e bisogna preparare un po’ le gambe ed il respiro allo sforzo. Corro, mi allungo, scambio saluti, espleto il rito della minzione pre partenza (ho pisciato dietro un bidone del rusco n.d.a.) e finalmente mi intruppo con gli altri. Un paio di scambi di consigli i e via, si parte; classico serpentone che però si snoda abbastanza in fretta. Oggi l’obiettivo è finire non devastato, con un tempo previsto attorno ai 54′ (il mio tempo migliore sulla distanza è di 48′, ma allora ero preparato). Corro assieme a Luca e ci stabilizziamo su un buon ritmo. inizialmente fatico un po’ a rompere il fiato e mi lascio trascinare degli altri, poi verso il terzo chilometro qualcosa si libera dentro e mi sento improvvisamente più leggero. La giornata è stupenda, freddo e sole, un poco di vento ma non troppo fastidioso, il tragitto è veloce e scorrevole, sto bene e sono contento! Incrociamo la testa della corsa, alieni in attesa di invaderci, David è tra loro che tiene come al solito il ritmo dei primissimi (arriverà nono); continuiamo a correre, si vedono altri amici; stupenda l’immagine dell’ultimo della corsa, un signore direi sulla settantina che correva imperterrito, seguito da presso dalla bicicletta della fine corsa. L’ho detto più volte e lo ribadisco di nuovo, sono più bravi quelli che arrivano per ultimi, quelli che partono sapendo di non sentire passi dietro di loro, quelli che riceveranno solo sorpassi in gara…. E’ più forte chi parte sapendo di finire ultimo di quelli che calpesteranno il podio! Secondo dei due giri previsti, il passaggio intermedio sotto l’arco dell’arrivo con la musica mi spara le emozioni (e la frequenza cardiaca) a mille; seconda metà corri PG corri… Continuiamo a girare abbastanza regolari, Luca tiene bene il ritmo e stranamente non sto perdendo terreno come avevo previsto. Continuiamo, ultimi Km; non credo avrò energia per un allungo nel finale, fa nulla tra poco è finita, respiro col naso, allargo le spalle e alzo la testa, i passi si alternano….IMG_4279 Un corridore mi si avvicina e mi sopravanza, decido che lui sarà il treno che mi porterà alla fine, lo lascio passare, lo affianco, aumento il ritmo leggermente sapendo che la pagherò, non regge, ansima e cede; proverà alcune volte a rifarsi sotto ma ogni volta mi darà abbastanza carica da non farlo passare. Questi giochetti mi hanno fatto accelerare e distaccare leggermente Luca; ormai mancano due chilometri all’arrivo, vedo avvicinarsi quelli davanti a me, cerco di tenere il ritmo, e piano pian mi regalo il gusto di qualche sorpasso; sento per l’ultima volta l’ansito del mio treno farsi sotto; vedo in lontananza il segnale degli ultimi mille metri, me ne frego e aumento la falcata, mi godo la mia piccola vittoria e il nuovo ritmo; ultimo chilometro, la foto, altri sorpassi, so che sto per scoppiare ma insisto, ultima curva, in lontananza l’arco di trionfo gonfiabile dell’arrivo… trovo nuove energie ed accelero ancora, il cuore impazza i polmoni arrancano, le gambe mi portano, ultimi cento cinquanta dieci l’arrivo!!!!!!! Spengo il cronometro sul 50.08 non ci credo nemmeno io … Luigi è sull’arrivo ad attenderci, Luca subito dietro di me; hanno esordito e sono stati bravissimi, sono contento di essere stato con loro. Ci raggiunge Marco, foto di rito, stanchi ma soddisfatti. Palasport, caldo, the, sorrisi… Ci cambiamo sulle gradinate ridendo e scherzando, arrivano gli altri, foto di rito. Tutti contenti e felici… Porca pupazza mi piace quella foto!

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WE ARE SPARTANS (fun fun fun!!!)

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50.08 per 10100 metri, quindi meno di 50′ per il 10000!! 🙂

Un’altra ordinaria domenica di corsa è passata, raggiungo casa dei miei genitori cantando a più non posso sulle note di “sono un ribelle e basta” di J-ax…. Tanto la colpa è delle endorfine 😉

Cronaca di un iperlipidico CD Spartans (La carbonara, i carbonari e il gusto)

Strani gli acronimi… CD, compact disk, Circular dichroism– dicroismo circolare (questo l’ho pure studiato), Club Dogo, Corpo Diplomatico.  Cooperativa Deficenti, Connessione De Mente ma anche, ultimo ma non ultimo Consiglio Direttivo… Consiglio Direttivo, questo binomio così pesante che fa tanto Wall Street e Gordon Gekko, che riporta alla mente sinestesie di lontani luoghi comuni: consunte ma comode poltrone di cuoio, cenere di Montecristo sparse su antichi kilim, vapori di Remy Martin Louis XIII, e come sottofondo ad unire ed amalgamare il tutto il buon vecchio e caro sudore di cavallo….. Ah, direbbe il buon Luigio Guastardo della Radica, “ambienti di un certo livello”… Invece siamo solo sette amici che una manciata di mesi fa hanno provato a mettersi a giocare al Team di Triathlon per poter continuare a fare quello che amiamo, allenarci, faticare, gareggiare, ridere e stare bene. Poi capita che i sette diventino in meno di un anno quasi il doppio di sette volte sette, capita che si perda qualcuno per strada e che qualcun’altro salga a bordo; capita che scopri che quello che era il tuo modo di intendere lo sport piaccia e capita che così come una storia d’amore, che ti fulmina quando meno te lo aspetti, ti trovi attorno e dentro tante persone a cui piace la tua visione. E arrivano le scartoffie… i documenti, i conti e le cose da organizzare, gli impegni da prendere e le aspettative da non deludere… e così quello che prima lo sistemavi con una telefonata o con un giro di messaggi sullo smartphone richiede un po’ più di impegno… c’è da discutere della stagione di gare, organizzare le trasferte, smussare qualche spigolo che tra di noi è entrato in collisione… C’è da parlare di sponsor e pianificare un incontro importante per un progetto che fa un po’ impressione e che la scaramanzia richiede sfumarlo in campo lungo… Però… (c’è sempre un però) credete forse che ci riuniremo attorno a un tavolo, con l’austero Ironfrankie a battere un martelletto di legno invocando articoli e comma? Estiqatsi come diceva il famoso capo indiano…. Noi le cose le facciamo a modo nostro!! l’unico che conosciamo e quello che, stupendoci ogni giorno, funziona. Così domenica sera ci siamo trovati a casa mia e siamo riusciti, tra una parca cena e qualche bevuta centellinata a produrre un sacco, divertendoci e stando bene. Ma veniamo alla serata…. ho preparato una torta salata per antipasto, oltre a stuzzichini assortiti.

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Torta salata…. veloce e di grande resa 🙂

Federico e Niccolò arrivano per primi; Frankie non ha ancora detto ciao che già sta facendo a pezzi il concentrato di peppa pig che il mio salumiere chiama salame….

Riusciamo a fargli togliere la giacca prima di avventarsi sulla torta salata. Stappo un paio di Birre del Porco in attesa degli altri che iniziano ad arrivare alla spicciolata….  Angelo, Gian Marco, Jacopo e Matteo…

Dopo poco ci siamo tutti, faccio volare un tappo di spumante nel giardino del vicino e mentre facciamo più casino di un gruppo di Suore che giocano a palla avvelenata la serata prende ritmo.

Inizio a scaldare l’acqua e a preparare il sobrio piatto unico della serata….

La “carbonara ignorante di PG”…..

alcuni degli ingredienti…. dieci uova… un Kg di pancetta (metà dolce e metà affumicata); un Kg di spaghetti grossi, pecorino grattugiato, grana padano ed alcune spezie… se non chè…..

Se non che quando invitate qualcuno a cena assicuratevi che non sia fan di Master Chef o della Parodi…

Gianmarco mentre scolo la pasta, anzi appena ho finito, alza un sopracciglio e col fare sornione di un micio che ha appena appioppato una zampata a un passerotto sussurra “Hai tenuto un bichiere dell’acqua di bollitura, vero….”;

Federico, a cui qualcuno a Natale deve aver regalato il libro della Parodi “Sii un putto tra i fornelli” non perde l’occasione per alzare il dito presidenziale e proclamare….. “per la carbonara ci vuole il guanciale!!!  e subito alza l’ifone sei plas presidenziale, di un colore tanto dorato e pacchiano da fare arrossire un tenutario di postribolo di Cancun, pronto ad aprire un sito illuminatore….

Io intanto inspiro, espiro.. penso al mio armadio blindato e mi chiedo se sa meglio il rapido cal.9, il sempre in voga .357 magnum o il definitivo .45 acp…. ma visto che sono un uomo mite decido che se non la smettono opterò per il calibro 12 e per le cartucce a pelletts in plastica (evoluzione moderna della cartucia a sale…).

Riscaldo il sobrio chilogrammo di pancetta che ho sgrassato e preparato in anticipo e rigiro e la miscela di uova, pecorino, grana e spezie….foto 2

Un Kg di spaghetti non li ho mai preparati, so che sarà un problema saltare assieme tanta pasta con gli ingredienti e che la scelta di una pasta corta sarebbe stato meglio… ma me ne frego e decido di dividere in due la pasta e saltarla in due tegami diversi… Intanto i miei pazienti affetti da uno dei peggiori casi di verme solitario rumoreggiano… La pasta è pronta, Niccolò mi affianca ai fornelli, assaggio, scolo, il timer dell’iphone squilla con qualche secondo di ritardo… Giamarco azzarda “io la pasta di uno che conta il tempo di cottura col timer non la mangio!!!” (è deciso, con lui userò il coltello…..) Separo la pasta, la miscela formauovosa e iniziamo a saltare…. prima la pancetta poi la fiamma…. il formaggio non deve essere liquido ma nemmeno frittata…. il polso è più veloce dell’occhio e grumi di pasta e pancetta finiscono sul piano…. nessuno guarda e con un gesto che perfino Chef Rubio  mi invidierebbe raccolgo e ributto in pentola il seminato. Si impiatta e finalmente si mangia… saltano vari tappi, un’altra birra artigianale, dell’ottimo sangiovese…. inizio a sentirmi in pace con l’universo intero… La carbonara termina, iniziamo a lavorare e tra un bicchiere ed un cazzeggio portiamo a casa un sacco di decisioni per la nuova stagione.

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Succulento e griffato…. Grazie Annalisa!!!!

Le “pastarelle” entrano in scena, quindi il gelato e il sontuoso tiramisù griffato preparato da Annalisa…. Cantucci, passito, si rifiniscono le decisioni e ci si sfotte come se non esistesse un domani… Tiro fuori il copo di coda, il limoncello fatto da me… Gianmarco beve, rotea gli occhi, cerca affannoso una boccata d’aria ed esclama” Piggì… ci hai dato dentro con l’alcool!! Io sogghigno gustandomi il momento…. (sfiora i 35° il mio limoncello… mi piace farlo così con corpo e carattere)… per questa sera non dovrò usare il Tanto… foto 5La serata termina, recupero il cellulare per un selfie di rito (dimenticavo, serata smartphone free, accesi per le emergenze ma a riposo sul frigo… niente cazzigli elettronici in mezzo alle uallere stasera)  e ci salutiamo. Una cosa è certa, lo stiamo facendo nel modo giusto.

Grazie ragazzi

ps: dite che dimentico il gusto? volete sapere “il gusto di cosa”…. siete davvero diversamente svegli sapete…. il semplice, banale  e mai sazio gusto di stare assieme…what else?

ps2: http://www.teamspartans.org